Come coltivare i germogli in casa

Germogli sul davanzale di Sarah

Le mie amiche sono più brave di me. Sarah lo è sicuramente! Ieri sono andata a casa sua e per una volta, benché non piovesse, l’ho trovata in casa e non nell’orto. Appena mi sono affacciata nel suo studio ho visto sul davanzale della finestra delle vaschette con dei germogli freschi e colorati. Una vera ventata di primavera in pieno inverno!

Evidentemente se la pioggia non le permette di stare nell’orto, Sarah ha pensato bene di portare l’orto in casa. Sarah è una sperimentatrice pervicace e ogni volta che capito da lei per prendere delle uova o della marmellata, lei si presenta con una novità. Può essere che ha appena fatto del sapone fatto in casa o addirittura dello shampoo, oppure come questa volta ha provato a fare del dado vegetale con le sue verdure.

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Si avvicina il Natale e scatta l’indicazione di InOrto sul libro da regalare e regalarsi…

Consigliare oggi di leggere Stefano Mancuso è un po’ come consigliare Edmondo De Amicis. Mancuso, scienziato di fama mondiale e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, è diventato così noto che raccomandarne la lettura può sembrare davvero scontato. Eppure credo che il suo messaggio sia ancora inascoltato, altrimenti ogni anno non sparirebbero dalla faccia terrestre così tante foreste.

E chi si occupa di orti o di giardini, chi cura e ama le piante, non può non capirne fino in fondo la loro vitale importanza. Conoscere il loro modo di pensare (ebbene sì anche le piante pensano) e il loro comportamento ci apre la mente e lo sguardo verso ciò che non avevamo mai neppure immaginato.

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Curare le piante con altre piante non solo è possibile, ma anche auspicabile se vogliamo un orto bio che rispetta la natura. Le piante più utili a questo scopo sono l’ortica, l’equiseto e la felce aquilina, ma anche la lavanda e altre aromatiche.

I macerati, i decotti e gli infusi ottenuti con queste piante tengono lontani i funghi e i parassiti dagli ortaggi e dalle piante ornamentali e le nutrono in modo equilibrato, stimolandone la crescita e rinforzandone le difese immunitarie.

Sono facili da reperire nei campi e nei boschi, oppure da coltivare in giardino o su un balcone di città se le vogliamo tenere a portata di mano per preparare rimedi a bassissimo impatto ambientale ma dalla forte azione benefica.

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come costruire un hotel per insettiDobbiamo provare a pensare al nostro orto-giardino come ad un microcosmo di biodiversità. Dove ogni pianta e ogni animale giuoca un ruolo fondamentale e contribuisce a creare un equilibrio, grazie al quale tutti gli esseri viventi che lo abitano stanno bene e in salute. Noi in primis.

Per questo è importante che il nostro orto sia ricco di piante di ogni genere e popolato da moltissimi insetti utili, che si occupano dell’impollinazione e di contrastare la presenza di afidi e parassiti dannosi. Non esistono solo le api del miele, indispensabili, ma la cui organizzazione necessita di grandi e appositi spazi, ma anche api solitarie, bombi, coccinelle, crisopidi e sirfidi abilissimi predatori per i parassiti delle nostre colture.

Gli insetti sono anche dei grandi riciclatori, perché svolgono un ruolo importante nel decomporre sterco, legno in decomposizione e quasi ogni altro materiale organico. Infine sono cibo per molti vertebrati, come gli uccelli, che senza la presenza di insetti non avrebbero di cosa mangiare. E’ il grande cerchio della vita a cui anche noi apparteniamo, che non dobbiamo spezzare ma rispettare.

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come coltivare il nespolo germanicaPovera nespola! Così modesta e così dimenticata! La nespola nonostante il suo aspetto poco appariscente e discreto, un tempo era conosciuta da tutti i contadini per le sue proprietà curative, ricca di vitamine e di polpa buona per fare marmellate e gelatine, torte e crostate. Con i noccioli si può fare anche il ‘nespolino’, un liquore digestivo e amabile, ma attenzione a non rompere i noccioli perché il loro midollo contiene sostanze tossiche.

Eccoci dunque nuovamente di fronte ad una pianta dimenticata: un pò come il fico d’India, l’azzeruolo,  il mirto o il corniolo. Quando parliamo di nespole occorre fare una distinzione tra le due varietà coltivate in Italia: il nespolo germanico (Mespilis germanica) e il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica) di cui abbiamo già ampiamente parlato. Il primo è stato introdotto in Italia da almeno 2000 anni, il secondo da appena due secoli. Anche per diritto di anzianità ci sembra doveroso adesso parlare del nespolo germanico.

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