Alberi da frutto: come mantenerli sani e produttivi

Ogni tanto mi succede di rispondere a qualcuno su degli argomenti molto comuni e ampiamente condivisibili. Tra questi c’è la risposta data ad Antonio tempo fa su come fare per mantenere un albero da frutto sano e produttivo. E’ un argomento su cui torno sempre volentieri perché interessante per tutti.

Ecco quindi qualche consiglio su cosa fare per mantenere sani e fruttiferi albicocchi, peschi, susini, ciliegi, mandorli, kaki, ecc. Io, ma soprattutto Francesco, che è il giardiniere che mi dà una mano nell’orto e nel giardino, ci comportiamo così:

Potature – Effettuiamo la potatura in due volte: una ‘a verde’ in tarda estate dopo la fruttificazione, per togliere i polloni inutili e ripulire la chioma dai rami rotti, malformati o malposizionati,  e un’altra ‘a legno’ a febbraio-marzo (dipende dal luogo dove abitate: a Sud a febbraio, a Nord non prima di fine marzo) più consistente e importante, per abbassare i rami, per tagliare quelli che riteniamo superflui, per consentire al sole e all’aria di circolare anche nell’interno.

Concimazioni – Ad ottobre e febbraio zappettiamo la base degli alberi e arricchiamo il terreno con dello stallatico maturo.

Trattamenti – Per quanto riguarda i trattamenti contro le malattie crittogamiche (funghi) somministriamo la poltiglia bordolese, una prima volta quando sono cadute le foglie e un’altra prima che si schiudano le gemme. Diamo poi il rame come battericida subito dopo la potatura, ma talvolta anche dopo che l’albero ha perso i fiori ed si iniziano ad intravedere i primi frutticini. Ultima buona regola può essere l’utilizzo dell’olio bianco in inverno contro larve, cocciniglie, ecc.

Questo è quello che normalmente dovremmo fare, ma che non sempre facciamo, per mancanza di tempo, per pigrizia, per la voglia di interferire meno possibile, ma certo è che quando abbiamo eseguito tutti i lavori con puntualità e regolarità i risultati si sono visti!

Commenti
55 Commenti a “Alberi da frutto: come mantenerli sani e produttivi”
  1. Andrea ha detto:

    Buon giorno, ho visto oggi il Vostro sito.
    Sono un Agronomo e mi occupo di agricoltura biologica; devo dire che i consigli dati su come mantenere sane e produttive le piante da frutto sono indicativamente giusti ma l’argomento è così ampio che diventa di difficle trattazione in poche righe.
    Ritengo che anche a livello amatoriale si possa proporre qualcosa in più, se non altro per proteggere le nostre amate piante anche dall’attacco di acari e insetti.
    Vi invito a visitare il sito http://www.agricolturabiologica.eu e a tenere d’occhio la pagina FB agricolturabiologica.eu.
    cordiali saluti
    Andrea

    • nara marrucci ha detto:

      Ho consultato il vostro sito e ho visto che fate corsi di potatura e di orticoltura biologica, quindi pubblichiamo con piacere l’indirizzo del vostro sito. In ogni caso quando desiderate aggiungere qualche informazione in più o qualche dettaglio (difficilmente si riesce ad essere esaustivi su un blog) fate pure, non potrà che fare del bene ad InOrto e a tutti noi! Saluti

  2. lucia ha detto:

    Salve, avrei bisogno di un consiglio, ho comprato una pianta di more, lamponi e mirtilli, che oggi ho messo in vaso, che concime mi consigliate e quante volte usarlo? Va bene anche il letame? Grazie mille

    • nara marrucci ha detto:

      Ciao Lucia, se hai appena comprato delle piantine in vivaio, credo che siano già state concimate a sufficienza. In ogni caso i frutti di bosco richiedono una concimazione ad inizio stagione, ovvero a primavera, per aiutarle nella produzione. Puoi utilizzare sicuramente dello stallatico (letame maturo), in vaso andrà benissimo quello pellettato a lenta cessione, oppure del compost. Scegli tu quello che ti è più facile trovare. 🙂

