Semina rape e cime di rapa: quando seminare e tecnica a spaglio

Quando si seminano le rape: periodo ideale e calendario di coltivazione

Il periodo migliore in base alla varietà

La rapa (Brassica rapa) è un ortaggio da radice poco esigente, che cresce con poco nutrimento, ma non sopporta il caldo e la siccità. Si tratta di una coltura tipicamente autunno-invernale, con semina dalla tarda estate a tutto settembre, ma viene anche coltivata in primavera. Alcune varietà si prestano meglio alla coltura primaverile, altre a quella autunnale.

Si può scegliere la rapa della varietà Bianca Lodigiana, che forma una bella radice tonda, candida e dolce, è un po’ sensibile alla siccità, e si presta sia alle semine primaverili che a quelle autunnali. Oppure la rapa di Milano colletto rosa, dalla forma appiattita e adatta a essere seminata in primavera o in autunno avanzato. Resiste bene al freddo anche la varietà ‘Di Nancy’. Se invece ne cercate una precoce (si raccoglie in 35-50 giorni) scegliete la rapa ‘Market express’, tutta bianca, piccola, dalla polpa croccante e zuccherina e si può seminare in tutte le stagioni.

Semina autunnale, invernale e primaverile

Come abbiamo detto la semina delle rape può essere prevista sia a marzo-aprile, sia in estate fino a settembre-ottobre. Si effettua a spaglio o a file, ponendo il seme a una profondità di circa1 cm. Con la semina a file, lasciamo 30 cm tra una fila e l’altra. Sarà poi importante diradare, lasciando una rapa ogni 10-15 cm. Per le varietà molto precoci si possono ridurre maggiormente le distanze. Se le condizioni climatiche sono ottimali (temperatura ideale 15-18°mentre la minima è 5-7°) le rape germogliano in circa 7 giorni.

La semina autunnale si realizza già da settembre, quando le temperature scendono. La pianta ama svilupparsi con temperature miti, tra i 15°C e i 20°C come intervallo ottimale.

Nel pieno dell’inverno non conviene seminare, a meno che non si viva al sud, perché la temperatura minima di germinazione della rapa è di 5°C. Questo certamente è un limite con cui la nascita sarebbe comunque molto lenta, mentre già con qualche grado in più si velocizzerebbe. Conviene quindi attendere almeno la fine dell’inverno (marzo) anticipando a febbraio al sud o se si ha una serra

Rape nell’orto - Inorto
Rape nell’orto - Inorto

Quanto tempo serve dalla semina alla raccolta

Dalla semina alla raccolta passa un tempo in giorni che dipende dalla varietà seminata, e ovviamente anche dall’annata. Si spazia da oltre un mese fino ai 3 mesi

Ad esempio, la rapa di Milano a colletto rosa ha un ciclo precoce, mentre quella Tonda a colletto viola è più tardiva. Anche se le due varietà si assomigliano un po’ a colpo d’occhio, ci sono delle differenze di precocità. L’ideale è provare diverse file con distinte varietà, in modo da assicurarci raccolti più a lungo. Anche la Rapa Bianca Lodigiana può impiegare un tempo di poco oltre un mese perché è una varietà medio-tardiva. Teniamo conto che, mentre per le produzioni primaverili dovremo raccogliere tempestivamente per non far sciupare le piante col calore in aumento, in autunno possiamo anche permetterci di raccogliere al bisogno le rape, terminando la raccolta anche in inverno. La rapa infatti resiste anche fino a -10°C!

Periodo di semina delle rape al Nord, Centro e Sud Italia

A sud possiamo iniziare a seminare a febbraio e poi, per le coltivazioni autunnali, attendere settembre inoltrato quando il calore estivo se ne è andato. Al nord posticipiamo le semine primaverili ma possiamo anticipare quelle autunnali già ad agosto, se rinfresca, mentre al centro sceglieremo una via di mezzo.

Semina delle cime di rapa a spaglio: come farla correttamente

La semina delle cime di rapa a spaglio, rispetto alla semina a file, offre il vantaggio di ottimizzare la superficie e sfruttare tutto lo spazio. Ma per evitare il rischio di una coltivazione troppo fitta, con piante che si ammalano, è importante non usare una quantità troppo grande di semi. Le piantine dovrebbero crescere con sufficiente spazio, e in ogni caso è utile il diradamento.

