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Mi chiamo Giuseppe abito a Palermo e ho iniziato ad interessarmi della coltivazione di un orto nella periferia della città di circa 1000mq per uso personale.

Leggendo i consigli dati da voi e scritti nella varie bustine di sementi, circa il momento della semina dei meloni ho qualche perplessità. Da noi è infatti impensabile seminare i meloni nel mese di maggio e tutti gli addetti ai lavori della zona lo confermano.

Pertanto gradirei se possibile avere un riferimento di massima per capire quando seminare o trapiantare le piantine del melone. Grazie anticipatamente per la vostra risposta e cordialità. CG

( Giuseppe – Palermo )

Risposta

Salve Giuseppe, partiamo dalla cosa più importante: i meloni non sopportano le  temperature troppo basse, quindi se il termometro scende sotto i 15° (nel post ho messo di 18° per non rischiare !) non cresce bene.

Basandoti su questo dato puoi decidere quando effettuare la semina: puoi farla in semenzaio a febbraio o a marzo e poi trapiantare le giovani piante a aprile o a maggio. Questo nella maggior parte d’Italia, ma a Palermo il clima è mite e forse puoi tranquillamente anticipare tutto di un mese, non credo che a marzo le temperature scenderanno sotto i 15°! Questo però lo sai meglio tu di me.

Se non ti piace usare i semenzai e vuoi effettuare la semina in piena terra, vale esattamente lo stesso discorso: se a marzo le temperature sono miti, come il melone richiede, puoi seminare nell’orto già in questo periodo.

Spero di essere riuscita a chiarirti le idee. Ciao e salutami Palermo!

L’estate si avvicina e nell’orto non può mancare l’inconfondibile e penetrante profumo del melone (cucumis melo). I lavori nell’orto diventano meno faticosi se nell’aria c’è il suo profumo. Quindi affrettiamoci a trapiantarlo o a seminarlo se ancora non l’abbiamo fatto.

Semina e trapianto –  Se in marzo ed aprile non abbiamo provveduto a seminarlo in semenzaio, dovremo recarci in un consorzio agrario e acquistare una piantina da mettere in piena terra quanto prima. Le giovani piante si mettono a dimora quando sono munite di cinque o sei foglie a una distanza di circa 1 m, avendo cura di interrare bene il colletto.

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Se il prezzemolo è ovunque ci sarà un motivo. Non è perché è invadente, ma piuttosto perché è prestante. Mi spiace che venga scomodato per definire quelle persone un po’ petulanti che stanno sempre tra i piedi. Se il prezzemolo ha una colpa è quella di essere sempre disponibile e sempre pronto a tutti gli usi. Sono migliaia le ricette che ne prevedono l’utilizzo: tritato, intero, crudo o cotto è sempre pronto ad  arricchire ogni piatto e quando non viene inserito dentro alla pietanza, viene messo sopra come colorita guarnizione. Estate ed inverno è sempre lì e quando non si può coltivare fuori lo si coltiva in casa. Quindi è solo la sua eccessiva disponibilità a renderlo un po’ banale e onnipresente.

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Buongiorno, aiuto sono un po’ confusa. Vorrei piantare le verdure estive, ma non so come regolarmi con la luna. Chiedendo in giro c è chi mi dice di seminare con luna crescente di aprile, chi mi dice con luna calante, cosa faccio? Non so a chi credere. Grazie!

( Teodora )

Risposta

Ciao Teodora, ti capisco sulla luna ognuno dice la sua ed è facile andare in confusione! Per iniziare ti consiglio di leggerti due articoli che abbiamo già scritto su questo argomento: il primo riguarda il riconoscimento delle fasi lunari, il secondo cerca di spiegare, in modo molto semplice, perché la luna influenza le piante. Ma per aiutarti maggiormente posso aggiungere che a maggio in luna crescente puoi seminare fagioli, fagiolini, zucchine, pomodoro e melone, mentre in luna calante patata, carota, bietola, sedano, lattughe, scarola, porro e spinacio estivo. Anche per il trapianto, ovvero mettere a dimora le piccole piante che hai acquistato in vivaio, vale lo stesso criterio. Ricorda che seminare a dimora significa seminare direttamente nel luogo dove la pianta crescerà e svilupperà. Il momento migliore per seminare il prezzemolo sono i due giorni che precedono la luna piena, mentre per quanto riguarda il basilico i pareri sono discordi, c’è chi dice che se lo semini in luna crescente l’aroma sarà migliore e chi invece preferisce la luna calante perché così non fiorirà subito. Personalmente per il basilico non ho mai fatto troppo attenzione alla luna, ma la prossima volta ne semino un po’ in luna calante e un po’ in luna crescente, per poi vedere la differenza…Che dici può essere un’idea? E se hai ancora qualche dubbio lunare ti consiglio di visitare Almanacco Barbanera, ha una buona sezione dedicata all’orto e al giardino.

