Alberi da frutto: come mantenerli sani e produttivi

Ogni tanto mi succede di rispondere a qualcuno su degli argomenti molto comuni e ampiamente condivisibili. Tra questi c’è la risposta data ad Antonio tempo fa su come fare per mantenere un albero da frutto sano e produttivo. E’ un argomento su cui torno sempre volentieri perché interessante per tutti.

Ecco quindi qualche consiglio su cosa fare per mantenere sani e fruttiferi albicocchi, peschi, susini, ciliegi, mandorli, kaki, ecc. Io, ma soprattutto Francesco, che è il giardiniere che mi dà una mano nell’orto e nel giardino, ci comportiamo così:

Potature – Effettuiamo la potatura in due volte: una ‘a verde’ in tarda estate dopo la fruttificazione, per togliere i polloni inutili e ripulire la chioma dai rami rotti, malformati o malposizionati,  e un’altra ‘a legno’ a febbraio-marzo (dipende dal luogo dove abitate: a Sud a febbraio, a Nord non prima di fine marzo) più consistente e importante, per abbassare i rami, per tagliare quelli che riteniamo superflui, per consentire al sole e all’aria di circolare anche nell’interno.

Concimazioni - Ad ottobre e febbraio zappettiamo la base degli alberi e arricchiamo il terreno con dello stallatico maturo.

Trattamenti - Per quanto riguarda i trattamenti contro le malattie crittogamiche (funghi) somministriamo la poltiglia bordolese, una prima volta quando sono cadute le foglie e un’altra prima che si schiudano le gemme. Diamo poi il rame come battericida subito dopo la potatura, ma talvolta anche dopo che l’albero ha perso i fiori ed si iniziano ad intravedere i primi frutticini. Ultima buona regola può essere l’utilizzo dell’olio bianco in inverno contro larve, cocciniglie, ecc.

Questo è quello che normalmente dovremmo fare, ma che non sempre facciamo, per mancanza di tempo, per pigrizia, per la voglia di interferire meno possibile, ma certo è che quando abbiamo eseguito tutti i lavori con puntualità e regolarità i risultati si sono visti!

Commenti
14 Commenti a “Alberi da frutto: come mantenerli sani e produttivi”
  1. Andrea scrive:

    Buon giorno, ho visto oggi il Vostro sito.
    Sono un Agronomo e mi occupo di agricoltura biologica; devo dire che i consigli dati su come mantenere sane e produttive le piante da frutto sono indicativamente giusti ma l’argomento è così ampio che diventa di difficle trattazione in poche righe.
    Ritengo che anche a livello amatoriale si possa proporre qualcosa in più, se non altro per proteggere le nostre amate piante anche dall’attacco di acari e insetti.
    Vi invito a visitare il sito http://www.agricolturabiologica.eu e a tenere d’occhio la pagina FB agricolturabiologica.eu.
    cordiali saluti
    Andrea

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Ho consultato il vostro sito e ho visto che fate corsi di potatura e di orticoltura biologica, quindi pubblichiamo con piacere l’indirizzo del vostro sito. In ogni caso quando desiderate aggiungere qualche informazione in più o qualche dettaglio (difficilmente si riesce ad essere esaustivi su un blog) fate pure, non potrà che fare del bene ad InOrto e a tutti noi! Saluti

  2. lucia scrive:

    Salve, avrei bisogno di un consiglio, ho comprato una pianta di more, lamponi e mirtilli, che oggi ho messo in vaso, che concime mi consigliate e quante volte usarlo? Va bene anche il letame? Grazie mille

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Ciao Lucia, se hai appena comprato delle piantine in vivaio, credo che siano già state concimate a sufficienza. In ogni caso i frutti di bosco richiedono una concimazione ad inizio stagione, ovvero a primavera, per aiutarle nella produzione. Puoi utilizzare sicuramente dello stallatico (letame maturo), in vaso andrà benissimo quello pellettato a lenta cessione, oppure del compost. Scegli tu quello che ti è più facile trovare. :)

  3. Pietro scrive:

    Buongiorno,
    ho visto che siete molto attenti e sopratutto date dei consigli pratici.
    Ho un giardino di mezzo ettaro e ho piantato diversi alberi da frutto ed alcuni già esistevano.
    Ho anche piantato diverse qualità di viti per poter avere l’uva a casa.
    Per farmi aiutare,ho chiamato dei giardinieri ma mi hanno solo rubato soldi senza dare una organizzazione, sia per i trattamenti, che per le potature.
    Vi chiedo, visto che ormai sono andato in pensione, a chi posso chiedere come potare le viti, gli alberi, e quali sono i trattamenti periodici che bisogna fare…mi farà molto piacere avere dei riferimenti e poter fare da solo i lavori sulle piante.

