E’ l’arancio amaro (Citrus aurantium) l’agrume più rustico e facile da coltivare. Ho tre piante in giardino che sono sopravvissute a tutto: alla mia disattenzione, alle estati torride e alle gelate tardive e intense. Dopo il gelo ho dovuto tagliere drasticamente tutti i rami secchi, ma poi la vegetazione è ripartita rigogliosa come se niente fosse stato.

Possiamo coltivarlo sia nell’orto, in un angolo ben esposto, o sul terrazzo, in un bel vaso capiente. E’ un alberello molto decorativo, con foglie lucide e sempreverdi, fiori profumatissimi e frutti arancio, che illuminano il giardino anche durante le stagioni più grigie.  Le arance, è vero, sono amare, ma possono essere utilizzate per preparare ottime marmellate, per fare scorze candite e per fare meravigliose decorazioni natalizie. I fiori, oltre che profumare tutto il giardino, hanno proprietà benefiche a non finire, e potremo impiegarli per preparare tisane che alleviano il mal di stomaco e conciliano il sonno.

Conosciuto anche come melangolo e melarancio, l’arancio amaro è un albero antico che proviene dall’Estremo Oriente e viene coltivato da tempo immemorabile. E’ coltivato soprattutto per l’estrazioni degli oli essenziali e di altre sostanze aromatiche presenti nelle foglie, nei fiori e nei frutti. La cosiddetta essenza di zagara proviene dai sui fiori e viene chiamata anche ‘neroli’, perché nel 1600, la duchessa Anna Maria di Neroli, ne faceva largo uso per profumare i suoi guanti e i suoi bagni. Anche dalle sue foglie si estrae un importante olio essenziale: l’essenza di ‘petitgrain’, ottimo tonificante usato per addolcire il nostro cuore, per eliminare la tristezza e la delusione. Credo proprio che dovremo regalarlo a vagoni questo Natale! 🙂

La buccia dell’arancio amaro è un eccellente digestivo, ma anche un buon aperitivo perché risveglia l’appetito. Allo stesso tempo stimola la secrezione dei succhi gastrici e della bile, migliorando la digestione degli alimenti. Nel Medioevo era molto utilizzato in cucina e veniva spesso abbinato alle carni di maiale. Nell’Italia centrale, nella stagione dell’olio nuovo, si facevano ‘bruschette abbinate al succo amarognolo di questo arancio. Un’usanza oggi impossibile, perché l’olio viene prodotto molto presto e l’arancio amaro è sempre meno coltivato.

 

 

Consigli sulla coltivazione

Acquisto in inverno – Se acquistiamo l’arancio amaro durante l’inverno, evitiamo di metterlo in casa, perché soffrirebbe il caldo eccessivo e la mancanza di aria fresca. Scegliamo invece un angolo ben riparato ed esposto a sud del balcone o del giardino. Bagniamo il terriccio soltanto quando non c’è pericolo di gelate.

Impianto in vaso – Se vogliamo rinvasare il nostro arancio aspettiamo l’arrivo della primavera. Scegliamo un vaso di terracotta leggermente più grande dell’attuale, poniamo sul fondo dei cocci o del materiale drenante, come lapillo o argilla espansa e riempiamo gli spazi vuoti con del terriccio specifico per agrumi. Annaffiamo solo quando il terriccio è asciutto e lasciamo che cresca senza disturbarlo.

Impianto in giardino – Scaviamo una buca molto più grande del nostro vaso. Sul fondo mettiamo dei piccoli sassi o anche in questo caso del lapillo o dell’argilla espansa. Posizioniamo la zolla del nostro arancio dentro la buca, lasciando scoperto il colletto, e riempiamo con il terriccio per agrumi. Pressiamo bene e annaffiamo. L’arancio amaro non avrà bisogno di cure, ricordiamoci però di annaffiarlo con costanza nei primi due anni di vita, soprattutto in estate. In autunno arricchiamo la terra con dei lupini secchi tritati o con del concime organico biologico. 

CuriositàEsiste una varietà estremamente decorativa di arancio amaro, la Foliis variegatis. Ha foglie variegate con margini gialli e il frutto striato di verde. Vi assicuro che è bellissimo da tenere in giardino!