  3. Pietro ha detto:

    Buongiorno,
    ho visto che siete molto attenti e sopratutto date dei consigli pratici.
    Ho un giardino di mezzo ettaro e ho piantato diversi alberi da frutto ed alcuni già esistevano.
    Ho anche piantato diverse qualità di viti per poter avere l’uva a casa.
    Per farmi aiutare,ho chiamato dei giardinieri ma mi hanno solo rubato soldi senza dare una organizzazione, sia per i trattamenti, che per le potature.
    Vi chiedo, visto che ormai sono andato in pensione, a chi posso chiedere come potare le viti, gli alberi, e quali sono i trattamenti periodici che bisogna fare…mi farà molto piacere avere dei riferimenti e poter fare da solo i lavori sulle piante.

    Grazie infinite

    Pietro Stasi

    • nara marrucci ha detto:

      Salve Pietro

      Grazie per i tuoi apprezzamenti! 🙂
      Per contraccambiare, noi di Inorto, siamo molto felici della tua decisione di occuparti di orticoltura in vista della tua pensione, una scelta veramente sana!
      Veniamo a noi. Per imparare a fare delle potature corrette, la cosa migliore è vederle fare almeno una volta o due e poi provare a fare da soli! Non hai un vicino di orto volenteroso che abbia voglia di farti vedere come si fa? Oppure cerca una vigna lì vicino a te e chiedi se puoi andare a vedere i lavori di potatura!
      Per il momento ti possiamo consigliare di leggere questo articolo che avevamo scritto tempo fa sulla potatura degli alberi da frutto, ma se vuoi approfondire l’argomento ti suggeriamo l’acquisto di un libro molto completo e utile che si intitola ‘Il grande libro della potatura e degli innesti’, (puoi comprarlo anche via internet) che ti sarà di aiuto sicuramente, perché puoi trovare tutte le foto necessarie ad illustrarti come eseguire i tagli corretti.
      Per i trattamenti biologici da fare sulle tue piante invece ecco un sito molto ben fatto dell’AntiKaOfficinaBotanika che ti fornisce tutto quello di cui hai bisogno: prodotti biologici e calendario di trattamenti. Inoltre puoi leggere la risposta che avevamo scritto a Maurilio per quanto riguarda i trattamenti da eseguire sulla vigna. Insomma adesso avrei un bel da fare tra leggere e mettere in pratica tutto quello che imparerai!

      Buon lavoro, che la primavera è alle porte!!

  4. Vittorio ha detto:

    Salve,

    da quasi un anno mi sto occupando di nocciole e mi piacerebbe curarle in modo biologico.

    Per fortuna qualcosa si trova, per quanto riguarda il verderame e lo zolfo;purtroppo mi risulta difficile trovare un anti cimice biologico per tenere sotto controllo quell’insetto, che rimane il problema più insidioso per questo buon frutto, ho trovato per ora, solo solzioni non biologiche e preferirei non usarle se possibile.

    Nel frattempo proverò soluzioni da me trovate nei vari siti web come i composti di aglio e ortica, chi del settore dice che sono trattamenti inefficaci e rispetto a quelli chimici molto meno duaturi

    Sapete se c’è qualche animaletto che si nutre di questi insetti?

    Grazie per l’aiuto

     

    • Stefano Pissi ha detto:

      Salve a te Vittorio

      Fai bene, a nostro parere, a stare dalla parte della vita…biologico,
      quello che all’inizio sembra tutto perso è solo di fatto guadagnato!

      Passando alla parte pratica, credo che i tuoi noccipli abbiano a che fare con le due cimici più comuni: Nezara viridula – cimice verdastra e Palomena prasina – cimice verde, mi confermi?
      Sono insetti che provocano danni al frutto, sia in formazione che a formazione completa, la perdita del raccolto, a causa di questi insetti si chiama: Cimiciato.
      Queste due cimici vivono alle spese di tante specie vegetali, che formano anche la flora spontanea degli incolti limitrofi ai nostri orti o frutteti;
      chi effettua il danno sono, principalmente le neanidio ninfe di seconda età e gli adulti.
      Le cimici svernano come adulti negli anfratti della vegetazione come cortecce e semplici ammassi di vegetazione secca come erbe ecc, loro nidi naturali.

