Buona sera,
desidero porre alla Vs attenzione l’attuale situazione di alcune piante
di albicocca.

Per anni, pur avendole curate con concime, annaffiature e poltiglia boldolese ma senza
mai potarle non hanno mai portato dei frutti.
Quest’anno, senza potarle ma trattate come sopra (tranne l’annaffiature per la pioggia di quasi tutto il mese di Maggio)
hanno portato molti frutti anche se di piccola dimensione.
Non riusciamo a capire perché ciò è avvenuto. vi siamo grati se potete darci qualche motivazione e
consigli.
Un ringraziamento per il grande e fattivo contributo che date a noi principianti e saluti cordiali.
(Saverio)

Risposta

Ciao Saverio,
fra le tante piante da frutto hai citato una delle più complesse riguardo la regolarità nella fruttificazione, l’albicocco.
Come anche nelle altre piante da frutto pure l’albicocco ha una fruttificazione legata sempre all’andamento stagionale, in particolare i ritorni di freddo a inizio primavera che possono bruciare i fiori e quindi non permettere la formazione dei frutti.
Inoltre alcune tipologie di albicocco hanno bisogno – per fruttificare più costantemente – di avere vicino piantato altre piante di albicocco – di differenti varietà con prevalente funzione impollinatrice, cioè produzione di polline maschile in abbondanza, che aiuti la fecondazione dei fiori che poi si tramuteranno in frutti.
Concludendo ti rassicuro dicendoti che, le tue cure colturali di acqua, concime e trattamenti biologici certamente aiutano nel tempo la pianta a fruttificare sempre meglio in tutti gli anni, non smettere mai!
Salute e buon orto.

Salve,
sono un insegnante di tecnologia in una scuola media…il
pollice verde ce l’ha mia moglie e insieme a lei vorrei creare una siepe di corbezzoli tra noi e il vicino, esposta a
sud-ovest, siamo a 230 mt slm.
Una volta c’era un orto, poi sopra è stato fatto un campo da bocce con materiale edile di riporto e ora sopra c’è un riporto di terra argillosa. Che cosa mi può consigliare? Avrei pensato anche al melograno in
alternativa. Mi piace meno perché mi sembra che non sia sempreverde. o
entrambi.
Grazie Buona giornata.
(Stefano – Foligno)

Risposta

Ciao Stefano,
se vuoi realizzare una siepe sul tuo terreno sono adatti sia corbezzolo che melograno ma ognuno ha caratteristiche di sviluppo differenti e quindi sono difficilmente abbinabili insieme. Il melograno poi in autunno/inverno perde le foglie e il risultato è quello di avere un confine spoglio.
Per questo se vuoi una siepe omogenea ti suggerisco di scegliere una pianta di un solo tipo…Corbezzolo sempreverde o melograno caducifoglia. Altrimenti se abbini le due specie potrai realizzare un confine meno omogeneo ma botanicamente sempre interessante.
Salute e buon orto.

Salve,
Sono un pensionato, abitante in provincia di Roma, a circa 250
metri s.l.m.
Altre volte ho richiesto vostri consigli che ho adottato letteralmente con buoni
risultati e di cui vi ringrazio vivamente.
La mia domanda è la seguente:
Causa cattive condizioni atmosferiche abbiano dovuto ripetere la semina di fagioli
Marconi rampicanti, un vicino di orto ci ha consigliato di porre a dimora i semi (5)
disponendoli a forma di X e coprendoli con terra setacciata affermando una migliore
resa e subitanea crescita, prima di metterli in posa, i semi, sono stati messi per una
notte in un barattolo di acqua e anche il solco è stato preventivamente
irrigato.
Desidererei conoscere il vostro giudizio su questa procedura.
Grazie tante e saluti cordiali.
(Alex – Roma)

Risposta

Ciao Alex,
certo che ci ricordiamo di te, grazie per la tua fedeltà!
Tutte le pratiche che ci descrivi sembrano perfette per ottenere un ottimo risultato, specialmente l’irrigazione del solco pre semina aiuta tanto la germinazione del seme e successivo sviluppo.
Continua così e aspettiamo di leggerti nuovamente.
Salute e buon orto.

