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Quando siamo piccoli tutte le piante sembrano enormi. Ma il giuggiolo (Ziziphus jujuba) che fronteggiava la casa della ‘nonna del Poggetto’ (così la chiamavamo noi cuginetti) era davvero di dimensioni notevoli. Ero piccola ma già ghiotta di giuggiole, ma non potendo raccoglierle, dovevo sperare che i più grandi si ricordassero di me.

Era un giuggiolo vigoroso e in salute, di cui mai nessuno si curava, fino a quando, a fine estate, le giuggiole mature attiravano le attenzioni di adulti e bambini. Per esperienza personale, posso dunque dire, che è una pianta che richiede poco o niente, si adatta bene anche ai terreni poveri e alle esposizioni ventose: il ‘Poggetto’ era esposto ai quattro venti.

E’ senza dubbio un frutto di altri tempi, oggi davvero poco utilizzato, ma che vale la pena di riscoprire per la facilità di coltivazione, per la bellezza della sua chioma e la bontà dei frutti.

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Come coltivare il giacinto in piena terra o in vaso

Hyacinthus orientalis in piena terra

Mi piace avere in casa dei fiori. Non solo quelli del mio giardino, ma anche quelli che trovo nei boschi o lungo le strade di campagna quando vado a camminare. Fiori, foglie, frutti, rami… va bene tutto, basta portare dentro le mura di casa un po’ di ciò che c’è fuori. Un colore, un profumo, una stagione. Qualcosa che solletichi i sensi, spesso addormentati e poco utilizzati.

Questa volta ho deciso di portare in casa l’attesa. Ho acquistato tre bulbi di narciso. Tre bulbi, tre euro. Lo sforzo economico è stato minimo. Ma invece di interrarli in giardino come faccio sempre, ho deciso di portarli dentro casa. Immagino che tutti conoscano la bellezza e il profumo di questo fiore, perché in questa stagione vengono venduti un può ovunque, perfino nei supermercati.

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Salvia officinalis

Perché parlare delle salvie in pieno dicembre con il Natale alle porte? Perché, dopo le dalie, sono rimaste solo loro (insieme a qualche crisantemo) a dare colore ed energia al mio orto giardino. E anche se fuori il tempo è poco clemente e la pioggia incessante, le salvie meritano ugualmente qualche parola su come e perché coltivarle con passione. Dopo l’inverno alcune salvie andranno recise, altre ripulite, ma con la primavera ripartiranno con forza, regalandoci ancora colore, profumo e aromi.

La salvia è una pianta aromatica e medicinale, utile all’orto e ornamentale in giardino. E’ impossibile non avere almeno una pianta o due di Salvia offcinalis, anche se abbiamo a disposizione solo un piccolo balcone.

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Quando pensiamo al mirtillo pensiamo al bosco e alle montagne del Nord Italia. Ma questo pensiero è giusto solo in parte: ci sono mirtilli in grado di vivere anche in pianura e al Centro Sud. 

Varietà

Esistono decine e decine di varietà di mirtilli, il più noto è il Vaccinum myrtillus, il mirtillo nero che noi tutti conosciamo per il colore blu viola e il sapore acidulo, che cresce spontaneo sulle nostre montagne. Mentre quello che compriamo al supermercato è il mirtillo gigante americano, il Vaccinum corymbosum, dalle bacche succose, dolci e poco soggette ad ammaccature, le cui dimensioni possono raggiungere anche il centimetro di diametro. Una pianta bella e longeva che merita di essere coltivata nei nostri giardini, ma essendo un’acidofila occorre fare attenzione al ph del suolo e al caldo eccessivo.

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Se siete tipi curiosi e vi piace coltivare nell’orto o sul balcone qualche pianta inusuale potete provare il sesamo. Sebbene sia diventato di uso comune in cucina è piuttosto difficile che qualcuno decida di coltivarlo. I suoi semi sono ricchi di calcio e omega 3 e 6, per questo sono raccomandati a chi soffre di osteoporosi o malattie cardiocircolatorie. Il suo uso risale ai tempi degli antichi egizi, che come sempre la sapevano lunga in fatto di piante: ne avevano una profonda conoscenza e sapevano trarne i migliori benefici.

Il sesamo viene coltivato nei paesi caldi perché richiede temperature piuttosto elevate, ma la facile coltivazione e il ciclo di vita veloce ci consente di coltivarlo anche da noi durante i mesi estivi.