      Questo riassunto per risponderti che è necessario subito adottare un sistema di lotta preventiva necessaria a ridurre la popolazione delle cimici tenendo bassa il più possibile la vegetazione spontanea – erbacea ovviamente – che cresce nell’intorno del tuo frutteto: prima dell’arrivo dell’inverno, alla ripresa vegetativa, cioè quando le cimici vanno in letargo e quando si risveglieno per riprodursi e anche durante tutta la stagione vegetativa – l’estate – quando le cimici incrementano la loro popolazione demografica.
      Altra operazione da effettuarsi alla fine dell’inverno è la bruciatura dei nidi di vegetazione secca che è eventualmente rimasta nel frutteto, per esempio, mucchi di vegetazione erbacea secca dove le cimici adulte hanno passato l’inverno.

      Riguardo alla lotta diretta sull’insetto, esistono in commercio degli insetticidi biologici a base di estratti vegetali come per esempio il piretro o il neem che possono essere usati direttamente sulla vegetazione – oggetto dellla coltura in atto, nel tuo caso i noccioli – iniziando da subito, attaccando prime generazioni primaverili, andando a colpire efficacemente così le neanidi di prima età (cioè le forme dell’insetto che nascono dall’uovo prima di arrivare alla cimicie adulta).
      E’ chiaro che i trattamenti biologici, rispetto a quelli chimici, sono meno potenti e persistenti…proprio perchè, fortunatamente, biologici

      In natura esistono degli antagonisti naturali, insetti oofagi, che distruggono le ovature delle cimici: Trissolcus basalis, Telenomus sp. due parassitoidi delle ovature e Deareocoris flavilinea un predatore oofago.

      Vittorio, nel tuo nome di sicuro il destino di questa battaglia alle cimici, buona natura!
      Tienici aggiornati che siamo felici.

  5. Vittorio ha detto:

    Grazie Stefano per l’interessante risposta e dalla mia modesta esperienza penso di poter confermare tutto quello che hai scritto…io so che la cimice più diffusa tra i corileti è Gonocerus acuteangulatu

    Utilizzare composti  a base di piretro non so fino a che punto siano Bio

    Ma sono contento di aver letto nella tua risposta che esiste un parassita che si nutre delle uova di questo insetto,il problema è come portarlo nelle mie colture,farò una ricerca nel web ma se tu avessi notizie in merito mi eviteresti tanta fatica  e sicuramente sarà una più mirata ricerca

    Grazie del tuo aiuto e ti terrò informato

    A presto Vittorio

    (Vittorio)

  6. Vittorio ha detto:

    Salve

    ho anche alcuni peschi che purtroppo si stanno riempiendo di bolle, purtroppo l’unico trattamento che sono riuscito ad effettuare è un’innaffiata di verderame nel periodo delle gemme.
    Ho letto che la bolla sarebbe un fungo, come la ticchiolatura penso e non mi ricordo dove, ho letto un rimedio molto semplice per questo fungo:
    acqua,bicarbonato e liquido per i piatti….che funzioni anche contro la bolla dei peschi visto che nel periodo di maturazione dei frutti non si può utilizzare verderame?

    Grazie ancora Vittorio

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Vittorio

      Il “mal della bolla” che attacca il pesco è un fungo,che si chiama Tafhrina deformans.
      Questo è un patogeno molto insidioso che va contrastato, biologicamente, trattando la pianta più volte all’anno con sali di rame e avendo cura sempre di eliminare dall’orto
      tutte le foglie infettate che cadono a terra. Ti scrivo di seguito un calendario per promemoria:
      1 – autunno, caduta delle foglie: eliminazione delle foglie e trattamento di tutta la pianta – gemme e corteccia – con prodotti a base di sali di rame, almeno due interventi
      2 – inverno, gemme chiuse, trattamento con sali di rame
      3 – inverno, gemme che si schiudono, trattamento con sali di rame
      4 – inverno – primavera, gemme che mostrano il colore rosa dei fiori – fase dei bottoni rosa – trattamento con sali di rame
      5 – primavera – dopo la sfioritura, con i frutticini allegati – trattamento con sali di rame.

