I germogli e le loro virtù protagonisti di una storia di emergenza alimentare

Un biologo ed esperto contadino ci parla di tutte le qualità dei germogli e ci racconta una storia in cui si sono dimostrati preziosi alleati in un momento di emergenza alimentare

Cosa sono i germogli

Tutte le proprietà dei germogli

Oggi parliamo di germogli. Giancarlo Righini, biologo ed esperto contadino, ce li presenta così: “La storia dei germogli da un punto di vista scientifico inizia nel 1975, col primo studio sistematico dove si mettevano in evidenza gli straordinari cambiamenti che avvengono nelle sostanze contenute all’interno dei semi. Il germoglio migliora la composizione organolettica rispetto al punto di partenza, ovvero del seme. La vitamina C nel frumento aumenta del 600%. Tutte le vitamine del gruppo B aumentato in percentuali che vanno dal 50% al 100% e la vitamina B12, assente nella maggior parte dei semi è presente in quantità soddisfacente nei germogli. Il germoglio si configura così come uno straordinario laboratorio chimico che produce vitamine in elevate quantità. In esso i minerali sono più facilmente assimilabili e le sostanze più digeribili”.

Questa descrizione è sufficiente per fare comprendere a tutti che i germogli vantano le medesime componenti nutritive dell’ortaggio a cui daranno vita, ma in misura decisamente maggiore e concentrata. E che aggiungere una semplice manciata di germogli alle proprie preparazioni rappresenta un ottimo modo per fare scorta di minerali, vitamine e altre sostanze nutritive.

Germogli proprietà alimentare

La storia di un disastro

Tuttavia la storia che adesso vorrei raccontarvi dà ai germogli una dimensione meno scientifica e più ‘umana’. Una storia che ha come protagonisti ancora Giancarlo e suoi germogli. Una storia che viene dal lontano 26 aprile 1986, giorno in cui smise di funzionare il reattore numero 4 nella centrale nucleare di Chernobyl nell’allora Unione Sovietica, oggi Ucraina.

A quel tempo Giancarlo e Roberta avevano due bimbi, Michele di 8 anni e Sandro di 6 mesi, e vivevano in una piccola fattoria. La notizia che le radiazioni nucleari, spinte dalle correnti e dai venti, avrebbero percorso pianure e valicato montagne per giungere fin da noi, e che infine attraverso le piogge o la sola esposizione all’aria avrebbero contaminato le nostre terre, i nostri campi e il nostro cibo, creò un allarme mai avvertito prima. La nostra impotenza era totale potevamo soltanto trovare dei rimedi e correre ai ripari. La nube tossica arrivò in Italia nella notte tra il 29 e il 30 di aprile.

La frutta, la verdura, ma anche l’erba avrebbe subito delle alterazioni imprevedibili e di conseguenza anche gli animali che di questa si nutrivano avrebbero dato carne, formaggi e latte tossici. Insomma il panico si impadronì presto del nostro Paese e di tutti i suoi abitanti. L’unica alternativa sicura sarebbero stati i prodotti confezionati che iniziarono subito a scarseggiare. E i soggetti più in pericolo sarebbero stati proprio i bambini piccoli il cui nutrimento principale è il latte.

I germogli salvifica risorsa

Giancarlo attivò la sua mente, attinse dalle sue conoscenze e mise in moto la sua fantasia, perché senza l’immaginazione la nostra tecnica sarebbe nulla e conterebbe ben poco. E memore di ciò che aveva letto in un piccolo manuale sui germogli, mise a punto un piano di emergenza familiare per produrre latte buono e sano per il piccolo Sandro.

Nel manuale aveva letto che i germogli erano in grado di produrre vitamine in quantità esorbitanti e che questi potevano essere usati anche come nutrimento per gli animali domestici, perché il fieno in cascina non sarebbe stato sufficiente a sfamarli tutti.

Uno più uno per Giancarlo fece due. Germogli + mucche = latte e il piccolo Sandro avrebbe avuto il biberon pieno di ottima ‘pappa’.

Prese tutti i chicchi di grano che aveva a disposizione e li mise su delle grandi reti, iniziò ad annaffiarli e in breve tempo ebbe dei saporiti germogli con cui nutrire le mucche da latte. Gli animali gradirono moltissimo il nuovo alimento e contraccambiarono felici con del buon latte. Presto gli indici di radioattività tornarono a calare e le mucche tornarono al pascolo, ma quell’esperienza Giancarlo e Roberta la ricordano ancora oggi. E quando l’altro giorno l’hanno raccontata per parlare dell’efficacia e l’importanza dei germogli molti dei presenti si sono commossi.

Purtroppo le mie storie hanno sempre una morale, indigesta per chi mal la sopporta. Fermatevi qui se non la volete sentire perché quella di oggi è questa: non allontaniamoci dalla terra, dai suoi frutti e da ciò che lei ci dona per vivere. Ergersi quali padroni del mondo in grado di sapere maneggiare e destreggiare le leggi della natura ci rende giocolieri maldestri e incapaci, che hanno solo la presunzione di essere più bravi di Dio.

Germogli storia e virtù
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