Poltiglia bordolese, come si prepara e come si usa

Le foglie sono cadute ed è arrivato il momento di dare la poltiglia bordolese ai nostri alberi da frutto per preservarli dalle malattie crittogamiche (funghi). Vogliamo allora capire una volta per tutte che cos’ è la poltiglia bordolese e come va usata?

La poltiglia bordolese ha origini antiche e il suo nome deriva da Bordeaux, la città francese dove fu sperimentata per la prima volta più di cento anni fa. Se non la conosciamo personalmente, perché non l’abbiamo mai usata, certamente conosceremo però il suo magico colore celeste-turchese con cui i nostri nonni coloravano un po’ tutto, dalle vigne ai pomodori, dalle rose ai muri delle case di campagna, che venivano sempre investiti dagli spruzzi durante i lavori di irrorazione.
La poltiglia bordolese è un miscuglio di solfato di rame e idrossido di calcio, che va disciolto nell’acqua e spruzzato sulle piante, aderisce e non viene dilavato dalla pioggia. L’azione fungicida espletata dipende principalmente dal rapporto tra questi due elementi. Maggiore è la percentuale di solfato di rame, più efficace sarà l’azione contro i funghi, mentre minore sarà la persistenza e viceversa.

Le dosi di questa ‘pozione magica’ sono le seguenti: 1 kg di solfato di rame, 8 etti di calce spenta da sciogliere in cento litri di acqua.Scalate in proporzione se necessitate di un minore quantitativo. Bisogna rispettare attentamente le dosi della miscela, perché un qualsiasi eccesso potrebbe causare delle bruciature alle piante.

Se volete astenervi dal prepararla da soli potete acquistarla, si trovano in commercio delle poltiglie industriali già pronte per l’uso.

La poltiglia bordolese, come abbiamo detto, ha una buona adesività ed il suo uso è particolarmente diffuso nei trattamenti invernali sugli alberi da frutto e sulla vite, ed è efficace contro numerose malattie fungine: peronospora ( che è sempre in agguato nell’orto e attacca la maggior parte degli ortaggi dal pomodoro al peperone, dal melone alla zucca, ecc.) ticchiolatura, occhio di pavone, bolla, antracnosi, septoriosi e altre brutte patologie.

Una raccomandazione: usatela quando è il momento giusto e non ne abusate! Sappiate che è leggermente tossica per le api.

Commenti
20 Commenti a “Poltiglia bordolese, come si prepara e come si usa”
  1. Giuseppe scrive:

    Salve buongiorno volevo sapere se utilizzando la poltiglia bordolese per il trattamento delle viti bisogna avere il patentino, e quali sono le giuste norme per irrorare un vigneto al confine con un terreno coltivato a ortaggi.

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Ciao Giuseppe, per utilizzare la poltiglia bordolese non occorre patentino, non è una sostanza così tossica! Quando però si parla di confini hai ragione tu: bisogna sempre fare attenzione. La cosa migliore sarebbe non avvicinarsi troppo, ma se le tue colture non te lo consentono usa delle precauzioni: informati se il tuo vicino pratica agricoltura biologica o se soffre di allergie particolari, ma soprattutto non irrorare la poltiglia bordolese nelle giornate di vento. Se hai con lui dei buoni rapporti, parlaci e spiegagli che i rischi del prodotto sono veramente molto bassi e che cercherai di usarla con tutte le precauzioni del caso. Se trattando le tue piante la poltiglia bordolese si depositerà sulle fragole che lui raccoglie giornalmente è chiaro che lui protesterà. Insomma si tratta di trovare un compromesso ragionevole per tutti. Buona giornata e buon accordo!

  2. Attilio scrive:

    Salve, volevo sapere il mese ideale per usare questa poltiglia negli alberi di arancio.
    Grazie anticipatamente!!!

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Ciao Attilio, puoi dare la poltiglia bordolese due volte l’anno, ma solo quando l’arancio non ha i fiori e senza esagerare con la quantità. Cogli l’attimo e spruzza! Un saluto

  3. andrea scrive:

    Salve, volevo sapere se c’è un orario ideale nell’arco della giornata per passare il trattamento di solfato di rame, calce e zolfo bagnabile in viticoltura…ammesso che lo zolfo bagnabile sia miscelabile al resto.
    Grazie per eventuali consigli.
    Saluti.

