Buonasera,
vorrei chiedere se, per combattere il verme, che diventa tale, dopo che la bella farfalla bianca ha deposto le uova sulle foglie di: cavoli, broccoli e altre piante di ortaggi, si possa ritenere utile il trattamento delle piantine con lo zolfo ramato, esattamente come si fa con le piantine di pomodoro per eliminare la classica peronospora?
Grazie.
(Giuseppe)

Risposta

Ciao Giuseppe,
per contenere l’attacco della cavolaia – vedi l’articolo che trovi nel link – il rimedio consigliato è il bacillus thuringensis, un parassita delle larve per i soli lepidotteri, ma che non debella altre specie di insetti utili nell’orto.
Il prodotto consigliato lo acquisti nei consorzi agrari.
Salute e buon orto.

Buongiorno,
ho nell’orto due piante di melanzana da cui ho raccolto i frutti durante l’estate.
Ora le piante hanno i fiori..cosa succede da questo momento in poi?
I semi cadranno a terra, a tempo debito, poi il ciclo di crescita ricomincia da se?
Quale cura devo dedicare a queste pianticine? Devo proteggerle dal freddo, devo irrigarle tanto?
(chiaro, se non piove),scusate la mia gigantesca ignoranza, ma approccio l’esperienza dell’orto dalla scorsa primavera.
Grazie
(Antonella)

Risposta

Ciao Antonella,
ci fa piacere che le tue piante di melanzana abbiano fruttificato nell’estate, vuol dire che sei stata brava a curarle.
Da adesso in avanti però il clima diventa troppo freddo per loro e quindi in pieno campo come sono vedrai che non reggeranno le temperature invernali. Puoi provare a proteggerle allestendo loro delle mini serre – per esempio con il tessuto non tessuto, come si vede fare per gli agrumi – per vedere se riescono a superare l’inverno, ma per assicurarsi una buona produzione per la successiva stagione la migliore soluzione è avere nuove piantine da seme. Per la coltivazione della melanzana ti suggerisco di leggere l’articolo che trovi nel link.
Salute e buon orto.

Salve,
ho 30 anni, abito in un paese che rientra tra i borghi piu belli d’italia che si chiama – Petralia Soprana – con 3450 abitanti in provincia di Palermo.
Avendo tanta terra ho deciso di coltivare le lenticchie…..vi chiedo il vostro aiuto:
devo seminare 10 tumoli di terra a lenticchie, volevo sapere che quantità ne devo acquistare e dove posso acquistarle perche è da mesi che cerco negozi all’ingrosso ma ancora non ho avuto riscontro, se voi mi sapete indirizzare anche per l’acquisto.
Grazie.
(Cinzia – Petralia Soprana – Palermo)

Risposta

Ciao Cinzia,
considerato che a Palermo un Tumolo è circa 1395 metri quadrati, tu hai a disposizione circa 1,4 ettari di terra.
La quantità di seme da distribuire sul terreno varia in base alla varietà di lenticchia – seme grande o piccolo – e anche dalla tipologia di semina – a spaglio o a righe. Comunque mediamente è necessaria una quantità di 100 kg per ettaro di terra.
Per acquistare codesta quantità di seme devi rivolgerti ad un consorzio agrario della tua zona o ad un produttore di lenticchie che magari vende grandi quantità di seme destinato alla riproduzione. Ecco un esempio di grande azienda agricola che produce legumi in Sicilia.
Salute e buon orto.

Salve,
abito Tarquinia, provincia Viterbo, visto che vorrei piantare degli alberi da frutta mi piacerebbe avere vostri consigli su quali siano le possibili specie da coltivare dalle mie parti.
Grazie.
(Luca – Viterbo)

Risposta

Ciao Luca,
per tua fortuna abiti nel centro Italia, dove il clima è veramente favorevole alla coltivazione di tutte o quasi le specie da frutta che tu desideri – specie arboree del nostro clima mediterraneo ovviamente.
Per darti la possibilità di ispirarti su cosa scegliere, su quale specie e varietà in particolare, ti suggerisco di consultare il catalogo di questo sito specializzato nella coltivazione di specie da frutto antiche, che si trova proprio in centro italia. Se poi vuoi fare una ricerca specifica su qualche tipologia di frutta in particolare, esempio: il melo, il susino…scrivici che saremo più precisi. Altri spunti di riflessione li puoi avere leggendo questo libro sui frutti antichi che trovi qui linkato.
Salute e buon orto.

