Come imparare dagli errori commessi nell’orto in estate

Come imparare dagli errori commessi nell’orto in estate

Ed eccomi qui dopo la pausa estiva a meditare sugli errori commessi nell’orto. Perché mi sono presa una vacanza, ovviamente non dall’orto, ma dal computer!

Dall’orto invece è impossibile prendersi una pausa:  gli ortaggi reclamano continuamente la nostra attenzione, non fosse altro che per la necessità di acqua che questa estate è mancata a lungo, troppo a lungo: mesi e mesi senza pioggia. Per quanto quasi tutte le aiuole dell’orto avessero l’impianto a goccia (cosa a mio avviso indispensabile) nei momenti di massima calura dovevo integrare acqua alle piante assetate.

Errori d’irrigazione

Con l’irrigazione ho commesso svariati errori. La mia ‘mania’ di mixare tutti gli ortaggi, perché sono più belli e perché spesso nella loro diversità si aiutano a vicenda, mi ha portato a coltivare insieme ortaggi con differenti esigenze idriche, per cui quando i pomodori giunti a maturazione non necessitavano più di acqua, i peperoni, le melanzane, piuttosto che le carote, i cavoli o i finocchi, ne avevano ancora bisogno, eccome!!! Ma il mio impianto idrico è unico per tutte le aiuole della fila. Morale dovrò rivedere l’impianto sia degli ortaggi che d’irrigazione, ma soprattutto dovrò pacciamare di più: le aiuole rimaste con la terra nuda, oltre a richiedere una sarchiatura frequente, a fine estate con la siccità che c’è stata hanno la consistenza del cemento.

Scelte varietali sbagliate

Altro errore è stato quello di seminare troppi pomodori gialli. Su questo sono parzialmente perdonabile, perché avendo ricevuto in dono da amici molti semi sconosciuti li ho voluti provare tutti, un po’ per curiosità e un po’ perché non aveva senso procurarmi altri semi se ne avevo già così tanti in casa. Risultato sono cresciuti tutti baldanzosi e in salute, ma molti erano gialli e molto, molto,  produttivi: i ‘Banana Legs’, gli ‘Indian Moon’, gli ‘Old Ivory Eggs’ e i ‘Garden Peach’. Sono invece di color arancio gli ‘Hazel Mae’. Hanno tutti un ottimo sapore, ma spesso risultano piuttosto acquosi e in insalata, eccetto gli ‘Hazel Mae’, rendono meno. Ma grazie alla loro esuberanza ho potuto sperimentare delle nuove ricette, come il ‘Gazpacho con pomodori gialli’ e la ‘Pomarola gialla’, ambedue più dolci e delicate della versione in ‘rosso’, ma comunque deliziose.

Questa estate ho inoltre capito che da me i fagiolini rampicanti sono più adatti di quelli a cespuglio: rendono molto di più e stanno decisamente meglio. Sono bastate otto piante di rampicanti per avere un raccolto soddisfacente e a tratti fin troppo abbondante, mentre quelli a cespuglio, nella stessa quantità, hanno avuto una resa mediocre e sembravano sempre stentare.

Errori d’impianto

Ma la vera delusione sono state le zucchine: poche e piccole. Meno male c’erano i fiori fritti a riempire la padella! Gli errori in questo caso, (ahimè) sono stati plurimi. Ne avevo sei piante e nessuna è stata coltivata in modo adeguato. Le prime tre le ho trapiantate troppo presto, quando la stagione non si era ancora stabilizzata e hanno sofferto il maltempo iniziale. Le altre tre sono state relegate in un posto infelice, su una proda improvvisata e con la terra non fertile, tanto per sperimentare. E l’esperimento non è riuscito. Ma la cosa più stupida l’ho fatta mettendo tutte zucchine della stessa varietà, così non saprò mai se altri tipi avrebbero reagito in modo diverso.

Ultimo errore, veramente da pivella, l’ho commesso con i peperoni. Ad orto già pronto, sapendo che mio marito adora i ‘friggitelli’, ho creato dello spazio togliendo gli ultimi scalogni, non considerando che nella aiuole vicine c’erano altre varietà di peperoni. Risultato si sono ibridati in un batter d’occhio e solo i primi friggitellli sono cresciuti con la classica forma allungata, poi hanno assunto le forme più disparate. Tutti i peperoni dell’orto si sono poi comportati in egual modo: inizialmente di forma e colore regolare e poi irregolarmente deformati. Nel migliore dei casi sembravano dei ‘quadrotti accortocciati’. La cosa incredibile è che sapevo di commettere un errore, ma per qualche motivo ho pensato: “non succederà!”

Non perdersi d’animo e imparare dagli errori commessi

L’importante è non perdersi d’animo e trarre il meglio dalle esperienze inaspettate. In fin dei conti anche i friggiteli dalla forma strana avevamo un ottimo sapore saltati in padella e sono riuscita addirittura a farli ripieni di ‘panzanella’. Per fortuna per preparare sughi di verdure e ratatouille i peperoni vanno tagliati a fettine!

Nonostante gli errori l’orto anche quest’anno mi ha regalato comunque molte soddisfazioni, riempiendo di colori e sapori sorprendenti le ceste e la dispensa (cetrioli, melanzane, sedani, bietole verdi e colorate, radicchi e insalate, fagiolini e pomodori in varietà). Ho avuto per tutta l’estate verdure sane e genuine da portare a tavola e regalare agli amici. Cosa chiedere di più?

Purtroppo quando facciamo il sunto di una esperienza si raccoglie quanto di bello e di buono abbiamo seminato, ma se ne vedono anche i limiti e i difetti. E nell’orto tutto questo significa ‘imparare dai propri errori’, senza questa analisi resteremmo fermi sui nostri sbagli e l’orto avrebbe fallito in uno dei suoi compiti fondamentali: insegnarci che nella vita ‘sbagliando s’impara’ e che è nostro dovere non perdere il coraggio e provare a migliorare.

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