Salve,
sono Paolo e ho passione per le piante di mirtillo.
Ho messo in piena terra 5 piantine di mirtillo americano, anziche’ mettere del
pacciame ho messo un telo nero, quello che si usa normalmente nell’orto e giusta
questa mia scelta?
Abito in Piemonte a 1000mt.
Grazie.
(Paolo – Piemonte)

Risposta

Ciao Paolo,
certamente il telo plastico, nero, svolgerà un’ottima funzione pacciamante ma, rispetto ai metodi biologici in commercio ha diversi inconvenienti:
1 – la plastica riduce fortemente lo scambio di aria (e assunzione di acqua piovana) fra atmosfera e apparato radicale
2 – il colore nero attrae molto il sole e quindi in estate scalda molto la terra
3 – la plastica non è un materiale biologico e quindi non reciclabile all’interno dei sistemi naturali
In futuro potresti pensare di utilizzare altri tipi di materiali pacciamanti naturali, alternativi alla plastica come: teli di juta o anche fibra di cocco oppure della paglia o foglie del giardino ecc, tutti materiali naturali che s’integrano bene nella terra, concimandola anche.
Salute e buon orto.

Buongiorno sono Marco ho 43 anni vivo a Cinisello Balsamo.
Lavoro come gommista/meccanico a Nova Milanese.
Mio papa’ possiede un orto di 1200mq, da 2 anni piantiamo anche il granoturco – un centinaio di
piantine – l’anno scorso degli “acari” non so’ bene come si chiamano, si sono mangiati
le foglie, fatto le larve e rovinato un po’di raccolto, quest’anno vorrei intervenire subito
per non avere gli stessi problemi, cosa posso utilizzare, vale anche per loro il
discorso di aglio e peperoncino?
Grazie in anticipo.
(Marco – Cinisello Balsamo – Lombardia)

Risposta

Buongiorno Marco,
grazie per raccontarci la storia del tuo orto familiare!
Da quello che descrivi credo che le vostre piante di mais siano state attaccate da delle larve di lepidottero (sophronia grandii?) che hanno divorato le foglie, ma è un’ipotesi.
Fai attenzione allo sviluppo delle piante e osserva se iniziano ad essere predate le foglie da qualche larva e poi, individuato il responsabile esistono dei rimedi biologici che puoi utilizzare – insetticidi – come per esempio il Bacillus Thuringiensis – specifico per le lerve di lepidottero e coleotteri o l’olio di Neem per tutti gli insetti in genere.
Salute e buon orto.

Salve,
ho 60 anni e faccio l’operaio, vivo a Roma vicino al mare e ho un giardino di circa 300 mq con molte piante e fiori
che curo personalmente.
Fra le tante piante ho un mandarino di circa 3 metri in piena terra concimato e esposto contro un muro
basso come un limone li vicino….. ma il problema è che non fiorisce fa alcuni fiori nella parte bassa e nascosti (- di 10 ) da cui allega 1-2 frutti l’anno; il limone lì accanto invece è carico di fiori e frutti
entrambi sono stati colpiti da cocciniglia e dalla fumaggine ma ora sembra risolta
concimati con stallatico in pellet e poi con concime ternario bilanciato,
che cosa mi consigli di fare?
lo minaccio come feci col limone di segarlo? Con lui pare funzionò!
Grazie
(Riccardo – Roma)

Risposta

Ciao Riccardo,
la tecnica della “minaccia/avvertimento…limone avvisato, mezzo segato!” funziona e lo sai perchè?
Perchè è un modo di dare tempo alle piante di adattarsi al loro ambiente e quindi di fiorire e fruttificare successivamente, più che una minaccia suona come un “dare tempo al tempo”.
Il fatto che il mandarino fiorisca dal basso…o almeno inizi di li a farlo, è normale in quanto principia dalla parte di chioma più matura e per questo pronta a fruttificare. Immagino che il mandarino sia stato messo a dimora più tardi del limone e che quindi abbia bisogno di ancora del tempo per affermarsi nella fruttificazione, considerato che le cure colturali ed esposizione sono comuni ad entrambi gli agrumi.
Se ha iniziato a fiorire e fruttificare lo lascierei crescere in pace e aspetterei ancora, nel frattempo curalo ed osservalo bene, potalo leggermente e non dargli troppo azoto nella concimazione.
Salute e buon orto.

Buongiorno,
vi ho scritto in precedenenza riguardo i funghi che avevo nei vasi dell’orto in balcone,
li ho tolti manualmente, senza mangiarli ovviamente. Ecco le foto del mio orto ripulito dai funghi!

Grazie.
(Francesco)

Risposta

Ciao Francesco,
certo che mi ricordo della tua questione, dei funghi che nascono sul terriccio!
Hai fatto bene a ripulire il tutto…le foto che ci spedisci mostrano un buon lavoro e soprattutto un orto bellissimo.
Salute e buon orto.

