Un mirtillo per ogni luogo: Nord e Sud, pianura e montagna

Quando pensiamo al mirtillo pensiamo al bosco e alle montagne del Nord Italia. Ma questo pensiero è giusto solo in parte: ci sono mirtilli in grado di vivere anche in pianura e al Centro Sud. 

Varietà

Esistono decine e decine di varietà di mirtilli, il più noto è il Vaccinum myrtillus, il mirtillo nero che noi tutti conosciamo per il colore blu viola e il sapore acidulo, che cresce spontaneo sulle nostre montagne. Mentre quello che compriamo al supermercato è il mirtillo gigante americano, il Vaccinum corymbosum, dalle bacche succose, dolci e poco soggette ad ammaccature, le cui dimensioni possono raggiungere anche il centimetro di diametro. Una pianta bella e longeva che merita di essere coltivata nei nostri giardini, ma essendo un’acidofila occorre fare attenzione al ph del suolo e al caldo eccessivo.

Necessita di terreno acido anche il Vaccinum ashei,  noto come mirtillo conilopide, che però a differenza del mirtillo americano fruttifica anche dove gli inverni sono miti, è più vigoroso e ha foglie meno lucide, dal colore grigio verde. La varietà ‘Cooper’, già da metà maggio, produce mirtilli grandi e succosi.

Ma se nel nostro orto disponiamo solo di terreno calcareo dobbiamo rinunciare a coltivare il mirtillo? Non del tutto, possiamo infatti optare per una di queste tre soluzioni: la prima è coltivare il mirtillo in vaso, la seconda è somministrare zolfo liquido per acidificare il suolo e l’ultima è coltivare il mirtillo siberiano o Lonicera caerulea, che non essendo un’acidofila vive bene anche nei terreni calcarei e sopporta temperature bassissime, anche fino a -30°.

Clima

I mirtilli resistono a tutto sia al caldo estivo che al gelo invernale, basterà dare acqua a sufficienza. Ma mentre al Nord è preferibile scegliere la Lonicera caerulea o il Vaccinum corymbosum, perchè richiedono il gelo invernale per potere fruttificare, al Centro-Sud dovremo optare per Vaccinum ashei.

Terreno

La Lonicera caerulea cresce bene in qualsiasi suolo, mentre le varietà appartenenti al genere Vaccinum richiedono terreni dal ph acido che va da 3,5 al 4,5. Se decidiamo di coltivarli in vaso dovremo usare terreno per acidofile, e somministrare settimanalmente, per tutto il periodo vegetativo, dello zolfo liquido diluito in acqua.

Se invece decidiamo di coltivarlo in piena terra dobbiamo scavare una buca ampia il doppio della zolla e riempirla con terreno da giardino e terriccio per acidofile in parti uguali. Per mantenere in seguito la giusta acidità distribuiremo sul terreno una manciata di zolfo pellettato una volta al mese e in inverno pacciameremo con aghi di conifere.

Concimazioni

La concimazione migliore è la cornunghia a scaglie grossolane, da stendere sul terreno a fine inverno sia nelle piante in vaso che in piena terra. Per dare un ulteriore aiuto alla pianta arrivata a fine fruttificazione potremo somministrare del letame biologico pellettato a lenta cessione

La Lonicera caerulea andrà invece concimata in primavera utilizzando del concime organico biologico pellettato.

Irrigazione

L’acqua non deve mai mancare per nessuna varietà di mirtillo. In estate dovremo irrigare prima che il terreno si asciughi del tutto e in inverno, se non piove, sarà necessario bagnare una volta al mese anche con temperature sotto allo zero.

Potature

La potatura è un’operazione molto semplice, perché nel mirtillo vanno eliminati solo i rami vecchi e storti. Ma attenzione! I mirtilli fioriscono sui rami vecchi quindi una potatura eccessiva potrebbe aiutare lo sviluppo di nuovi rami a discapito della fruttificazione.

Moltiplicazione

Il miglior modo per riprodurre il mirtillo è la talea, da preparare in febbraio. Non vi scoraggiate se non dovesse attecchire al primo tentativo, perché la radicazione è piuttosto difficile e quindi talvolta è preferibile acquistare le piantine in vivaio.

Se avete difficoltà a trovare le varietà più adatte al vostro terreno consultate i Vivai Veimaro, sono dei veri specialisti di mirtilli!

Lascia un commento