Come distribuire i semi in modo uniforme

Ecco come possiamo procedere per una buona semina a spaglio:

  • Preparare il terreno: il terreno va lavorato, affinato e livellato accuratamente con il rastrello.
  • Prendere i semi, tondi e abbastanza piccoli, a pizzichi molto leggeri e mai a manciate;
  • Spargere i semi con delicatezza osservando dove cadono. Ci vuole un pochino di pazienza per metterli su tutta la superficie, ma possiamo aiutarci anche con dei piccoli attrezzi dosatori.

A questo punto ci sono due diverse tecniche:

  • Bagnare lo spazio con annaffiatoio munito di doccia e poi spargere del terriccio sopra tutto lo spazio seminato. In questo modo i semi restano dove sono;
  • Rastrellare molto superficialmente la terra con i semi distribuiti, in modo che si interrino un po’ genericamente e uniformemente ma un po’ a caso, nel senso che ci saranno sempre aree dove si concentrano più semi e aree con meno semi. Tuttavia su ampie superfici la tecnica 1 diventa un po’ complessa da praticare e si opta quasi sempre per la 2. Con questa seconda tecnica, si annaffia dopo la rastrellatura.

Quanto interrare i semi

I semi delle rape e delle cime di rapa vanno interrati poco, al massimo 1 centimetro se il suolo è sabbioso e anche meno nel caso di terreno argilloso. Profondità maggiori ostacolo la nascita della piantina perché il seme non ha abbastanza riserve per un “cammino” così lungo fino in superficie.

Come coltivare le rape dopo la semina

Esposizione e tipo di terreno

La rapa cresce bene al sole ma anche in mezz’ombra. Alla semina, qualche sia il periodo, il terreno deve essere preparato accuratamente: lavorato e ammendato con compost o letame. Se il terreno è ricco di scheletro, termine che nel gergo agricolo si riferisce ai sassi, la crescita della radice sarà stentata. Per coltivazioni su piccoli spazi conviene provare ad eliminare la maggior quantità di sassi possibile.

Il terreno ideale è sciolto, neutro o leggermente acido e moderatamente ricco di sostanza organica matura. Bisogna evitare di mettere letame ancora fresco o compost ancora non maturo, perché danneggerebbero le radici.

Se si ha un terreno argilloso conviene organizzarlo in aiuole rialzate. Questa tecnica si chiama baulatura ed è molto efficace per ridurre i rischi di eccessi idrici negli spazi coltivati.

Irrigazione e concimazione

Se c’è una cosa di cui la rapa non può fare a meno è l’acqua: diamogliene in abbondanza in fase germinativa e manteniamo le irrigazioni normali e costanti in seguito. Le rape, in condizioni di siccità, oltre a diventare dure e fibrose, tendono ad andare subito a seme.

Quanto alla concimazione di solito alle rape bastano anche gli avanzi delle colture precedenti, se erano state ben nutrite. Altrimenti distribuiamo prima della semina dello stallatico.

Protezione da insetti e malattie

Tra i parassiti più insidiosi a carico della rapa vi è l’altica, piccolo coleottero nero che salta, e che è responsabile dei tanti forellini che possiamo scorgere sulle foglie della rapa. L’insetto attacca anche le altre Brassicacee e in particolare rucola, ravanello e cavolo cinese.

Un trucco anti-altica è la copertura dell’aiuola seminata con tessuto non tessuto: questo materiale è traspirante ma impedisce l’ingresso degli insetti, a patto che sia ben fissato a terra. Questa accortezza può prevenire anche gli attacchi della rapaiola, altro insetto dannoso allo stadio di bruchino verde.

Un altro problema comune è legato al ristagno idrico, che causa marciumi alla radice, pertanto come sempre bisogna curare il drenaggio del terreno come forma preventiva.

Coltivare le rape in vaso: consigli per balcone e orto domestico

Le rape e le cime di rapa possono crescere anche sul balcone o nei cortili in vasi, cassoni e contenitori di recupero, purché della capienza giusta.

Scelta del contenitore

Scegliamo contenitori ampi e profondi almeno 20 cm per le cime di rapa e anche 30 nel caso delle rape, in modo da assicurare abbastanza terra alle radici. Oltre ai classici vasi e fioriere, vanno bene anche le cassette della frutta recuperate, purché non siano quelle più basse, così come altri recipienti fantasiosi o di design purché rispettino i requisiti.

Terriccio e irrigazione

Il terriccio deve essere soffice e pulito, meglio se non troppo ricco di materiali fibrosi ancora indecomposti, come spesso troviamo nei terricci universali. Meglio optare per terriccio adatti alle semine, molto più fini e drenanti. Possiamo arricchirlo con stallatico, ma solo a piccole manciate.

