Ciao,
Sono Alessandro e vivo in Molise.
Volevo avere informazioni riguardanti la potatura di una “Calancola” d’appartamento e tutti i vari consigli. La pianta ha un anno.
Grazie.
(Alessandro – Molise)

Risposta

Ciao Alessandro,
la Calancoe, (Kalanchoe bolsfediana) è una pianta che cresce spontanea nell’Africa tropicale – Madagascar.
Ha esigenze termiche, irradiazione solare e ventilazione alte. Esige terreni ben drenati e irrigazioni non eccessive – ricorda che è una pianta a foglie e fusto succulenti. Per la potatura direi che non è così necessaria, ti puoi limitare ad eliminare le foglie che iniziano a invecchiare, quelle più in basso, lungo il fusto principale.
Salute e buon orto.

Salve,
sono un giovane ragazzo che ha intrapreso la strada dell’agricoltore, come si suol dire, la fortuna aiuta gli audaci!
Ho già delle piccole piantagioni: oliveti e agrumeti e anche un ettaro di terreno attualmente non coltivato, poter piantare qualcosa. Io vivo al sud – Italia, precisamente in Puglia, quindi di buoni prodotti ne siamo pieni! Vorrei un consiglio su quale tipo di albero piantare… Io avevo pensato ai limoni: porterebbero buona rendita secondo voi? Sono propenso a qualunque tipo di consiglio!
Grazie
(Marco – Puglia)

Risposta

Ciao Marco,
grazie per raccontarci la tua storia e passione per l’agricoltura.
La tua terra poi è vocata alla coltivazione di molte specie vegetali, hai solo l’imbarazzo della scelta. Ma volendo darti un suggerimento a noi viene in mente che potresti destinare il tuo ettaro di terra alla coltivazione del melograno: guarda pure il video che trovi linkato. Considerato che gli agrumi già li coltivi, con l’inserimento dei melograni potresti crearti una differente fonte di reddito.
Salute e buon orto!

Salve,
abito a Calusco d’Adda, provincia di Bergamo, e sono operario metalmeccanico.
Ho preso il lampone in vaso: Devo tenerlo bagnato? Non ho l’orto, è fondamentale tenerlo a casa???
Grazie.
(ABDOU FATAO BAMBORE – Calusco d’Adda – Bergamo)

Risposta

Salve,
certo che puoi coltivare il lampone in vaso – consulta pure l’articolo che trovi nel link -.
Se non hai terra a disposizione non fartene un problema.
Importente ricordarsi che sia le irrigazioni che le concimazioni è fondamentale che tu le svolga regolarmente affinchè alla pianta non manchi mai acqua e “cibo” alle sue radici.
Salute e buon orto.

Salve,
quando si effettua il rinvaso degli agrumi bisogna sempre prendere un vaso più
grande? O possiamo lasciare lo stesso vaso…lasciando quindi che la pianta rimanga
di medie dimensioni?
Grazie, ciao.
(Paolo)

Risposta

Ciao Paolo,
ottima osservazione la tua! Se non hai necessità di aumentare ne le dimensioni del vaso ne della pianta, anzi magari non hai spazio abbastanza, la soluzione che proponi tu è quella corretta e funzionante almeno per un pò di anni; dipende anche da quanta voglia ha la tua pianta di svilupparsi, ovviamente.
Per fare quello che proponi però devi ridimensionare – potare cioè – sia la chioma che le radici del tuo agrume, cambiando la terra anche se le dimensioni del vaso rimangono le stesse. Le radici in particolar modo bisogna che tu le liberi dalla terra vecchia, pettinandole con un apposito mini rastrello, e una volta che sono tutte districate le potrai ridimensionare potandole leggermente, prima di rimettere la pianta nel vaso; dove avrai ricostituito nuovo un buon drenaggio. queste le fasi operative che ti suggeriamo. In questo modo la pianta tenderà a rifare nuove radici e chioma, rinnovandosi, stando però sempre nello stesso vaso.
Per la coltivazione degli agrumi in vaso, ti suggerisco la lettura di questo articolo che trovi qui linkato.
Salute e buon orto.

