La fattoria dei nostri sogni

Talvolta ci scoraggiamo davanti ai danni fatti dalla dorifora sulle patate, dalle lumache sulle insalate o dalla cavolaia sui cavolfiori. E ci chiediamo come sia possibile non usare veleni quando tutti questi insetti sembrano avercela con il nostro orto o si accaniscano contro il nostro frutteto.

Questo film-documentario ci mostra come la soluzione non sia facile, ma c’é. Nel film “La fattoria dei nostri sogni – La natura come non ve l’hanno mai raccontata”  John e Molly Chester, i protagonisti, nonché proprietari della fattoria, ci raccontano la loro avventura, sulla carta inizialmente impossibile: costruire una fattoria biologica su 80 ettari di terra sfruttati e sterili, senza l’aiuto di antiparassitari dannosi all’ambiente, senza l’ausilio di diserbanti o concimi chimici.

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Siete particolarmente orgogliosi del vostro orto sia per gradevolezza estetica che per sostenibilità ambientale? Ebbene c’è un concorso che potrebbe ripagare il vostro impegno e apprezzare il lavoro che avete svolto.

Si tratta del concorso ‘Orto fai da te 2019’, indetto dal centro culturale Cascina Cuccagna, con sede in una seicentesca cascina nel centro di Milano, e Nostrale, associazione milanese che si occupa di valorizzare la cultura agricola e alimentare. ‘Orto fai da te’ intende promuovere la realizzazione e la cura di spazi verdi produttivi in ogni luogo, in campagna come in città, dove gli orti urbani si stanno espandendo a macchia d’olio, sui balconi, sui tetti, nei parchi e in ogni angolo abbandonato o in disuso.

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E’ possibile coltivare in vaso un frutto ‘grande e grosso’ come l’anguria (Citrullus lanatus)? E’ possibile ma bisogna scegliere la giusta varietà e prendere i giusti accorgimenti. Per non sbagliare abbiamo chiesto ancora aiuto a Tommaso Turchi e al suo libro ‘Il BalconOrto’, imbattibile per i consigli sulla coltivazione in vaso.

E se ormai è tardi per seminare l’anguria e dobbiamo accontentarci di mangiare quella acquistata, possiamo sempre provare a conservare i semi delle angurie più gustose che assaggeremo durante l’estate. Chissà che l’anno prossimo, con un po’ di fortuna, riseminando quei semi non ritroveremo sul nostro balcone quel sapore!

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E’ inutile negarlo: diradare i frutti è sempre faticoso! Fa male vedere cadere per terra quelli che potenzialmente potrebbero essere frutti succosi e squisiti. Non sappiamo mai se quelli che stacchiamo dal ramo prematuramente sono quelli giusti, se ne stacchiamo troppi o troppo pochi. Insomma un dilemma…

Eppure è necessario. Anche quest’anno ho sbagliato a non diradare l’albicocco in maniera adeguata.  Sono stata ore sotto quelle fronde cariche a interrogarmi, per poi fare un lavoro maldestro e ridicolo. Risultato: albero stracarico con i rami a rischio di rottura e frutti che faticavano a maturare,

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Il ciliegio acido (Prunus cerasus) è perfetto nell’orto familiare. E’ di dimensioni più contenute rispetto a quello dolce (Prunus avium), ma è altrettanto bello, sia in primavera quando si ricopre di candidi fiori, sia in estate quando questi si trasformano in frutti rosso rubino che occhieggiano tra il folto fogliame verde intenso. Un albero a momenti davvero spettacolare.

Da parte mia sono molti i motivi per cui provo un’innata simpatia per questo alberello. Il primo è che tra i suoi rami ho passato parte della mia infanzia e non metaforicamente.

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