      Non inserisco le dosi dei sali di rame, perchè ogni preparato ha il suo dosaggio.
      Mi raccomando allora….buona fortuna e tante pesche!!!

  7. Vittorio ha detto:

    Allora mi sa che per quast’anno niente pesche visto che la stra grande maggioranza di foglie sono colpite da questo fungo,se ne riparlerà il prossimo anno quando riuscirò a trattare i peschi con le soluzioni rameiche dall’autunno

    Ciao e grazie ancora

  8. Andrea Tessitore ha detto:

    Salve, mi permetto scrivervi per esporvi il mio problema.
    Ho un alberello -pesco -di un anno in un vaso abbastanza ampio, cresce a vista d’occhio ma sulla punta più alta, ossia la cima, le foglie sono come imbiancate da una patina bianca contrariamente dalle altre foglie che si presentano di un colore verde naturale.
    Da voi gradirei sapere perché si formano queste differenze, se è una cosa nociva per la crescita della pianta e come posso evitare questo inconveniente.  Vi ringrazio anticipatamente, distinti saluti  

    (Andrea)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Andrea
      Il pesco è in un bel vaso ampio e cresce bene, quindi un buon inizio direi.
      Quello che invece ti preoccupa – e che riguarda una percentuale minima della chioma – è probabilmente un attacco di un patogeno fungino chiamato
      Oidio, o “mal bianco”. Con questa intensità e percentuale di presenza, non è un danno grave per la pianta, però puoi trattare la chioma del tuo pesco
      con dello zolfo bagabile da sciogliere in acqua e irrorare la chioma – per quanto riguarda le concentrazioni della soluzione da fare dipende dal tipo di prodotto che trovi in commercio, puoi leggere sulla confezione.
      Buon trattamento!

  9. vidimo ha detto:

    Salve,
    cose interessanti, ma senza una risposta non hanno senso!
    (Vidimo)

  10. mirella ha detto:

    Salve,
    è la prima volta che trovo questo sito e lo trovo abbastanza esauriente, spero che questa mail vi arrivi, visto che sono alle prime armi con il computer!
    Ho un giardino con piante da frutto, diversi tipi e tutte con molti problemi, il calendario dei trattamenti della bolla e l’oidio delle pesche mi hanno aperto la mente. Potreste farlo anche per gli altri frutti comuni nei giardini di casa?
    Grazie
    (Mirella)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Mirella,
      che soddifazione ricevere i tuoi complimenti, grazie e benvenuta allora nel sito in-orto!
      Ci rende felici che hai trovato un valido aiuto, consultando i nostri calendari di trattamenti pubblicati, volentieri continuiamo su questa strada, ma ci aiuti a capire precisamente quale altro frutto riporta dei problemi e che tipo, puoi descrivere i sintomi? Puoi spedire anche delle foto, comunque aspettiamo volentieri di rispondere a tutti i tuoi quesiti.
      Salute e buoni frutti!

  11. Daniele ha detto:

    Salve,
    l’autunno scorso ho messo a dimora la mia pianta di nocciolo (fiori maschili già presenti su di essa) poi l’ho opportunamente potata nel mese di febbraio, prima della fioritura, ho tagliato anche qualche pollone di troppo e diradato un po’il centro della pianta.
    Ad oggi, passata ormai la foritura maschile, non ho ancora visto i fatidici fiori femminili. Da cosa può dipendere, la pianta è ancora troppo giovane?
    Un saluto
    (Daniele)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Salve Daniele,
      il nocciolo – Corylus avellana – come puoi leggere nell’articolo che hai nel link – è una pianta abbastanza rustica e quindi relativamente facile da coltivare, resistente alle malattie e generosa nella produzione dei frutti, una bella pianta insomma. La pianta emette le infiorescenze maschili nell’autunno, che matureranno nell’inverno a seguire (dicembre – gennaio); le infiorescenze femminili invece si trovano leggermente più in basso rispetto a quelle maschili – verso il fusto cioè – quest’ultime si riconoscono perchè sono originate da gemme globose poco visibili e che alla loro apertura si evidenziano tramite degli stimmi rosso vivo. La maturità sessuale completa del nocciolo si ha dopo qualche anno dal suo impianto, probabilmente la tua pianta è ancora giovane per produrre frutti…attenderei almeno l’anno successivo all’impianto, oppure quando l’hai potata in febbraio la pianta aveva già completato la fioritura.
      Salute e buon orto