Salve,
sono un dilettante del giardinaggio e non disdegno l’uso dei rimedi alternativi naturali.
Ho sentito parlare, di questo argomento in diverse occasioni e su internet la questione è assai sviluppata e molto seguita. Volendo eliminare l’uso di pesticidi chimici, ho cercato quali fossero i rimedi naturali per tale scopo.
Ho letto casualmente il vostro articolo, sfogliando google, e mi sono interessato al questione. Ho cercato di seguire i vostri suggerimenti, ma per una circostanza imprevista non sono riuscito a portare a compimento i consigli.
Ho preparato il macerato di ortica, così come consigliato dal vostro sito, ma in considerazione di essermi dovuto allontanarmi dalla mia residenza per più di un mese ho lasciato che il macerato continuasse la sua fermentazione. Al rientro ho notato che il liquido aveva perso un po’ del su volume in quanto il contenitore era rimasto all’aperto (ma chiuso con un telo) sotto le influenze metereologiche (principalmente sole, visto che abito in provincia di Trapani).
L’odore che emana il liquido è alquanto intenso e sgradevole ma la cosa, tutto sommato, è accettabile; cioè che vorrei sapere è: la concertazione che si è venuta a creare è tale da non poter più essere usata? – Se è ancora possibile usarla, in quale percentuale miscelarla con acqua per l’effetto antiparassitario? – Se volessi usare questo liquido anche come fertilizzante quale sarebbe la sua percentuale di miscelazione con acqua?. Spero di essere stato chiaro nell’esposizione del quesito e colgo l’occasione di porgere i più cordiali saluti. In fiduciosa attesa,
(Francesco – Trapani)

Risposta

Salve Francesco,
l’ortica è una pianta utilissima per la preparazione di macerati da conferire alle piante dell’orto sia come fitostimolante – concime cioè – che come insetticida verso alcuni parassiti quali afidi e ragnetto rosso. Per fare il macerato devi tenere conto di utilizzare 10 kg di pianta fresca da macerare in 100litri di acqua. Il tempo di macerazione però deve essere limitato a 2-4 giorni al massimo per essere utilizzato puro o al limite diluito al 20% in acqua. Altrimenti l’estratto diventa troppo potente che rischia di bruciare le tue piante, in quanto viene estratto troppo principio attivo. A questo punto ti suggerisco di rifare il tutto, stando bene attento alle dosi e ai tempi di macerazione.
Forza Francesco, attendiamo tue nuove a riguardo!
Salute e buon orto.

Buonasera,
ho trovato il contatto e-mail sul vostro sito web.
Vorrei sapere se piantando i semi di una pianta di melo cotogno nascerà una pianta che farà
frutti commestibili oppure è necessario innestarla.
Inoltre avevo piantato semi di mela fuji che una volta germinati e spuntate
le prime foglie marcivano alla radice; quale soluzione mi consigliate?
Cordiali saluti

(Dario)

Risposta

Ciao Dario,
grazie per averci contattato.
Il seme contiene dentro un embrione che sarà sempre il prodotto incrociato di geni differenti, quindi, la pianta che verrà fuori non è detto che sia identica a quella di partenza – frutti compresi – almeno che tu non controlli il polline di origine; e’ probabile che poi tu debba ricorrere all’innesto che è una via di propagazione vegetativa, cioè che ti permette di riavere esattamente la pianta di partenza.
Per quanto riguarda il semensale di melo fuji è probabile che sia stato attaccato al colletto, da una patologia fungina sviluppatasi nel vaso dalla terra, perchè probabilmente irrigata troppo…può darsi? Ti suggerisco di seminare in terricci appositamente preparati e ben drenati, che almeno l’acqua in eccesso non rimane a soffocare le radici.
Dario, non perderti d’animo e vai avanti!
Salute e buon orto.

Salve,
sono un dilettante del giardinaggio e non disdegno l’uso dei rimedi alternativi naturali.
Ho sentito parlare di questo argomento in diverse occasioni, e su internet la questione è assai sviluppata e molto seguita. Volendo eliminare l’uso di pesticidi chimici, ho cercato quali fossero i rimedi naturali per tale scopo.
Ho letto casualmente il vostro articolo, sfogliando google, e mi sono interessato alla questione.
Ho cercato di seguire i vostri suggerimenti, ma per una circostanza imprevista non sono riuscito a portare a compimento i consigli. Ciò verrà descritto nella parte relativa alla domanda che sto per formulare.
Ho preparato il macerato di ortica, così come consigliato dal vostro sito, ma in considerazione di essermi dovuto allontanarmi dalla mia residenza per più di un mese ho lasciato che il macerato continuasse la sua fermentazione. Al rientro ho notato che il liquido aveva perso un po’ del su volume in quanto il contenitore era rimasto all’aperto (ma chiuso con un telo) sotto le influenze metereologiche (principalmente sole, visto che abito in provincia di Trapani).
L’odore che emana il liquido è alquanto intenso e sgradevole ma la cosa, tutto sommato, è accettabile; ciò che vorrei sapere è: la concertazione che si è venuta a creare è tale da non poter più essere usato? –
Se è ancora possibile usarlo, in quale percentuale miscelarla con acqua per l’effetto antiparassitario? –
Se volessi usare questo liquido anche come fertilizzante quale sarebbe la sua percentuale di miscelazione con acqua?.
Spero di essere stato chiaro nell’esposizione del quesito e colgo l’occasione di porgere i più cordiali saluti.
In fiduciosa attesa.
(Francesco – Trapani)