    Grazie infinite

    Pietro Stasi

    • nara marrucci nara marrucci scrive:

      Salve Pietro

      Grazie per i tuoi apprezzamenti! :)
      Per contraccambiare, noi di Inorto, siamo molto felici della tua decisione di occuparti di orticoltura in vista della tua pensione, una scelta veramente sana!
      Veniamo a noi. Per imparare a fare delle potature corrette, la cosa migliore è vederle fare almeno una volta o due e poi provare a fare da soli! Non hai un vicino di orto volenteroso che abbia voglia di farti vedere come si fa? Oppure cerca una vigna lì vicino a te e chiedi se puoi andare a vedere i lavori di potatura!
      Per il momento ti possiamo consigliare di leggere questo articolo che avevamo scritto tempo fa sulla potatura degli alberi da frutto, ma se vuoi approfondire l’argomento ti suggeriamo l’acquisto di un libro molto completo e utile che si intitola ‘Il grande libro della potatura e degli innesti’, (puoi comprarlo anche via internet) che ti sarà di aiuto sicuramente, perché puoi trovare tutte le foto necessarie ad illustrarti come eseguire i tagli corretti.
      Per i trattamenti biologici da fare sulle tue piante invece ecco un sito molto ben fatto dell’AntiKaOfficinaBotanika che ti fornisce tutto quello di cui hai bisogno: prodotti biologici e calendario di trattamenti. Inoltre puoi leggere la risposta che avevamo scritto a Maurilio per quanto riguarda i trattamenti da eseguire sulla vigna. Insomma adesso avrei un bel da fare tra leggere e mettere in pratica tutto quello che imparerai!

      Buon lavoro, che la primavera è alle porte!!

  4. Vittorio scrive:

    Salve,

    da quasi un anno mi sto occupando di nocciole e mi piacerebbe curarle in modo biologico.

    Per fortuna qualcosa si trova, per quanto riguarda il verderame e lo zolfo;purtroppo mi risulta difficile trovare un anti cimice biologico per tenere sotto controllo quell’insetto, che rimane il problema più insidioso per questo buon frutto, ho trovato per ora, solo solzioni non biologiche e preferirei non usarle se possibile.

    Nel frattempo proverò soluzioni da me trovate nei vari siti web come i composti di aglio e ortica, chi del settore dice che sono trattamenti inefficaci e rispetto a quelli chimici molto meno duaturi

    Sapete se c’è qualche animaletto che si nutre di questi insetti?

    Grazie per l’aiuto

     

    • Stefano Pissi Stefano Pissi scrive:

      Salve a te Vittorio

      Fai bene, a nostro parere, a stare dalla parte della vita…biologico,
      quello che all’inizio sembra tutto perso è solo di fatto guadagnato!

      Passando alla parte pratica, credo che i tuoi noccipli abbiano a che fare con le due cimici più comuni: Nezara viridula – cimice verdastra e Palomena prasina – cimice verde, mi confermi?
      Sono insetti che provocano danni al frutto, sia in formazione che a formazione completa, la perdita del raccolto, a causa di questi insetti si chiama: Cimiciato.
      Queste due cimici vivono alle spese di tante specie vegetali, che formano anche la flora spontanea degli incolti limitrofi ai nostri orti o frutteti;
      chi effettua il danno sono, principalmente le neanidio ninfe di seconda età e gli adulti.
      Le cimici svernano come adulti negli anfratti della vegetazione come cortecce e semplici ammassi di vegetazione secca come erbe ecc, loro nidi naturali.