  12. ALBERTO ha detto:

    Salve,
    ho un albero di pesco bianco piantato da due anni, quest’anno è inondato da vespe, a centinaia, ho fatto un trattamento e le
    ho uccise tutte, ma dopo una settimana l’albero è di nuovo pieno, è una cosa normale per questa pianta?
    Se si potrei avere qualche consiglio al riguardo.
    Ringrazio anticipatamente.
    (Alberto)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Alberto,
      la tua storia del pesco con le vespe m’incuriosisce; tali insetti non sono dannosi per la pianta…ma tu li avrai eliminati per la tua sicurezza, di non essere punto immagino. La spiegazione che, nonostante il trattamento ancora adesso continui a vederle volare, è spiegabile con il fatto che c’è un nido nelle vicinanze che ancora è abitato da altri individui. Prima si fare un altro trattamento, utilizzando insetticidi, ti suggerisco di consultare questo sito specializzato per il trattamento delle vespe e insetti in generale – apri il link.
      Salute e buon orto. se hai fatto il trattamento p se gli insetti che vedi volare a centinaia sono vespe

  13. Milena ha detto:

    Buongiorno,
    ad aprile ho piantato diversi alberi da frutto: agrumi, pere, mandorlo, pesche, albicocche, susine, gelsi.
    Dopo il caldo eccessivo di agosto (sono in Puglia) gli alberi hanno sofferto molto e hanno perso quasi tutte le foglie, quelle rimaste sembrano mangiucchiate da qualche insetto (!?!?).
    In questi giorni, dopo una settimana di freddo, le temperature sono salite tantissimo e le gemme si stanno riaprendo.
    Vorrei aiutare le piante a trascorrere un buon inverno rincalzando il terreno alla base del fusto e concimando con un composto di alghe marine biologico adatto per piante da frutto, però temo che con questo caldo e il concime entrino in modalità primavera e si sforzino inutilmente.
    Secondo voi cosa mi conviene fare? Stanno veramente messe male… 🙁
    Le pesche, invece, dopo una settimana dal trapianto erano state già colpite dalla bolla del pesco e con il caldo non ho potuto fare alcun trattamento. Adesso posso provvedere anche grazie ai vostri consigli.
    Spero che possiate aiutarmi, i vostri consigli sono utilissimi per una neofita imbranata come me! 🙂
    (Milena – Puglia)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Milena,
      le tue piante giovani hanno subito un bello stress da trapianto con il caldo di quest’estate 2015 e hanno perso le foglie proprio in reazione a questo. Adesso considerale come delle convalescenti e la cosa che ti suggerisco di fare ora – che sono ancora in movimento – è quella di irrigarle solamente, se c’è stato un ritorno di caldo come dici; per qualto riguarda le prime potature e concimazioni aspetterei la fine dell’inverno, quando la pianta è in riposo ma, sta per risvegliarsi per la primavera alle porte. Adesso aspettiamo che loro stesse si riprendono dallo stress subito, dando solo un pò di acqua e vedrai che il concime lo troveranno ancora visto che le hai trapiantate ad aprile scorso!
      Salute e buon orto!

  14. Milena ha detto:

    Grazie mille, attenderò la primavera dunque! 🙂

  15. Alex ha detto:

    Salve a tutti.

