La luna nell’orto, come influenza le piante

La luna nell’orto, anche se fresca e notturna, è argomento ‘scottante’. Nel senso che ci sono opinioni contrastanti al riguardo e, che si creda o meno alla sua influenza sulla crescita delle piante, resta un elemento di cui dovere parlare. Per chi, come me, viene da una famiglia di ‘contadini-orticoltori’ dove Frate Indovino faceva sempre bella mostra di sé sul muro della cucina ed era oggetto di grande attenzione, non tenere conto della luna è un sacrilegio, ma capisco gli scettici che, in un periodo in cui i satelliti sono più delle stelle, storcono il naso nello scrutare il calendario lunare ad ogni ‘piè sospinto’.

Cerchiamo quindi di capirne i principi fondamentali per aiutare chi vorrà farne uso e tenerne di conto. Secondo i vecchi contadini e i sostenitori dell’agricoltura biodinamica, la luna influenza il nostro orto tanto quanto il sole, ne governa i vari aspetti (semina, lavori colturali, raccolta) in modo complementare.

Sembra per esempio che la luce lunare penetri più profondamente nel suolo di quanto non faccia la luce solare e che certe attività, come la germinazione, sia inibita dall’eccessiva intensità del sole e sia favorita nel corso della notte.

L’aspetto più importante da capire è che:

durante la luna crescente i succhi linfatici risalgono verso la superficie (per lo stesso effetto a cui sono soggette le maree) e quindi è favorito lo sviluppo vegetale delle piante;

durante la luna calante si ha l’effetto opposto, gli stessi succhi vegetali si ritirano verso la radice e la terra più accogliente.

Su questa base è facile comprendere perché le semine vadano effettuate con la luna crescente, tuttavia alcune preferiscono la calante, come la lattuga. Questa se seminata in luna crescente tenderà subito a fruttificare a scapito della tenerezza delle foglie e della compattezza del cespo.

Per riassumere in modo semplice possiamo dire che:

le piante di cui raccoglieremo fiori e frutti si semineranno in luna crescente;

quelle che è meglio che vadano a fiore più tardi possibile in luna calante.

Un’ultima raccomandazione: non si deve mai seminare quando ci sono le eclissi e in concomitanza dei nodi lunari, ovvero due giorni al mese durante l’ apogeo (punto di massima distanza tra luna e il sole) e il perigeo (punto di cui sono più vicini). I calendari lunari ci saranno di aiuto in questo.

Per ora penso possa bastare, ma questo non è che l’inizio e ritornerò sull’argomento. Se nel frattempo avete curiosità particolari scrivete…

foto di tortipede da flickr

Commenti
6 Commenti a “La luna nell’orto, come influenza le piante”
  1. Renzo Rosa ha detto:

    …ciao Nara, avevo chiesto, se ti è possibile, un elenco per la semina di tutte le erbe aromatiche e officinali in base alla luna…Ciao, grazie Renzo Rosa

    • nara marrucci ha detto:

      Caro Renzo eccoti qualche indicazione sulla semina delle aromatiche guardando alle fasi lunari.
      Basilico – si semina ad aprile in luna crescente, ma si trapianta in luna calante
      Erba cipollina – si semina direttamente a dimora in primavera in luna crescente o in luna piena
      Maggiorana – si semina ad aprile in luna crescente, ma si trapianta in luna calante
      Menta piperita – si semina in luna crescente in primavera, e sempre in luna crescente si effettua la divisione dei cespi rizomatosi per ottenere nuove piante
      Origano – si semina in tarda primavera con la luna crescente, ma aspetteremo la luna calante per trapiantare delle piantine sufficientemente grandi.
      Prezzemolo – si semina più volte durante l’anno dipende, se la coltura è protetta oppure se direttamente all’aperto. In quest’ultimo caso si semina in primavera con la luna crescente.
      Posso inoltre aggiungere che in primavera con la luna crescente si può seminare anche il peperoncino, il timo e l’acetosella. La luna crescente di settembre è inoltre il periodo migliore per interrare le talee e gli stoloni di salvia, rosmarino, lavanda, melissa e timo.
      Spero di esserti stata di aiuto, ma se hai ancora bisogno mi trovi qui…Ciao

