Se siete tipi curiosi e vi piace coltivare nell’orto o sul balcone qualche pianta inusuale potete provare il sesamo. Sebbene sia diventato di uso comune in cucina è piuttosto difficile che qualcuno decida di coltivarlo. I suoi semi sono ricchi di calcio e omega 3 e 6, per questo sono raccomandati a chi soffre di osteoporosi o malattie cardiocircolatorie. Il suo uso risale ai tempi degli antichi egizi, che come sempre la sapevano lunga in fatto di piante: ne avevano una profonda conoscenza e sapevano trarne i migliori benefici.

Il sesamo viene coltivato nei paesi caldi perché richiede temperature piuttosto elevate, ma la facile coltivazione e il ciclo di vita veloce ci consente di coltivarlo anche da noi durante i mesi estivi.

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Il motto potrebbe essere ‘Insieme è meglio’. Non dobbiamo avere timore di mixare le varietà di fiori, ortaggi e aromatiche. Le piante se ben abbinate creano sinergie inaspettate: si difendono le une con le altre, si ombreggiano e ciascuna arricchisce la terra a modo suo. Si creano alleanze sotterranee tra le radici e collaborazioni a cielo aperto tra foglie, fiori e frutti .

Le piante in vaso necessitano ancora di più di buone consociazioni, perché sono sottoposte a condizioni climatiche e ambientali più difficili. Lo spazio e la terra a loro disposizione è minore e sul balcone il freddo è più freddo e il caldo è più caldo. Le condizioni sono estreme.

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Oggi vi faccio un regalo. Un dono prezioso come il messaggio che trasmette: la sostenibilità. Perché di questo parla il libro “Getta un seme” di cui oggi, grazie ad un editore generoso e ‘illuminato’, l’Associazione Nazionale Nuove Direzioni, posso trasmettervi il link da scaricare gratuitamente , così tutti potete averlo sulla scrivania del vostro computer per consultarlo a vostro piacimento.

“Sostenibilità è una parola vuota o troppo ricca di significati?”. E’ la domanda con cui inizia il libro. Certamente è abusata e per questo svuotata del suo reale significato.  Questo testo cerca di scavare nel concreto e nel vissuto di questa parola, per restituirgli peso e valore.

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C’è un orto per tutti e per tutto. Orti produttivi, orti sociali, orti didattici, orti terapeutici, orti familiari, orti estremi. E chi più ne ha più ne metta. E poi ci sono gli orti fatti per durare un giorno. Quelli che servono per trasmettere un messaggio, che si fanno per esprimere un pensiero e la propria creatività, che si fanno con gli amici divertendosi.

E’ successo a Camaiore alla manifestazione ‘E la via dell’Orto’, dove per due giorni l’orto è stato al centro di dibattiti e incontri. E tra le molte iniziative era stato indetto proprio un concorso per orti creativi.

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Sono andata recentemente alla Festa degli Orti nella bellissima cornice di Casa Lajolo a Piossasco in Piemonte. E’ stata davvero una gradevole sorpresa, perché è una festa insolita, meno chiassosa di quelle a cui siamo abituati partecipare, più intima e tranquilla. Dove anche le istruzioni su come si coltiva l’orto vengono dette ‘sottovoce’. Una festa a metà strada tra coltura e cultura. Dove si parla di erbe, ma se ne espone anche delle bellissime foto. Dove si parla di natura, ma se ne ascolta anche la musica.

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