Raccolta delle foglie e delle radici

Le rape si estraggono dal terreno afferrando il fogliame alla base del colletto, mentre per togliere dal terreno quelle destinate ad una conservazione più lunga, utilizzeremo una vanga e poi le lasceremo asciugare sul campo per un giorno (se il sole ci aiuta).

Da un metro quadrato possiamo anche raccogliere oltre 3 kg di rape, non male come produzione!

La rapa è totalmente commestibile: sia la radice, che le foglie tenere e fresche consumate in insalate o utilizzate per arricchire i minestroni di sali minerali.

Le cime di rapa invece si raccolgono tagliando lo stelo come si fa con le bietole o altri ortaggi da foglia: non limitiamoci ad apprezzare solo i broccoletti ma usiamo anche gambi e fogliame.

Rape nell’orto - Inorto
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COMMENTI
10 commenti
  1. vincenzo
    vincenzo dice:

    Buona sera vorrei sapere che tipo di terriccio si usa per la germinazione delle piantine da orto.
    Quelle piantine che producono i vivaisti nel polistirolo! Grazie fatemi sapere

    Rispondi
      • Stefano Pissi
        Stefano Pissi dice:

        Ciao Piero,
        quando la testa della rapa spunta dalla terra, come la cipolla del resto, significa che è già pronta alla raccolta, quando ovviamente vedi che smette d’ingrossare; quindi ti dico che secondo me non necessita di essere rincalzata.
        Salute e buon orto.

        Rispondi
  2. Clara
    Clara dice:

    Salve,
    vorrei un’informazione sulle rape anche se credo di essere l’unica persona che fa una domanda del genere.
    Per sbaglio mio marito compra una rapa bianca che,non sapendola cucinare è rimasta
    in casa qualche giorno ed ha iniziato a germogliare.
    Ora la rapa non si mangia più e la sto tenendo in casa non ancora piantata ma sopra un barattolo di vetro con sotto dell’acqua che non le va
    assolutamente a contatto, ma evaporando le dà da bere e sta facendo anche le radici!!!
    Vorrei sapere se la posso mettere a dimora in un vaso magari sul balcone con della terra, (abito in Piemonte) e quanto vivono le rape se non vengono raccolte per essere mangiate?
    Grazie.
    (Clara – Piemonte)

    Rispondi
    • Stefano Pissi
      Stefano Pissi dice:

      Ciao Clara,
      che storia simpatica la tua…e che bella la vita, anche quando si esprime in una sola rapa che germina!
      Certo che la puoi mettere nel vaso con la terra e tienila pure fuori, sul terrazzo e vedrai che, oltre a crescere e sviluppare le foglie, in primavera ti farà anche dei bei fiorellini gialli dall’odore molto dolce che ricorda il miele. Poi, dopo i fiori, si svilupperanno dei minuscoli baccellini – i frutti – dentro i quali potrai prendere i semi, piccoli e neri che, seminati in terra, daranno vita ad altre piantine e così via per quanto vorrai…la storia infinita della rapa…
      Salute e buon orto!

      Rispondi
  3. cinzia
    cinzia dice:

    Salve,
    per il primo anno stiamo provando a coltivare un piccolo orto nel giardinetto della nuova casa in cui ci siamo trasferiti.
    L’esperienza è fantastica e questo sito ci è di grande aiuto ma, spesso abbiamo dei dubbi forse un po’ ingenui. .. ed ecco la mia domanda:
    la rapa produce anche i broccoli o cime di rapa oppure si tratta di due piante differenti?
    Grazie
    (Cinzia)

    Rispondi
    • Stefano Pissi
      Stefano Pissi dice:

      Ciao Cinzia,
      quando un orto nasce noi siamo sempre felici…anche se piccolo, anche se…ingenuo, come dici te!
      Le tipologie di rapa che si possono coltivare nell’orto sono fondamentalmente 3: Rapa da foglia, rapa da radice e rapa da broccolo…ovvero le piante selezionate per la produzione della tipica infiorescenza, chiamata proprio: Cima di rapa.
      Salute e buon orto.

      Rispondi
    • Stefano Pissi
      Stefano Pissi dice:

      Ciao Stefy,
      La coltivazione delle rape, solitamente, inizia dalla semina. Quando tanti piccoli semi crescono a contatto fra loro nascono tante foglie verdi e poi, successivamente, iniziano a svilupparsi le radici tonde tipiche della rapa. Per avere di queste pezzature soddisfacenti bisogna che tu diradi un po’ la tua semina estirpando alcune piantine che crescono fra di loro troppo vicine…Inatnto quelle foglioline verdi che derivano dal diradamento sono già per te un piccolo raccolto da utilizzare in cucina.
      Salute e buon orto.

      Rispondi

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