I semenzai anche in balcone, quali e perché

Anche per chi ha a disposizione soltanto un balcone potere seminare le proprie piantine offre numerosi vantaggi, come quello di scegliere fra un numero maggiore di varietà o preferire quelle più appropriate ad essere coltivate in vaso, ma anche o forse soprattutto, per il piacere di assistere allo spettacolo della nascita di un germoglio.

E se decidiamo di fare questo passo il semenzaio diventa d’obbligo. Ma non dobbiamo spaventarci, perché ne esistono di tutti i tipi e di tutte le misure e non è poi così difficile predisporlo.

Non occorre possedere una mini serra, ci sono molti luoghi in una casa, se pur piccola, pronti ad accogliere un semenzaio.L’importante è garantire ai nostri semi tanta luce e un po’ di tepore e di umidità. Saranno invece da evitare gli ambienti bui, gli sbalzi termici, il caldo e il freddo eccessivi. E se d’estate potremo dedicare ai semenzai un angolo apposito nel nostro balcone, nei mesi invernali potremo utilizzare i davanzali interni delle finestre oppure i pensili della cucina o del bagno. Se non vi sembrano troppo belli da esporre, colorateli o trovate delle soluzioni alternative per integrarli all’ambiente.

Il semenzaio, almeno che l’ortaggio prescelto mal sopporti il trapianto, come la carota che va sempre ed esclusivamente seminata a dimora, è utile almeno per un paio di motivi. Il primo è lo spazio (chi possiede un balcone sa quanto questo sia importante) perché talvolta la germogliazione può durare anche un paio di mesi e tenere dei vasi occupati per un periodo così lungo, mentre potrebbero essere destinati ad ortaggi già in produzione, è un vero peccato. L’altro motivo, per cui è consigliabile la semina in un contenitore diverso dal vaso, è che non sempre le condizioni climatiche di un balcone sono adatte alla germogliazione, mentre in un un interno sono più facili da ricreare, anticipando così i tempi di semina.

Qualsiasi contenitore può diventare un semenzaio, l’importante è che non sia troppo profondo e che abbia dei fori sul fondo. Dalle cassette basse della frutta ai contenitori delle uova, dai vasetti da vivaio riciclati (quelli piccoli, piccoli) alle vaschette per alimenti del supermercato oppure, perché no, dei semplici bicchieri da caffè in plastica..

Se proprio il ‘fai-da-te’ non è il vostro forte, potete acquistare i semenzai già pronti. Il mercato offre moltissimi modelli: vaschette in plastica con coperchio trasparente già divise in cellette per i singoli semi, seminiere con resistenze elettriche per mantenere la temperatura costante, contenitori lunghi e stretti come le dimensioni dei davanzali.

I semi più grandi (zucchine, cetrioli, ecc) possiamo seminarli anche direttamente in vasi piccoli, dove si lasceranno fino al momento del trapianto.

Consiglio – Se siete ancora alla prime armi e vi preoccupa svasare le fragili piantine destinate al trapianto, sappiate che in commercio si trovano dei vasetti di torba biodegradabili da interrare direttamente con la piantina una volta che questa sarà cresciuta quanto basta. Oppure optate per le comodissime pastiglie di torba che bagnandole si trasformano in piccoli contenitori di semina. C’è chi preferisce di più i vasetti e chi invece reputa le pastiglie più comode. Provateli entrambi a sappiatemi dire!

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