Sulla coltivazione degli agrumi abbiamo scritto molto, vi consigliamo di leggere: gli agrumi che resistono al freddo e come coltivare gli agrumi in vaso.

8 commenti
  1. Luigia
    Luigia dice:

    Ciao,
    Anni or sono, abbiamo piantato su una riva a sud e ben riparata, un vecchio limone. Per anni non ha prodotto nulla, ora, all’iprovviso, si è riempita di aranci molto aspri e con la buccia molto grossa.
    Vorrei sapere, se è possibile, che sia stata usata, a suo tempo, una pianta di arancio amaro per  inserire l’innesto di un limone, quindi, morto il limone, è tornata al suo stato selvatico di arancio amaro.

    Ringrazio per la risposta.

    (Luigia Civati)

    Rispondi
    • Stefano Pissi
      Stefano Pissi dice:

      Ciao Luigia,
      Certamente è andata come dici te. L’arancio amaro è fra i portainnesto più utilizzati per la coltivazione degli agrumi in genere. Direi che se la pianta di arancio amaro è ormai sviluppata tanto di godersela a pieno…fra l’altro i frutti sono ottimi per diverse ricette medioevali, compresa la marmellata.
      Salute e buon orto.

      Rispondi
  2. Stefano
    Stefano dice:

    Grazie per la descrizione ,è molto interessante.
    Avevo raccolto semi di melangolo in Andalusia, da cui 4 anni fa è spuntato un alberello in vaso, che ora è alto circa un metro e mezzo, le foglie sono profumatissime.
    Ora mi chiedo, è possibile che fiorisca prima o poi, oppure non è possibile senza innesto?
    (Stefano)

    Rispondi
    • Stefano Pissi
      Stefano Pissi dice:

      Ciao Stefano,
      le piante coltivate da seme hanno un fascino tutto particolare!
      Certo che fiorisce, se le condizioni climatiche sono favorevoli, farà fiori tipici dell’arancio amaro e frutti a seguire.
      Certamente non ti mancheranno le spine.
      Salute e buon orto.

      Rispondi
  3. Grazia
    Grazia dice:

    Buongiorno,
    vi pongo questo quesito: avevo un alberello, in vaso, di chinotto, è durato circa tre anni poi i rami poco a poco si sono seccati fino a morire completamente.
    Ero pronta a buttare via tutto quando mi sono accorta che il tronchetto che portava l’innesto ha iniziato a germogliare.
    Ora ha 4/5 rami per una altezza complessiva di un metro circa, le foglie sono quelle di un arancio amaro, molto profumate. Posso continuare a tenerlo in vaso? Come posso farlo crescere al meglio? Grazie,
    (Grazia).

    Rispondi
    • Stefano Pissi
      Stefano Pissi dice:

      Ciao Grazia,
      Bellissimo agrume il Chinotto, foglie piccole simili a quelle del mirto!
      Hai fatto bene ad aspettare a gettare la pianta, infatti il suo portainnesto di arancio amaro ha dato segni di vita in tempo, premiando la tua pazienza e fiducia. A questo punto puoi fare due cose: 1, continuare ad allevare l’arancio amaro in vaso 2, sfruttare l’arancio amaro come portainnesto per riprodurre un altro agrume, magari anche il chinotto.
      In particolare se continui ad allevare l’arancio amaro in vaso vedrai che la sua vigoria di crescita ti imporrà operazioni di rinvaso e potature più frequenti (rispetto al chinotto) pianta più modesta nell’accrescimento, molto apprezzata infatt da chi coltiva bonsai proprio per questa sua caratteristica.
      In compenso però l’arancio amaro ha meno esigenze di essere ricoverato d’inverno perché resiste al freddo meglio di altri agrumi.
      Salute e buon orto.

      Rispondi
    • Stefano Pissi
      Stefano Pissi dice:

      Ciao Gigi,
      per l’acquisto piante suggerisco sempre di rivolgersi ad un vivaio/Garden di fiducia…quello più vicino al giardino, futura dimora dell’arancio. In che zona siamo?
      Altrimenti facendo per te una ricerca on line di vivaisti specializzati ho trovato subito quest’azienda che pur non conoscendo di persona mi pare professionale: http://www.savinivivai.it
      Tienici aggiornati!
      Salute e buon orto.

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2021 Bonduelle InOrto