    Mi servirebbe un consiglio sull’Actinidia, (comunemente chiamato kiwi).
    L’Actinidia occorre concimarla con il letame quando: prima che cadono le foglie o subito dopo? So solo prima del gelo.
    Grazie.
    (Alex)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Alex,
      ottimo concime il letame!
      Le stagioni per concimare con il letame – letamazione – vedi il video nel link sono: l’autunno, specialmente se il letame è ancora fresco, oppure anche tutto l’inverno, da escludere la primavera e l’estate.
      Salute e buon orto.

  16. maurizio ha detto:

    Grazie per le notizie ma se io seguo i vostri consigli posso considerare il mio frutteto familiare biologico?
    (Maurizio da campodonico Fabriano)

  17. Simone ha detto:

    Salve,
    ho dato il rame all’albicocco all’inizio delle gemme e poi quando c’erano i bottoni fiorali, ora vedo che sta seccando fiore e qualche ramo, potrebbe trattarsi di monilla??.. Non credo che il rame abbia fatto danni o sbaglio??..
    Grazieeee in anticipo!
    (Simone)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Simone,
      si credo anche io che, da come descrivi la tua situazione, il seccarsi dei rami e fiori no sia dovuto all’aspersione di rame – che hai fatto nel periodo giusto, ma è probabile che sia dovuto alla presenza di qualche patogeno, probabilmente Monilia spp.
      Elimina i rami secchi e bruciali, dopo l’allegagione dei frutti, continuerei a trattare ancora con rame e anche zolfo.
      Salute e buon orto!

  18. Giuseppe ha detto:

    Buongiorno a tutti, a
    anch’io sono in pensione e ora mi occupo da solo del mio campo con alberi da frutto e olivi.
    Ho una domanda: mi piacerebbe usare per i trattamenti prodotti biologici (ho visto ad es. un chiaro specchietto di prodotti e trattamenti da fare della ditta LaPraglia) però il mio terreno è confinante con altri dove sicuramente vengono usati trattamenti chimici. Ha senso e possibilità di successo il mio eventuale trattamento biologico?
    Grazie per la risposta.
    (Giuseppe)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Giuseppe,
      fai bene a continuare la tua “strada biologica” che è la migliore per la nostra salute e la nostra Terra!
      Chiaro che l’influenza dei tuoi vicini è un dato di fatto, magari prova a parlare e confrontarti con loro, portando avanti con onestà il tuo esempio; non vedo altra soluzione.
      Salute e buon orto!

  19. Carla Benoldi ha detto:

    Buongiorno,
    abito a Milano e ho un terrazzo con alcuni alberelli da frutto: albicocco, ciliegio, amareno.
    Il ciliegio ha appena finito la fioritura e sta mettendo le foglie. Sfortunatamente ho notato che sono arrivati gli afidi che sembra impediscano la crescita delle giovani foglie.
    Normalmente non metto veleni perché abbiamo dei bambini e ci piace mangiare i frutti prodotti ma vorrei trovare una soluzione per permettere alla pianta di crescere bene.
    Ha qualche consiglio pratico da consigliarmi?
    Molte grazie 🙂
    (Carla – Milano)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Carla,
      che bello deve essere il terrazzo che ci descrivi, ci piacciono poi anche le intenzioni di coltivare secondo natura.
      Gli afidi sono però un problema lo sappiamo, spesso anche in città dove ci sono meno i loro nemici naturali – le coccinelle per esempio.
      Per limitarne l’azione potresti provare questo prodotto biologico specifico per la lotta agli afidi – leggi l’articolo che trovi nel link.
      Salute e buon orto…sul terrazzo!

  20. angelo ha detto:

    Ciao a tutti e complimenti,
    ho una casa in campagna nelle alture di Ovada, circa 800 mt di altezza e per tre giorni a settimana (weekend) mi posso dedicare “all’agricoltura”, quindi essendo un principiante avrei subito alcune domande da farvi.

    LA VITE, l’ho potata una settimana fa e ci sono i primi getti, quando posso dare il verderame? e cosa sono  quelle gocce trasparenti che escono dal punto in cui ho potato?

    ALBERI DA FRUTTA (peschi, meli, ciliegi, susini, albicocchi, fichi, cachi) ho eseguito la potatura, a parte i cachi e i fichi li ho spennati di brutto, erano un po trascurati e qualcuno messo proprio male, un consiglio in generale?