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Buongiorno,
avrei una domanda sulle zucchine trombetta: di quanta acqua hanno bisogno?
Ho sempre ottenuto molte foglie ma non molti fiori e le zucchine spesso
ancora piccolissime diventavano gialle e cadevano.
Con 4 piante ho sempre raccolto qualche kg ognuna diversamente dall’abbondanza solita.
Molti le cimano per farle produrre di più, è utile?
Grazie.
(Stefania)

Risposta

Ciao Stefania,
la trombetta d’Albenga è una varietà di zucca a coltivazione primaverile/estiva per il consumo autunno/invernale, nel link trovi tutte le risposte alle tue domande.
Certamente una buona concimazione di fondo, con stallatico maturo, serve alla pianta in questione che preleva tanti elementi nutritivi dal terreno, per poi riporli nel frutto che mangeremo.
Riguardo alle quantità precise d’acqua di cui la pianta ha bisogno non è possibile dirlo perchè variabili in funzione di tanti fattori, sia climatici che edafici – il terreno cioè – dove la pianta risiede; in genere zucche e famiglia hanno sete ed è bene farle stare in un terreno fresco…ma non certamente allagato, altrimenti tutto lo sviluppo della pianta va in vegetazione cioè produzione di foglie e pochi fiori e frutti…Proprio per questo aspetto cerca di non bagnare eccessivamente – cioè oltre la sua reale esigenza che s’impara a capire osservandola durante il suo sviluppo.
La cimatura aiuta certamente a contenere la vegetazione ma -importante- è giusto farla quando hai individuato nella vegetazione che non cimerai diverse zucche già allegate e cresciute bene; altrimenti togliendo i tralci riduci la possibilità di produrre altri fiori/frutti; la cimatura serve a far produrre frutti più grandi ma non più frutti in numero.
Salute e buon orto.

La gelata tardiva dello scorso anno, quando le temperature sono scese a -7°, ha fatto molti danni nel mio giardino. Oltre alla morte di qualche olivo, ha decretato anche la morte di alcune piante di aloe. Avevo una bellissima Aloe arborescens e qualche Aloe vera, quando è arrivata la gelata alcune erano già in fioritura. Un vero disastro! Qualche getto ben nascosto sotto la spessa pacciamatura di foglie è resistito e, finito il gelo, ha messo fuori la testa, dando vita in primavera a nuove piante. L’arborescens però non ce l’ha fatta 🙁

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Fra tutti i cavoli, quelli di Bruxelles sono i più discussi. Difficile mettere tutti d’accordo sulla loro bontà, c’è chi li ama o chi li odia. Se appartenete alla seconda fazione, sappiate che dovreste provare a riavvicinarvi, perché coltivati nell’orto, raccolti quando sono ancora piccoli e subito cucinati, i cavoletti di Bruxelles hanno un sapore dolce e cremoso, molto diverso da quello che solitamente ci è dato gustare.

TerrenoI cavolini di Bruxelles prediligono un terreno fertile, arricchito alcuni mesi prima con del compost o del letame maturo, in modo da dare tempo al suolo di ben strutturarsi. Un altro buon sistema per arricchire il terreno di azoto, sarà quello di piantare i cavoletti dove avremo coltivato delle leguminose (fagioli, fave, piselli, ceci….) che rilasciano azoto nel terreno naturalmente.

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Nadia Noseda è una che di pomodori se ne intende. Possiede i semi di circa 1.200 varietà e nonostante dica di avere solo un piccolo orto vicino a Como, ogni anno trova spazio per coltivare 150-160 varietà, una pianta per ogni varietà, facendo molta attenzione a non ibridarle tra loro, tanto da isolare con delle buste di velo le varietà più sensibili. Nadia i pomodori li cura, li studia, li seleziona (magari qualcuno lo mangia pure :)))) e poi li espone alle mostre dedicate a questo straordinario ortaggio. Una per tutte la Mostra del Pomodoro a Villafranca in Lunigiana dove moltissime delle varietà esposte nell’ultima edizione erano proprio sue.

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AverrhoaSarà per i suoi frutti dorati a forma di stella che ricordano le decorazioni natalizie che mi è venuta voglia di parlare della Carambola o meglio della Averrhoa carambola.  E’ una pianta tropicale che necessita di tepore tutto l’anno e quindi adatta solo ad alcune zone della nostra penisola, oppure ai terrazzi particolarmente ben esposti al sole o alle serre. Infatti la Carambola cresce senza grossi problemi sia in terra che in vaso, sia all’esterno che in serra, l’importante è fare attenzione alle basse temperature!

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