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Ciao Andrea, rame e calce vanno somministrati quando il clima è più fresco, la mattina presto o la sera tardi, perché il rame dato nelle ore calde potrebbe danneggiare le foglie. Lo zolfo bagnabile, che si somministra in modo preventivo contro lo oidio, non va miscelato a rame e calce e, al contrario, andrà somministrato nelle ore più calde, per esempio in tarda mattinata. Un saluto e Buon Orto!

      • andrea scrive:

        …grazie mille per il consiglio!
        Un’ultima cosa: posso passare lo zolfo bagnabile dopo un paio di ore che ho somministrato la poltiglia?
        Rischio di compromettere il precedente trattamento o è fattibile?
        Saluti.

        • nara marrucci nara marrucci scrive:

          NOOOOO!!! Devi aspettare almeno 15 giorni, ma se ne aspetti 20 è ancora meglio! Puoi veramente danneggiare le piante se fai un abuso di prodotti. Quindi prenditela calma o rischi di bruciarle! Un saluto!

  4. Attilio scrive:

    Grazie mille per l’aiuto!!!!

  5. silvana fagnano scrive:

    La poltiglia bordolese si può dare ai pomodori con i fiori?

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Noooo!!! La poltiglia può bruciare i tuoi fiori, quindi non adesso!!! In più è leggermente dannosa per gli insetti impollinatori. Ciao e Buon Orto Silvana

  6. fulvio scrive:

    Sobbalzo sulla sedia leggendo che lo zolfo bagnabile non va miscelato con la poltiglia bordolese nell’irrorare le viti. Da tre anni ho un piccolo vigneto che praticamente e’ la prosecuzione di quello lasciato da mio padre che per 40 anni ha fatto 4-5 hl di vino annualmente. Ho seguito sempre quello che ancora adesso mi detta, ovvero nel solfato che si dà mescolare il rame con lo zolfo e dico, senza falsa ipocrisia, che il vino viene buono.

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Ciao Fulvio, la poltiglia bordolese non è solo rame, ma è rame mixato a idrossido di calcio. Lo zolfo non si può miscelare al rame se quest’ultimo ha una formulazione che dà reazione basica (come avviene per la poltiglia bordolese). Nel caso della poltiglia bordolese è sconsigliato l’uso combinato a quello dello zolfo, perché oltre a rischiare la bruciatura delle foglie, l’azione dell’uno può annullare quella dell’altro. Forse per il solo ossicloruro di rame non ci sono problemi.
      I due elementi (rame e zolfo) hanno due scopi ben diversi e darli insieme può fare risparmiare tempo, se ti trovi bene continua come hai sempre fatto e attieniti scrupolosamente ai dosaggi che ti sono stati suggeriti dagli anni di esperienza di tuo padre!

  7. franco febi scrive:

    La poltiglia bordolese è utile per combattere la gommosi della pesca e della prugna, oppure cosa bisogna usare ? Grazie

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Ciao Franco, la gommosi è la conseguenza di uno stress subito dalla pianta. Lo stress può essere causato da molte problematiche, per esempio da un parassita, dalle condizioni ambientali non idonee o da un fungo. Nel caso vi sia la presenza di un fungo (monilia, bolla, ecc..) allora la poltiglia bordolese è di aiuto. In ogni caso un paio di trattamenti a base di rame vanno sempre fatti in primavera e in autunno dopo la caduta delle foglie. Se hai qualche dubbio leggi questo post su come trattare gli alberi da frutto. Potrebbe esserti utile!

  8. Plinio scrive:

    Salve
    La poltiglia si dice che va data in primavera ed in autunno,quindi dal 21.3. al 21.6 e poi dal 21.9 al 21.12. Quale è la regola di opportunità  ( meglio un po più freddo o un po più caldo – più o meno piovoso) e quante volte in primavera  ed in autunno ? Intendo una o più irrorazioni ?

    Grazie cordiali saluti plinio

    • Stefano Pissi Stefano Pissi scrive:

      Salve a te Plinio

      Scusa se ti rispondo con una domanda ancora, ma di che poltiglia si tratta?
      Grazie a te, se mi precisi ti sarò d’aiuto di sicuro.
      A presto!!!

  9. Vittorio scrive:

    Buongiorno

    Si sta insediando per via dello scirocco la fantomatica peronospora sulle mie piante di pomodoro, alcune in fiore.

    Vorrei un consiglio di come combatterla su una grande estensione 14000 piante, previsioni di scirocco per 15 giorni con qualche puntata di tramontana ogni tanto.

    Grazie

    (Vittorio)

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