Salve,
sono un pensionato che si diverte a cimentarsi nelle culture orticole, e qualche alberello da frutto.
Volevo chiedere un vostro consiglio su come fare gli innesti; e poi che semi posso scegliere per fare le mie piantine di pomodoro, melanzana, peperone?
Grazie per la vostra risposta.
(Ivo Gi)

Risposta

Ciao Ivo,
grazie per raccontarci la tua storia di pensionato felice.
Per quanto riguarda la pratica degli innesti la cosa migliore che puoi fare, per imparare bene, è quella di cercare dei corsi pratici per innesti, nella zona in cui vivi; un buon libro sull’innesto è quello che trovi nel link.
Per quanto riguarda la scelta dei semi da utilizzare per riprodurre pomodori, peperoni e melanzane puoi scegliere dal catalogo di alcune importanti ditte sementiere italiane e estere, quella che trovi nel link è un esempio, ma ce ne sono anche altre, in particolare per i peperoncini consulta questo link, invece per i pomodori consulta quest’altro link.
Salute e buon orto.

Salve,
ho una piccola pianta di rosmarino, in vaso sul balcone, e vorrei trasferirla in un vaso più grande.
Qual è il mese ideale per fare questa operazione?
Grazie e ciao.
(Paolo – Macerata)

Risposta

Ciao Paolo,
il momento migliore di rinvasare una pianta di rosmarino è proprio quello che va da settembre a novembre, considerato il clima mediterraneo dell’italia centro sud, proprio dove abiti tu.
Salute e buon orto.

Salve,
scrivo da Reggio Calabria, sono impiegato e piu’ passa il tempo piu’ mi rendo conto di saperne sempre di meno in materia che riguarda l’agricoltura, fatta giusto per produrre gli ortaggi necessari al fabbisogno familiare.
Da circa un mesetto, esattamente il 14/15 settembre ho trapiantato 150 piantine di finocchio; dandoci un’occhiata, anche il più negativo degli agricoltori, direbbe che esse sono in ottima salute.
Volendo aiutarle, come per ogni piantagione, mi piace sempre dare il “la” per la partenza, e in particolar modo io utilizzo del nitrato di calcio, in quantita’ misere, giusto per dare una piccola spinta.
Domanda: ” Per spargere un pochino di sto componente chimico, la terra deve essere bagnata, umida o asciutta, visto e considerato che la prossima irrigazione, piogge permettendo, avverra’ dopo che la pianta avra’ assorbito tutta la quantita’ di nitrato di calcio, precedentemente sparso”?
Ringrazio per la lettura e la risposta, e se mi e’ permesso, credo di si’,allego qualche foto, sia dei finocchi che anche di qualche melanzana da me coltivata in estate.

FOTO PIANTAGIONE DEI FINOCCHI: giuseppe calabro

FOTO MELANZANE “VARIETA’ ZUCCHERINA”:giuseppe calabria

Grazie e a presto.
(Giuseppe – Reggio Calabria)

Risposta

Ciao Giuseppe,
fai bene a perseverare nell’imaparare il mestiere dell’ortista, che è una cosa importante sia per la propria salute che per il benessere dell’ambiente che ci ospita.
Il Nitrato di calcio è un concime molto potente che va fornito con cautela alle piante che ormai hanno attecchito in autonomia, altrimenti rischi di bruciarle letteralmente. Per fare ciò dovresti quindi cospargere poco prodotto in maniera omogenea, magari qualche centimetro distante dal fusto delle piantine e poi devi ben irrigare tutta la terra interessata alla concimazione, di modo che il sale di calcio si sciolga e quindi si diluisca a dovere nel terreno.
Grazie per le foto, dalle quali si evince che sei proprio un ortista esperto.
Salute e buon orto.

Salve,
mi sono da poco appassionato all’orto e ne ho creato uno piccolo (4mX4m) nel mio giardino di casa.
Vivo in provincia di Salerno, a 10 minuti di auto dal mare.
A maggio trapiantai, delle piantine di peperoni (le classiche piantine in polistirolo).
Sempre innaffiate regolarmente, non sono mai cresciute troppo fino a luglio.
Da metà luglio in poi sono cresciute tantissimo anche in seguito a potatura (una è arrivata a 2m di altezza!!!) ma su 7 piante solo su una ha sviluppato 1 frutto (attualmente ancora verde, ma non sono sicuro della tipologia acquistata).
Sono sempre nati fiori ma non hanno mai dato frutti.
Oggi, dopo una settimana di assenza (con impianto di irrigazione attivo) ho visto tanti piccolissimi frutti.
Mi chiedo se ciò sia normale e se devo continuare ad irrigare sperando di ottenere buoni frutti.
P.S.: il terreno non è stato mai concimato.
(Vito – Salerno)