      Questo riassunto per risponderti che è necessario subito adottare un sistema di lotta preventiva necessaria a ridurre la popolazione delle cimici tenendo bassa il più possibile la vegetazione spontanea – erbacea ovviamente – che cresce nell’intorno del tuo frutteto: prima dell’arrivo dell’inverno, alla ripresa vegetativa, cioè quando le cimici vanno in letargo e quando si risveglieno per riprodursi e anche durante tutta la stagione vegetativa – l’estate – quando le cimici incrementano la loro popolazione demografica.
      Altra operazione da effettuarsi alla fine dell’inverno è la bruciatura dei nidi di vegetazione secca che è eventualmente rimasta nel frutteto, per esempio, mucchi di vegetazione erbacea secca dove le cimici adulte hanno passato l’inverno.

      Riguardo alla lotta diretta sull’insetto, esistono in commercio degli insetticidi biologici a base di estratti vegetali come per esempio il piretro o il neem che possono essere usati direttamente sulla vegetazione – oggetto dellla coltura in atto, nel tuo caso i noccioli – iniziando da subito, attaccando prime generazioni primaverili, andando a colpire efficacemente così le neanidi di prima età (cioè le forme dell’insetto che nascono dall’uovo prima di arrivare alla cimicie adulta).
      E’ chiaro che i trattamenti biologici, rispetto a quelli chimici, sono meno potenti e persistenti…proprio perchè, fortunatamente, biologici

      In natura esistono degli antagonisti naturali, insetti oofagi, che distruggono le ovature delle cimici: Trissolcus basalis, Telenomus sp. due parassitoidi delle ovature e Deareocoris flavilinea un predatore oofago.

      Vittorio, nel tuo nome di sicuro il destino di questa battaglia alle cimici, buona natura!
      Tienici aggiornati che siamo felici.

  5. Vittorio scrive:

    Grazie Stefano per l’interessante risposta e dalla mia modesta esperienza penso di poter confermare tutto quello che hai scritto…io so che la cimice più diffusa tra i corileti è Gonocerus acuteangulatu

    Utilizzare composti  a base di piretro non so fino a che punto siano Bio

    Ma sono contento di aver letto nella tua risposta che esiste un parassita che si nutre delle uova di questo insetto,il problema è come portarlo nelle mie colture,farò una ricerca nel web ma se tu avessi notizie in merito mi eviteresti tanta fatica  e sicuramente sarà una più mirata ricerca

    Grazie del tuo aiuto e ti terrò informato

    A presto Vittorio

    (Vittorio)

  6. Vittorio scrive:

    Salve

    ho anche alcuni peschi che purtroppo si stanno riempiendo di bolle, purtroppo l’unico trattamento che sono riuscito ad effettuare è un’innaffiata di verderame nel periodo delle gemme.
    Ho letto che la bolla sarebbe un fungo, come la ticchiolatura penso e non mi ricordo dove, ho letto un rimedio molto semplice per questo fungo:
    acqua,bicarbonato e liquido per i piatti….che funzioni anche contro la bolla dei peschi visto che nel periodo di maturazione dei frutti non si può utilizzare verderame?

    Grazie ancora Vittorio

    • Stefano Pissi Stefano Pissi scrive:

      Ciao Vittorio

      Il “mal della bolla” che attacca il pesco è un fungo,che si chiama Tafhrina deformans.
      Questo è un patogeno molto insidioso che va contrastato, biologicamente, trattando la pianta più volte all’anno con sali di rame e avendo cura sempre di eliminare dall’orto
      tutte le foglie infettate che cadono a terra. Ti scrivo di seguito un calendario per promemoria:
      1 – autunno, caduta delle foglie: eliminazione delle foglie e trattamento di tutta la pianta – gemme e corteccia – con prodotti a base di sali di rame, almeno due interventi
      2 – inverno, gemme chiuse, trattamento con sali di rame
      3 – inverno, gemme che si schiudono, trattamento con sali di rame
      4 – inverno – primavera, gemme che mostrano il colore rosa dei fiori – fase dei bottoni rosa – trattamento con sali di rame
      5 – primavera – dopo la sfioritura, con i frutticini allegati – trattamento con sali di rame.

      Non inserisco le dosi dei sali di rame, perchè ogni preparato ha il suo dosaggio.
      Mi raccomando allora….buona fortuna e tante pesche!!!

  7. Vittorio scrive:

    Allora mi sa che per quast’anno niente pesche visto che la stra grande maggioranza di foglie sono colpite da questo fungo,se ne riparlerà il prossimo anno quando riuscirò a trattare i peschi con le soluzioni rameiche dall’autunno

    Ciao e grazie ancora

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