    PATATE, ho acquistato delle patate biologiche, quando posso interrarle e come seguirle?

    Per ora vi ringrazio in anticipo e attendo un vs aiuto.

    (Angelo – Ovada – Alessandria)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Angelo,
      che bella la tua settimana, con tre giorni nell’agricoltura!
      Ti rispondo subito:
      1 – Il verderame (con anche zolfo aggiungerei) alla vite lo devi dare iniziando da adesso – aprile – fino a maturazione dei frutti, interrompendo però nella delicata fase della fioritura….che profumo dolce sentiari quei grappoli fioriti. Le gocce che vedi altro non è che il famoso “pianto della vite” – piangere come una vite tagliata – la linfa grezza cioè che dalle radici sale alla chioma…quella spinta idraulica che farà rigonfiare le gemme e svegliere la pianta…buon segno anche se sarebbe meglio evitare il fenomeno anticipando di qualche settimana -pieno inverno -la potatura.
      2 – Non “pelare” troppo i frutti, anche se messi male – inselvatichiti come immagino – stimolali annualmente con tagli di potatura strategici di mo da recuperarli lentamente e progressivamente, dopo la potatura dai anche a loro del rame a disinfettare le ferite.
      3 – ottimo le patate biologiche…adesso e non più tardi è il momento migliore per interrarle.
      Salute e buon orto.

  21. alessio ha detto:

    Ciao a tutti,
    volevo sapere se la poltiglia bordolese, che conservo secca e già miscelata con le quantità da voi consigliate, la posso impiegare
    nel frutteto in piena vegetazione contro attacchi fungini, ma sopratutto con quali concentrazioni per non incombere
    in errori compromettenti per le piante?
    Grazie.
    (Alessio)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Alessio,
      la poltiglia bordolese è un rimedio biologico per le malattie fungine per l’orto e frutteto, da utilizzare sempre in prevenzione – ovviamente – e quindi sia alla caduta delle foglie della pianta, sia all’pertura delle gemme, in vegetazione piena – ad esclusione della fioritura – e dopo gli interventi di potatura, che ci sono tante ferite aperte da curare.
      Per ogni tipo di pianta le dosi da conferire sono differenti, per questo ti suggerisco di leggere bene dietro la confezione che hai acquistato. Genericamente si considera 12 gr/litro di acqua.
      Salute e buon orto.

  22. Alfredo ha detto:

    Salve Stefano,
    dove trovo il calendario per i trattamenti per alberi da frutto, in particolare il pesco, che necessita di parecchi trattamenti sia fogliare che insetticida.
    Grazie anticipate.
    (Alfredo)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Alfredo,
      per la coltivazione del tui frutteto ti suggerisco di consultare questo libro specializzato dal titolo – Il frutteto familiare a conduzione biologica di Leopoldo Tommasi, dove trovi, per ogni frutto il calendario dei trattamenti.
      Salute e buon orto.

      • Alfredo ha detto:

        Ciao Stefano.
        Quindi mi dici che facendo i trattamenti con prodotti biologici riesco a proteggere gli alberi da frutto da insetti e malattie fogliari fino a raccogliere i frutti? Grazie per la disponibilità che mi dai, purtroppo ogni anno si manifesta sempre un problema è non riesco mai ad avere degli alberi belli vigorosi con frutti.
        Grazie ancora.
        (Alfredo)

        • Stefano Pissi ha detto:

          Ciao Alfredo,
          certo che si, basta che tu segua attentamente le scadenze dei trattamenti in quanto, specialmente quelli di natura biologica funzionano solo in prevenzione e cioè si devono dare quando la pianta ancora non manifesta alcun tipo di problematica.
          Salute e buon orto!

  23. Fabrizio ha detto:

    Salve,
    dove si dice che il rame deve essere dato alla comparsa dei frutticini dopo la fioritura, si intende che possiamo dare la poltiglia bordolese o altro tipo di ramato?
    Grazie.
    (Fabrizio)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Fabrizio,
      diciamo che in generale qualsiasi prodotto fitosanitario a base di rame e sconsigliabile darlo sulla pianta quando è in piena fioritura, allo scopo di non compromettere le relative funzioni biologiche, cioè l’allegagione dei frutti.
      Salute e buon orto.