Salve,
sono un pensionato e mi sto divertendo a curare le piante in terrazzo; è un modo piacevole di passare parte della giornata!
Di recente ho seminato i peperoncini dopo averli fatti germinare con il metodo della carta assorbente.
Dei tanti che ho seminato sono nate solo pochissime piantine che oltretutto non
crescono. Ho invece preso un paio di pomodorini datteri e li ho seminati e nel giro
di 20 giorni sono nati e cresciuti di circa 20 cm. Come mai c’è questa diversità di
crescita?
Ho pure seminato dei limoni e quello direttamente in vaso è nato mentre
quelli fatti germinare con il metodo carta assorbente non sono ancora nati.
Grazie,
(Enrico)

Risposta

Ciao Enrico,
eh si che è un bel passare il tempo, quando coltivi l’orto, bravo Enrico!
Per risponderti ti dico che i pomodori, hanno di natura, un ritmo e vigoria di crescita vegetativa di gran lunga maggiore rispetto ai peperoni, fin da subito, e quindi nessuna preoccupazione.
Per quanto riguarda i limoni, probabilmente quelli nel terreno, si avvantaggiano maggiormente del buio che la copertura terrosa gli dona, rispetto all’ambiente della carta assorbente.
L’importante è sperimentare…miglior metodo per imparare.
Salute e buon orto.

Ciao,
vivo a a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, mi occupo di protocollo informatico e conservazione digitale presso un ente ospedaliero pubblico.

Complimenti per le Vostre pagine web, ben concepite e dai contenutindavvero interessanti. Sono alle prime armi in tema di semine e orto e sto appunto provando ad allestire un piccolo orto casalingo sul mio balcone, esposto ad est con varie ore di sole al mattino, spesso ventilato.
La mia pianta di melanzana, acquistata in vivaio circa un mese fa e trasferita in un vaso più grande insieme a varie piantine di sedano, da alcuni giorni presenta alcune striature color ruggine su alcune foglie che ho deciso di recidere (ho fatto delle foto, se mi indicate come, provvedo ad inviarvele).
All’apparenza la pianta sta bene, ma essendo un principiante temo che possa ammalarsi.
La innaffio con regolarità, cercando di non esagerare; cerco ditenere il terriccio sempre umido.
Sul fondo del vaso, all’atto del trapianto, ho risposto dell’argilla espansa.
La pianta, attualmente, senza considerare l’apparato radicale, è alta circa 55 cm. Di cosa potrebbe trattarsi?
Grazie e ancora
complimenti per il Vostro bel sito.
(Antonio – Torre Annunziata – Campania)

Risposta

Ciao Antonio,
grazie a te, sia per i complimenti che ci rivolgi che per la precisione che hai nel descriverci tutto al meglio, anche senza foto va bene.
Per quanto riguarda la melanzana fai bene ad irrigarla ma non esagerare nel tenere troppo umida la terra, sennò la pianta cresce troppo e fa meno frutti. Riguardo alle macchie marroni credo che sia la presenza di un fungo – probabilmente Peronospora – e per il quale ti suggerisco di trattare la pianta con dei prodotti a base di ossido di rame – poltiglia bordolese per esempio – due volte al mese circa, vedrai che le nuove foglie saranno sane, verdi.

Salve,
ho in ufficio una bella pianta di filodendro, davvero grande, che avrà circa 45
anni.
Venticinque anni fa l’ho trasferita in un vaso molto grande e poi le ho allestito un tutore che, fissato fino in cima al soffitto, le sostiene il fusto per tutto il suo sviluppo in altezza.
Considerato che non posso aumentare la dimensione volumetrica del vaso, come mi consigliate di mantenere la pianta dove essa si trova?
Grazie,
(Roland – Ferrara)

Risposta

Salve Roland,
il Filodendro – Philodendron bipinnatifidum – è una pianta d’appartamento originaria dell’America, climi tropicali.
La tua pianta in particolare ha raggiunto un equilibrio/altezza proporzionale alla dimensione del vaso dove risiede e per questo le operazioni di manutenzione possono essere:
1 – irrigazioni regolari..terreno sempre umido..Ma anche irrorazioni di acqua vaporizzata sulle foglie e fusto sono gradite alla specie tropicale
2 – concimazioni con prodotti specifici, specialmente da maggio a settembre
3 – eliminazione di parti secche e comunque vecchie su tutto il fusto a fine inverno, stimola l’emissione di foglie giovani. Comunque potatura generale delle foglie.
4 – Rinnovamento della terra ogni quando serve tramite la potatura delle radici in eccesso e rinvaso – nel solito contenitore – con terra nuova.
Salute e buon orto.

© 2021 Bonduelle InOrto