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come coltivare il nespolo germanicaPovera nespola! Così modesta e così dimenticata! La nespola nonostante il suo aspetto poco appariscente e discreto, un tempo era conosciuta da tutti i contadini per le sue proprietà curative, ricca di vitamine e di polpa buona per fare marmellate e gelatine, torte e crostate. Con i noccioli si può fare anche il ‘nespolino’, un liquore digestivo e amabile, ma attenzione a non rompere i noccioli perché il loro midollo contiene sostanze tossiche.

Eccoci dunque nuovamente di fronte ad una pianta dimenticata: un pò come il fico d’India, l’azzeruolo,  il mirto o il corniolo. Quando parliamo di nespole occorre fare una distinzione tra le due varietà coltivate in Italia: il nespolo germanico (Mespilis germanica) e il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica) di cui abbiamo già ampiamente parlato. Il primo è stato introdotto in Italia da almeno 2000 anni, il secondo da appena due secoli. Anche per diritto di anzianità ci sembra doveroso adesso parlare del nespolo germanico.

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Quando pensiamo al mirtillo pensiamo al bosco e alle montagne del Nord Italia. Ma questo pensiero è giusto solo in parte: ci sono mirtilli in grado di vivere anche in pianura e al Centro Sud. 

Varietà

Esistono decine e decine di varietà di mirtilli, il più noto è il Vaccinum myrtillus, il mirtillo nero che noi tutti conosciamo per il colore blu viola e il sapore acidulo, che cresce spontaneo sulle nostre montagne. Mentre quello che compriamo al supermercato è il mirtillo gigante americano, il Vaccinum corymbosum, dalle bacche succose, dolci e poco soggette ad ammaccature, le cui dimensioni possono raggiungere anche il centimetro di diametro. Una pianta bella e longeva che merita di essere coltivata nei nostri giardini, ma essendo un’acidofila occorre fare attenzione al ph del suolo e al caldo eccessivo.

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Salve,
mi chiamo Roberta, ho 53 anni, di professione sono agente di attività finanziaria.
Con passione amo coltivare e veder crescere la mia campagna.
Desidero fare una domanda, esiste un mandorlo da coltivare in
montagna, in altopiano, a circa 1.400 metri?
Se esiste, quale grazie.
(Roberta)

Risposta

Ciao Roberta,
immaginiamo che la tua vita in campagna sia veramente rilassante per te, ci fa piacere!
Le piante sono esseri viventi molto adattabili ma, per mia esperienza la coltivazione – amatoriale – dei mandorli -in Italia- non l’ho viasta mai oltre i 500 m.s.l.m., è una pianta tipicamente mediterranea, la prima a fiorire a inizio primavera, fra i tanti frutti, e per questo soggetta ai tipici ritorni di freddo invernali, fuoristagione.
Più adatte a quelle altitudini potrebbero essere ciliegi o meli,casagni o noci…speriamo siano comunque appetibili per te.
Salute e buon orto.

Può sembrare strano seminare i piselli in novembre, eppure se abbiamo un terreno climaticamente ben esposto, ben drenato e arieggiato, possiamo provarci. E sarà una grande soddisfazione agli inizi della primavera raccogliere piselli teneri, mentre i nostri vicini li avranno appena seminati.

Saranno favoriti nella semina autunnale coloro che abitano al Sud, ma anche chi vive al Centro-Nord e può contare su un microclima mite. Per capire meglio quali sono le esigenze ambientali idonee al pisello, occorre conoscere le temperature adatte alla sua crescita.

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La cicoria catalogna (Cichorium intybus var. foliosum) è un’insalata molto conosciuta e utilizzata al Sud, un po’ meno al Nord. Sarà perché la sua coltivazione richiede temperature abbastanza miti o semplicemente per un fattore culturale, fatto sta che sono moltissimi i piatti dell’Italia centro-meridionale che prevedono la catalogna come ingrediente principale o come contorno. E se mai vi fosse capitato di vivere o comunque di frequentare Roma, sicuramente conoscerete bene le puntarelle.

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Cavoli in varietàFra tutti i cavoli il cavolfiore è senz’altro quello dal sapore più delicato. E’ ricco di calcio e potassio e contiene molte vitamine, che purtroppo si perdono quasi tutte in cottura. Difficilmente possiamo rinunciare ad averlo nell’orto, può bastare una fila di 8-10 metri per avere una produzione sufficiente ad una famiglia di 4 persone.

SeminaIl periodo di semina per questo ortaggio varia a seconda del clima e della varietà. Di solito si semina a maggio o giugno per raccogliere in autunno-inverno, ma se il clima da noi è mite e seminiamo tardi, potremo raccogliere i cavolfiori fino a fine inverno.

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Novembre è il mese in cui l’orto si svuota: tanti ortaggi sono arrivati a fine ciclo e hanno lasciato l’orto spoglio, dove i cavoli ‘regnano sovrani’. Quindi è il momento di passare all’azione e riempire i buchi con la semina delle fave per ottenere raccolti precocissimi. Ma solo dove il clima si mantiene mite e dolce ancora per un po’! Dove invece il freddo può essere intenso dobbiamo rimandare la semina agli inizi della primavera, da proseguire poi fino ai primi aprile.

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L’altro giorno vado al mercatino biologico sotto casa e mi dirigo sparata al banco degli avocado. Delusione: erano finiti! Ho pensato che evidentemente sono molto richiesti  e che sarebbe un’idea produrne di più anche in Italia. Ecco perché oggi vi propongo un post sulla coltivazione degli avocado!

Foto 2E’ questione di pochi giorni e già i frutti arancio del nespolo inizieranno a occhieggiare nelle vetrine dei fruttivendoli e chi è più fortunato potrà averli nel proprio orto o giardino. Le nespole sono infatti tra i primi frutti ad annunciare l’arrivo della bella stagione! Ma attenzione, sto parlando del nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica) e non del nespolo comune (Mespilus germanica) ! Il nespolo del Giappone è un albero di piccole-medie dimensioni sempreverde, che fiorisce in inverno e fruttifica agli inizi della primavera.

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Cavolo cappuccioIl cavolo cappuccio (Brassica oleracea capitata) è una grande risorsa della cucina invernale, ma anche primaverile ed estiva, a seconda del periodo di semina e della varietà prescelta. Ma è soprattutto in inverno, quando tutte le altre verdure scarseggiano, che il cavolo cappuccio ci viene in soccorso e, sia crudo in insalata che cotto stufato, ci aiuta a risolvere un pasto. E se coltiveremo una varietà rossa avremo, oltre a tante proprietà antiossidanti, anche un bel tocco di colore prima nell’orto e poi a tavola.

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