  2. Pietro Munari ha detto:

    Caro Renzo, anch’io, come tanti, ho perplessità sugli effetti della Luna. Mio padre, grande ortolano, applicava questo motto: “Alla luna non badare, tempo asciutto seminare”. Io, però, seguendo i consigli degli agricoltori e boscaioli della mia zona (Valchiusella, in Canavese, TO), se posso ci faccio caso. Esempio, per il taglio di alberi: se per legna: luna crescente; per legname da opera: luna calante; (ovviamente, con il legname esce anche molta legna, ma il legname è + prezioso). Orbene, io ho fatto un solo, singolo esperimento, che mi piacerebbe avere il tempo e la costanza di ripetere, per creare una statistica: in luna calante ho seminato un’aiuola di rapanelli ed una di spinaci; dopo 15 giorni, in luna crescente, nuovamente un’aiuola di rapanelli ed una di spinaci. A conferma degli influssi lunari, degli spinaci hanno prodotto di più quelli seminati in luna crescente. Viceversa, i rapanelli seminati in luna crescente hanno prodotto molta parte vegetale e misere radichette rosse, incommestibili, sotto terra; buoni rapanelli tondi, normali, ha prodotto la semina in luna calante.
    Concludendo, il semino quasi tutto in luna calante: non solo chi produce sotto terra – carote, rapanelli, patate -, ma anche quelle piante di cui è raccomandabile rallentare un’eccessiva crescita che conduce alla fioritura, come ogni tipo di insalata, il basilico, i cavoli (altrimenti sfioriscono in fretta), ecc.; in luna crescente chi deve svilupparsi all’aria e/o fiorire: zucchine e simili, pomodori, spinaci, rape (io consumo la parte verde, le rape le do ai conigli), fiori, legumi. … Ciao.

  3. Pietro Baruffaldi ha detto:

    Salve,
    faccio riferimento alla Vostra pagina ove ci si chiede quali siano gli influssi della luna sulle piante. Posso dire che c’è la prova sperimentale. Si! La Luna è essenziale. Se non ci fosse, la Terra sarebbe senza piante.
    La prova più chiara, più semplice, che tutti possono eseguire con poca spesa è un test su procedura per amplificare la germinabilità nei semi.
    Procedura di pubblico dominio, liberamente disponibile nel sito http://www.tournesol.net, che qui riassumo, dopo aver spiegato in breve la teoria.
    La germinabilità nei semi in breve.

    Comunemente si ritiene che i semi perdano la loro capacità germinale, inesorabilmente, con il passaggio del tempo, a causa soprattutto della temperatura. Il tutto a senso unico, senza possibilità di recupero. Con la conseguenza che, in genere, ci si concentra sull’aspetto conservativo.
    Quanto comunemente ritenuto, corrisponde al vero; ma solo sui tempi lunghi. Grazie a degli esperimenti, posso affermare che i semi variano la loro capacità germinale, in una specie di ciclo alternato, ora diminuendola, ora recuperandola. Rispettando questo ciclo, si possono avere dei grandi risultati, in agricoltura (come già avviene su scala pilota), e nel giardinaggio.
    I semi tendono a perdere germinabilità durante i periodi chiamati cumulativi, ed a recuperarla durante i periodi chiamati dissipativi. La distinzione dei periodi viene pubblicata alla pagina http://www.tournesol.net/calendar.htm.
    Quando la Luna aumenta la sua velocità angolare, calcolata come “ritardo della Luna”, rispetto alla rotazione della Terra (periodi b-c; d-a), essa induce gli acidi grassi nei semi ai processi cumulativi, peggiorativi per la germinabilità, favoriti dall’aumento di temperatura. Quando invece la Luna diminuisce il suo ritardo (periodi a-b; c-d), essa induce i processi dissipativi, migliorativi, favoriti dalla diminuzione di temperatura.

    La diminuzione di germinabilità è funzionale al suo recupero. Un seme sano, più perde in fase cumulativa, più poi recupera nella fase dissipativa che segue.

    Questo ha suggerito la procedura detta “paradossale”, ove si priva quanto più possibile di germinabilità il seme, con un supplemento di temperatura, proprio durante l’ultimo periodo cumulativo, quello che precede la semina. Quindi, poche ore prima dell’inizio del periodo dissipativo successivo, o durante il primo giorno del dissipativo, lo si semina. Alternitavimente, lo si mette in frigo, fino al giorno della semina, meglio se entro il periodo. Nei due casi, il recupero è così ottimizzato; ciò fa nascere di gran lunga le migliori piante.

    Il test.
    In breve, il test consiste nel tenere due campioni di semi senza problemi, della stessa specie e qualità, a due temperature nettamente differenti (almeno di 10-15 °C), durante un periodo cumulativo di almeno sette giorni, e di seminarli vicini, alle stesse condizioni, all’inizio del seguente periodo dissipativo.

    I semi del test tenuti, in fase cumulativa, alla più alta temperatura (in genere non più di 35 °C), daranno vita alle piante migliori. Ciò paradossalmente, in quanto la temperatura fa diminuire la germinabilità. Ma fa scattare nei semi un meccanismo di pieno recupero.

    E’ gradito un feedback di eventuali test.

    Dopo avere validata la procedura da parte Vostra, nel caso di pubblicazione e diffusione, mi attendo sia citata la fonte.

    Saluti Pietro Baruffaldi

    PS: a pagina 1.8 del sito viene spiegato come funziona il ciclo di posizione (crescer e calar di luna).
    (Pietro – Padova)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Salve Pietro,
      il tuo studio che fai è molto interessante e spiega tante cose, lo pubblichiamo con molto interesse nostro e di tutti gli utenti di in-orto che spesso cercano una luce sull’argomento Luna!. Tu ci hai illuminato a riguardo, grazie!
      Salute e buon orto…sulla luna.

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