La batata (Ipomea batatas) nonostante il nome ricordi quello della patata (a dire il vero sembra lo stesso nome pronunciato da una persona raffreddata) ha con questa ben poche cose in comune; tanto per iniziare appartiene a una famiglia diversa, questa è infatti una convolvulacea, inoltre é più dolce  e leggermente più calorica. La batata, o patata americana o patata dolce, ha dei rizotuberi commestibili molto buoni, dolci e ricchi di amido, da cucinare bolliti, fritti o arrosto.

Rispetto alla patata richiede temperature più elevate per la coltivazione (15° per la germinazione e 20° per lo sviluppo), possiede steli rampicanti o striscianti lunghi anche tre metri, che danno dei bei fiori a campanula.

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Vorrei sapere qual è l’ ora del giorno migliore per seminare gli ortaggi.

Grazie

( Mauro )

Risposta

Caro Mauro, l’ora migliore per seminare gli ortaggi è la sera, nel tardo pomeriggio, perché le piante possono approfittare dell’umidità notturna e ‘godersi’ con tutta calma l’acqua che gli hai somministrato dopo la semina o il trapianto. Anche la mattina presto può andare bene, ma la pianta ha meno ore a disposizione prima che arrivi il sole ad asciugare il suolo. L’importante è evitare le ore più calde.

Il semenzaio è pronto e il terriccio pure. Cosa fare adesso per non sbagliare la semina e compromettere la nascita del tanto agognato germoglio?

Procediamo così:

1. Riempiamo il contenitore con il terriccio fino a circa un cm dal bordo. Se fosse troppo polveroso possiamo prima inumidirlo un poco, soltanto un poco mi raccomando, perchè non deve assolutamente compattarsi.

2. A questo punto occorre tracciare dei piccoli solchi con un coltello o praticare dei fori con uno stuzzicadenti, dove deporremo i semi. La distanza fra un seme e l’altro varierà se la pianta neonata sarà spostata dal semenzaio in un vaso più grande o se invece si svilupperà direttamente nel contenitore di semina, in quel caso avrà bisogno di maggiore spazio e posizioneremo i semi alla distanza richiesta dalla varietà dell’ortaggio. (ravanello ogni 5 cm, carota ogni 8 cm, lattuga ogni 15 cm. ecc.)

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La profondità e il periodo di semina hanno regole precise, a cui attenersi scrupolosamente se desideriamo che questa operazione abbia una buona riuscita. Se pensavamo che bastasse cacciare un seme in terra per vederlo germogliare, dobbiamo ricrederci: può succedere, ma le possibilità di successo sono scarse.

Quindi lasciamo perdere l’improvvisazione e cerchiamo di capire di cosa ha bisogno un piccolo seme per  germogliare.

Profondità di semina – Se è troppo superficiale il seme rischia di rimanere scoperto. Lo strato di terriccio sovrastante potrebbe non essere sufficiente a garantire l’umidità necessaria alla germinazione e il seme, più visibile,  avrebbe maggiori possibilità di trasformarsi in appetitoso cibo per uccelli. Continua a leggere

Abbiamo parlato del perché valga la pena allestire un piccolo semenzaio. Ma non abbiamo parlato di come prepararlo.

Come e con cosa si riempiono i semenzai? Per riempire i semenzai occorre un terreno soffice, dove le neonate radici non trovino alcuna resistenza, ma tanta accoglienza. Deve inoltre avere la capacità di assorbire l’acqua senza però creare ristagni. Un terreno povero di sostanze nutritive, perché le riserve alimentari necessarie alla germogliazione sono già contenute nei semi. Quindi vietati i concimi aggiunti, che potrebbero danneggiare la piantina! Normalmente il terriccio per semenzai è formato da un terzo di composto (solo di origine vegetale) maturo e setacciato, un terzo di terra da giardino e un terzo di sabbia.

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L’erba cipollina (allium schoenoprasum) appartiene alla famiglia delle Liliacee, come l’aglio e la cipolla, ma a quest’ultima assomiglia anche per sapore e profumo. Le sue foglie lunghe e sottili, si usano a crudo spezzettate finemente per aromatizzare le zuppe, le minestre, le insalate e le salse.

Una vera prelibatezza a cui è difficile rinunciare solo perché il termometro scende sotto lo zero e fa seccare le sue foglie. D’accordo che è una bulbosa perenne e a primavera le sue foglioline rispunteranno, ma è comunque un peccato dovere fare senza! Per potere avere sempre a disposizione il suo fresco aroma, in inverno si può portare la pianta in casa e sistemarla in un angolo luminoso, per esempio davanti ad una finestra. Basterà tenere il vaso lontano dagli spifferi e annaffiarlo regolarmente.

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