  24. Clemente classe 1935 ha detto:

    Complimenti, tutto molto interessante e utile, grazie.
    (Clemente)

  25. Katia ha detto:

    Buongiorno,
    ho degli alberi di loto che ogni anno nel periodo di ottobre/ novembre hanno sempre lo stesso problema, la mosca e le larve mi rovinano tutti i loti effettuando fori nel frutto destinati a marcire. Adesso ho comprato un insetticida liquido da diluire con acqua, ma volevo sapere in che periodo lo devo utilizzare quando l’albero è in foglie? Quando fa’ il fiore?  o quando c’é il frutto? E dove spruzzare? Sul frutto ? Sulle foglie? O nell’ albero completo? Vorrei la sicurezza x non fare nessun danno.
    (Katia)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Katia,
      da come ci descrivi la tua situazione credo che l’insetto in questione sia la Mosca Mediterranea della Frutta (Ceratitis capitata).
      Ottima soluzione – evitando quindi l’utilizzo di insetticidi convenzionali che poi ti ritrovi nella frutta che mangi – sarebbe quella di catturare gli adulti con trappole specifiche – a feromoni – che trovi in vendita nei consorzi agrari. In questo caso riesci a catturare le mosche in volo, prima che riescono ad accoppiarsi e andare a deporre le uova/larve, sul frutto. Il periodo di trattamento dipende da dove sitrova la pianta….nord sud o centro italia? Comunque tieni conto della primavera inizio estate e inizio autunno.
      Salute e buon orto.

  26. Emanuela bellosi ha detto:

    Buonasera,
    nel mio giardino ho un susino varietà prugna già con le gemme dei frutti ma è totalmente invaso dalle formiche. Sono dannose per la pianta?
    Cosa mi consigliate di fare?
    Grazie.
    (Emanuela)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Emanuela,
      di per se le formiche non arrecano danno al susino ma possono essere un segnale della presenza di afidi – pidocchi delle piante – sulla chioma del susino; controlla eventualmente e vediamo come intervenire.
      Salute e buon orto.

  27. Tutto molto interessante.

    Anchio vorrei porre una domanda al Sig.Stefano

    Ho degli alberi da frutto tra cui 3 alberi di pesco (che ogni anno mi producono tante pesce ma sempre con il vermetto dentro )e delle susine che da qualche anno i frutticini vengono presi dalla muffa ho provato diverse soluzioni sia per il pesco (poltiglia bordolese,macerato di ortiche ecc)che anche per il susino (poltiglia bordolese e anche ho messo della urea alla base della pianta per combattere il batterio della muffa) ma non succede niente mentre prima specialmente il susino mi produceva degli ottimi frutti.Cosa posso fare?
    Grazie.
    (Salvatore)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Salvatore,
      per quanto riguarda il “vermetto” che trovi dentro le pesche è certamente un insetto – molto probabilmente la larva di un lepidottero/farfalla dal nome Cidia Molesta, ma per essere sicuri bisognerebbe vedere il frutto attaccato, meglio ancora direttamente la larva che ci ritrovi, per capire chi sia il responsabile e sapere cioè il suo ciclo biologico; a quel punto la strategia biologica che si può attuare potrebbe essere quella di applicare alla pianta delle trappole a feromoni specifiche per catturare le farfalline in volo, prima che depositino l’uovo sul frutto ancora piccolo.
      Sui susini invece sembra che tu abbia un fungo presente – probabilmente uno del genere Monilia – che regolarmente ti attacca i frutti ad ogni stagione; trattamenti rameici fatti nelle stagioni di caduta delle foglie e ripresa vegetativa – primavera – possono essere d’aiuto a contenere i fungo e quindi il danno.
      L’urea è un concime potente, stai attento a somministrarlo nelle giuste dosi e comunque non è efficace come antifungino.
      Salute e buon orto.

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