Risposta

Salve Francesco,
l’ortica è una pianta utilissima per la preparazione di macerati da conferire alle piante dell’orto sia come fitostimolante – concime cioè – che come insetticida verso alcuni parassiti quali afidi e ragnetto rosso. Per fare il macerato devi tenere conto di utilizzare 10 kg di pianta fresca da macerare in 100litri di acqua. Il tempo di macerazione però deve essere limitato a 2-4 giorni al massimo per essere utilizzato puro o al limite diluito al 20% in acqua. Altrimenti l’estratto diventa troppo potente che rischia di bruciare le tue piante, in quanto viene estratto troppo principio attivo. A questo punto ti suggerisco di rifare il tutto, stando bene attento alle dosi e ai tempi di macerazione.
Forza Francesco, attendiamo tue nuove a riguardo!
Salute e buon orto.

Salve,
Sono pensionata e casalinga, amante delle piante che curo con tanta passione.
Sapreste dirmi il nome di questa pianta che vedete nella foto?
001
Grazie.
(Silvana)

Risposta

Ciao Silvana,
quante attività che tieni in piedi…casalinga e anche ortista, brava!
Dalla foto che ci spedisci mi sembra proprio una foglia di vite, ma non riesco a dirti quale varietà sia.
Salute e buon orto.

Salve,
sono in pensione da alcuni anni, ero insegnante di economia aziendale in un istituto commerciale professionale.
Ho insegnato per 41 anni. Sono sposata, ho una figlia ormai grande che non vive più con noi, ma fortunatamente ha un lavoro, una sua abitazione e un compagno che si dimostra amorevole e gentile.
Ho 68 anni, amo la natura, i fiori, i prati, ecc ecc.
L’anno scorso abbiamo traslocato e ora abitiamo a piano terra circondati da un’area per ora verde poichè abbiamo solo dato particolare attenzione all’aspetto prativo, però ora vorrei arricchirlo con qualche fiore.
E’ doveroso e necessario precisare che il prato è stato ricavato su una copertura di garage sottostanti, per cui lo spessore del terreno è all’incirca 50/60 cm.
Ho pensato di mettere a terra una piantina di lavanda, ma non so se è possibile perchè non conosco quale potrà essere lo sviluppo delle radici; potrebbero superare la profondità indicata e intaccare la copertura sottostante?
Grazie.
(Giancarla)

Risposta

Ciao Giancarla,
grazie davvero per raccontarci la tua storia di famiglia e di passione per la natura che hai e che trasmetti a tutti noi.
Riguardo alla tua situazione di giardino pensile che hai realizzato ti dico che lo spessore di terreno di 50 cm è sufficente per coltivare la lavanda…e anche un piccolo orto se vorrai un giorno.
Salute e buon orto!

Salve,
mi hanno regalato una pianta di Calancoe,
come mi consigliate di trattarla in un vaso dentro casa?
Grazie.
(Lorenzo)

Risposta

Ciao Lorenzo,
le piante del genere Calancoe sono tipiche dell’Africa tropicale, per questo motivo anche in casa ti suggerisco di tenerle ben esposte alla luce del sole, anche in estate, fornendole acqua abbondante, per avere belle fioriture. Se hai la possibilità sarebbe bene tenerle anche fuori, d’estate.
In autunno inverno invece devi tenerle ricoverate in serra – casa – per mentenerle di anno in anno, dando poca acqua, la necessaria cioè, perchè consumano meno ovviamente.
Essendo una pianta con foglie succulente utilizza pure il terriccio adatto alle piante “grasse”.
Salute e buon orto.

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