La fattoria dei nostri sogni

Talvolta ci scoraggiamo davanti ai danni fatti dalla dorifora sulle patate, dalle lumache sulle insalate o dalla cavolaia sui cavolfiori. E ci chiediamo come sia possibile non usare veleni quando tutti questi insetti sembrano avercela con il nostro orto o si accaniscano contro il nostro frutteto.

Questo film-documentario ci mostra come la soluzione non sia facile, ma c’é. Nel film “La fattoria dei nostri sogni – La natura come non ve l’hanno mai raccontata”  John e Molly Chester, i protagonisti, nonché proprietari della fattoria, ci raccontano la loro avventura, sulla carta inizialmente impossibile: costruire una fattoria biologica su 80 ettari di terra sfruttati e sterili, senza l’aiuto di antiparassitari dannosi all’ambiente, senza l’ausilio di diserbanti o concimi chimici.

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Sono davvero numerosi i motivi per cui dovremmo pensare di coltivare la cicerchia (Lathyrus sativus) nel nostro orto-giardino. Questo pianta favorisce la nostra salute, quella della terra e cresce facilmente in ogni suolo, anche in quelli poveri e sassosi.

La cicerchia (Lathyrus sativus) è una leguminosa, esattamente come i piselli, i fagioli, i ceci, le lenticchie, e come tutte le leguminose sono ricchissime di proteine vegetali, alleate del cuore, dei muscoli e delle ossa.

Inoltre, le cicerchie come tutte le piante appartenenti a questa numerosa famiglia, arricchiscono il terreno di azoto, lasciandolo più fertile di come lo hanno trovato.

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Perché fare la fatica di produrre semi in proprio se è così semplice acquistare una bustina già pronta e confezionata?

Semplice, perché fare i semi in proprio significa selezionare piante adatte al proprio territorio e, andando ancora più nello specifico, adatte al proprio orto e giardino. Facciamo un esempio: se nel mio giardino ho poca acqua e il terreno è sabbioso, le piante che vi coltiverò produrranno semi che svilupperanno, anno dopo anno, i requisiti per meglio sopportare la siccità e il terreno povero e ovviamente li trasmetteranno alla pianta. Quindi nel tempo avrò piante in grado di sopportare meglio le avversità e le problematiche proprie del mio appezzamento di terra. In pratica, utilizzando i nostri semi, spingeremo la pianta verso un sensato e sano adattamento.

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Produrre da soli i propri semi sta diventando un’attitudine sempre più diffusa tra gli orticoltori più virtuosi. E’ un’operazione che richiede pazienza, dedizione e sapienza, ma fa la differenza!

Chi produce semi in proprio può scegliere e selezionare piante adatte al proprio suolo, al proprio clima e alla propria regione e contribuire alla salvaguardia di ortaggi antichi caduti in disuso, recuperare vecchie varietà locali per evitarne la perdita. E’ così che un umile orticoltore può diventare un fiero e orgoglioso custode di biodiversità!

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Scambiamo semi e conoscenze! Partono con il mese di settembre i nuovi appuntamenti per lo scambio di semi. Finito il gran caldo, la terra respira e si prepara ad accogliere nuova vita. Quindi cosa c’è di meglio che andare in giro a cercare e scambiare semi da restituire alla terra del nostro orto o giardino?

Il primo appuntamento appuntamento si terrà a Cremona  domenica 15 di settembre.SeMiScambi “è un evento dedicato al libero scambio di semi tra hobbisti e appassionati di orto e giardino. A prendersi cura ogni anno di questa manifestazione sono i volontari del Fai per promuovere la biodiversità, la conoscenza e la diffusione di varietà antiche o rare ed insieme ad esse un’agricoltura legata all’antica tradizione rurale del territorio.

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