Vecchie taniche, bottiglie di plastica, ma anche semplici sacchetti trasformati, con un po’ di fantasia, in oggetti insoliti. Il gioco del riciclo ultimamente è molto di moda e spesso ai bambini viene proposto di riconvertire in giochi rifiuti inquinanti difficilmente degradabili, ma riciclabili.
In questa occasione gli stessi rifiuti sono stati utilizzati per accogliere giovani piantine e farne un piccolo orto, forse di breve durata, ma di poca spesa e grande effetto. Ed ecco che dai sacchetti di plastica spuntano fiori, bottiglie colorate diventano piccoli vasetti da appendere, e vecchi flaconi e contenitori accolgono insalatine.

Renetta Grigia di Torriana, Diacciata, Limoncella, Calvilla Bianca, Rosa in Pietra, Muso di Bue…Sembra una filastrocca, invece sono solo alcune delle moltissime di varietà di mela che non conosciamo o abbiamo sentito soltanto nominare, ma che difficilmente avremo modo di assaggiare. Il motivo è che “purtroppo negli ultimi decenni…della nostra straordinaria coltivazione di mele è rimasto ben poco, se si pensa che il 77% dell’attuale produzione in Italia è basata soltanto su tre gruppi di varietà”.
Bastano delle melanzane, dei finocchi con il ciuffo, zucchine, patate, il rosso acceso dei ravanelli, carote a volontà e il gioco è fatto. Non è la ricetta di un ricco minestrone, ma gli ingredienti per un gioco da fare con i vostri bambini.
E’ la prima volta che parlo di un’iniziativa siciliana e ci tengo particolarmente a segnalarla, perché anche se tanti di noi non potranno andarci, è giusto conoscere cosa in ambito verde si sta muovendo in questa splendida isola.

“Mi sembra che sia quasi una necessità di guardare le cose vere, ma quelle più umili. Tutti possono godere di un bel panorama aperto, ma non sono molti quelli che sanno guardare per terra […] perché noi non sappiamo più vedere le bellezze piccole e umili della natura”. Questo scriveva Luciana Bora a commento della sua prima personale nell’ottobre del 1954. Allieva di Carpi, Funi e Carrà all’accademia di Brera, in tutta la sua vita di pittrice, Luciana Bora (Treviso 1926 – Milano 2007), ha sempre avuto tra i suoi soggetti prediletti gli orti.
Andando per mostre orticole si raccolgono idee e si maturano suggerimenti. Ultimamente ho trovato questa piantina di mais da pop corn e ho pensato che potesse essere un’ottima idea coltivarla insieme ai bambini. Sono così abituati a comprarli già pronti nelle multisale cinematografiche in quegli enormi bicchieroni di carta, che non escludo possano pensare ai pop corn come al frutto ‘dell’albero cinema’. E se anche qualche volta li avete preparati in padella a casa, mi sembra bello potergli mostrare da dove provengono veramente. La scuola dell’infanzia F.lli Cervi di Noverasco ha già fatto un esperimento in questo senso e ha prodotto queste immagini “
L’iconografia botanica ha origini antichissime. Già 500 anni prima di Cristo si segnalano illustrazioni di piante che avevano però l’unico scopo di rappresentare la pianta dal punto di vista esclusivamente scientifico.
Immaginiamoci Milano vista dall’alto e aguzziamo lo sguardo in cerca di tutti gli spazi dedicati agli orti: davanzali con piantine di aromatiche, bellissimi terrazzi che ospitano frutti e ortaggi, spazi abbandonati trasformati in orti condivisi ed infine periferici orti urbani. Una gigantesca ragnatela verde che dal centro si allarga verso l’esterno, creando una meravigliosa rete produttiva. E’ il verde dell’orto che si sta propagando in tutte le città e sempre più numerosi stanno diventando gli ortisti metropolitani.
“Cipollino era figlio di Cipollone e aveva 7 fratelli: Cipolletto, Cipollotto, Cipolluccio e così di seguito: gente per bene, ma sfortunata. Cosa volete, quando si nasce cipolle le lacrime sono di casa”.