Risposta

Ciao Vito,
grazie per quanto ci descrivi del tuo orto 4×4, “rubato” al giardino.
Da come ci racconti la tua avventura con i peperoni, personalmente mi sembra ordinaria (eccetto l’altezza di 2 metri che invece mi sembra straordinaria per un peperone, ma bisognerebbe sapere la varietà del peperone in causa).
Le piante cioè prima crescono e sviluppandosi anche in altezza conquistano il loro spazio con la chioma nell’atmosfera, e anche con l’apparato radicale, sotto terra, in cerca di acqua e sali minerali. Lo sviluppo è ovviamente massimizzato in funzione di tutte le loro potenzialità, sia esse genetiche che ambiental; poi, dopo lo sviluppo vegetativo avviene la fioritura e fruttificazione. Nei peperoni in particolare poi la fruttificazione avviene anche meglio a fine estate come accaduto a te, in quanto le piante si avvantaggiano bene del calore della terra, accumulato in estate e ridonato in autunno. Quindi direi tutto normale. Magari per la prossima stagione mi preuccuperei di concimare la terra.
Per alcune informazioni aggiuntive sulla coltivazione del peperone, leggi pure l’articolo che trovi nel link.
Salute e buon orto.

Salve,
possiedo un piccolo orto e, a causa delle rotazioni degli ortaggi sul terreno, mi trovo a dover collocare una fila di cetrioli ad una distanza di 1 metro e mezzo da una fila di pomodori.
Ma ho letto che la consociazione pomodoro-cetriolo non è accettabile. Purtroppo non trovo altro spazio da nessuna parte, quale dovrebbe essere la distanza minima fra le due file di ortaggi?
Mi darebbe un consiglio?
La ringrazio anticipatamente.
(Giancarlo)

Risposta

Ciao Giancarlo,
otimizzare lo spazio nel proprio orto è davvero opera d’ingegno e disegnare un bell’orto è un’arte, per ispirarti leggi pure l’articolo che trovi nel link.
Credo però che la distanza che hai a disposizione di 1,5 metri sia sufficiente, che ti dia modo cioè di avere comunque spazio sia per allevare bene e distinte le due specie, sia anche di passare comodamente fra le file per tutte le necessarie cure colturali.
Salute e buon orto.

Salve,
vivo a Roma, mio nonno aveva acquistato un terreno con un casale, ora fatiscente perchè per tanto tempo abbandonato,per motivo di conflitti ereditari tra parenti, ora ho deciso di prenderlo per affetto e riconoscenza nei confronti di mio nonno che ha fatto molti sacrifici per acquistarlo, a suotempo per sfamnare la sua famiglia allora numerosa, al giorno di oggi però mi piacerebbe farlo rivivere, magari trovare una maniera di sfruttarlo, per ricavarne un reddito?
Il terreno è ubicato vicino un torrente, il Salino, nelle Marche, precisamente nella contrada di Guerci – Penna San Giovanni MC. Il terreno è assolato e si trova ad una altitudine di 800 m.s.l.m. circa, la superficie è circa 3 ettari, leggermente in pendenza. Il mio pregtetto sarebbe: nel casale ospitare una famiglia che ha bisogno (etracomunitaria che magari supervisiona poi il terreno ed aiuta a rimetterlo in sesto) e poi nel terreno piantare alberi da legno pregiato, come noci ad esempio che non hanno bisogno di cure e manutenzione particolare e poi vendere legname (10 anni?) pioppi? un consiglio esistono finanziamenti e a chi posso rivolgermi?
Ringraziandovi anticipatamente, vi saluto cordialmente.
(Adriana – Roma)

Risposta

Ciao Adriana,
grazie per raccontarci dettagliatamente tutta la bella storia del tuo casale e terrano nelle Marche.
L’idea di dare in uso il casale in cambio di ospitalità potrebbe essere una buona formula di scambio con i futuri affittuari, ci viene spontaneo di suggerirti di regolamentare il tutto nel più formale dei modi, che tutto cioè si svolga all’insegna della chiarezza e della legalità, un vantaggio per entrambi.
Dal punto di vista agronomico ti dico che gli impianti di arboricoltura da legno pregiato – noci, frassini, ciliegi, ecc ecc – non hanno turni di taglio così brevi come intendi tu, cioè 10 anni, ma almeno 80, e comunque dipendenti dalla fertilità del terreno. A livello di finanziamenti invece sono sicuro che la comunità europea finanziava gli impianti di terreni in abbandono attraverso un preciso regolamento comunitario n°2080/1992. Per avere informazioni aggiornate sui finanziamenti europei ti suggerisco di contattare la Regione Marche – consulta pure il link al sito.
Salute e buon orto.

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