Come coltivare il pesco, simbolo della primavera

FioriLa fioritura del pesco è l’emblema della primavera e tutti dovremmo avere l’occasione di ammirarla almeno una volta l’anno. Basterà fare una passeggiata in campagna perché il nostro occhio venga catturato da questa fioritura rosa, leggera e innocente, come solo la fioritura del pesco sa esserlo. Ma se disponiamo di un piccolo orto o giardino perché non pensare di piantarvi un pesco? Lo so il pesco ha una pessima reputazione riguardo alle malattie: ha la nomea di essere ‘deboluccio’ e di ammalarsi continuamente, ma se provassimo a coltivarlo correttamente, magari scegliendo la giusta varietà, forse potrebbe darci delle grandi soddisfazioni.

Nei miei ricordi ho un pesco nato per caso dietro una pila di mattoni, rimasti troppo a lungo al bordo del nostro orto. Qualche nocciolo trasgressivo e vagabondo deve essere finito là dietro e di sua spontanea iniziativa ha dato vita a quello che per anni è stato un pesco proverbiale: sano robusto come una roccia e produttivo a non finire. Allora ero troppo piccola per capire la fortuna di avere fuori dalla porta della cucina la presenza di quell’albero che ci raccontava il trascorrere delle stagioni.

Il pesco (Prunus persica) è originario del Tibet e della Cina Occidentale e fa parte della famiglia delle Rosaceae.

Dove coltivarlo – Il pesco ha bisogno di spazio per esprimersi al meglio: se lasciato libero può raggiungere anche i 7-8 m di altezza, ma di solito, proprio perché coltivato e potato si ferma ai 3-4 m. Se lo piantiamo all’interno di un orto, per approfittare al meglio dello spazio a disposizione, potremo mettere sotto la sua chioma degli ortaggi tipo carciofi o fave. Se invece sarà il nostro giardino ad ospitarlo potremo accompagnarlo con delle rose, dei lillà o dei lamponi.Pesche

Esposizione – Il pesco può crescere ovunque l’importante che abbia tanto sole a disposizione, non soffre né il troppo caldo né il troppo freddo, quindi va bene per tutte le zone d’Italia. Solo le gelate tardive possono comprometterne la fruttificazione, mentre le gelate invernali lo irrobustiscono.

Terreno – L’unico terreno al quale il  pesco sembra non adattarsi è quello argilloso e pesante, dove le radici soffrono di asfissia. In questo caso meglio alleggerire il terreno con della sabbia e predisporre della ghiaia sul fondo della buca d’impianto e cercare un pesco innestato sul mandorlo.

Periodo d’impianto – Anche per il pesco vale il discorso che se lo acquistiamo in vaso è possibile impiantarlo in qualsiasi momento dell’anno, eccetto quando il terreno è gelato o le temperature sono troppo calde; mentre se lo acquistiamo a radice nuda la messa a dimora va eseguita da novembre a marzo, sempre che il terreno non sia gelato o intriso di acqua.

Concimazioni e irrigazioni  – Una buona concimazione a base di stallatico maturo nella buca d’impianto e successivamente a fine autunno una leggera concimazione sempre a base di stallatico o di compost.

Quanto alle irrigazioni sono necessarie solo i primi due anni dalla primavera all’estate.  Nel primo anno una volta la settimana, nel secondo ogni 20 giorni solo se il terreno risultasse asciutto. Come abbiamo visto le irrigazioni non devono essere troppo frequenti, ma abbondanti lasciando che l’acqua penetri bene nel suolo bagnandolo a fondo.

FiorituraPotatura – Per avere una pianta vigorosa ogni anno dopo la fioritura occorre ridurre la chioma eliminando rami interni più grossi fino alle ramificazioni secondarie, ma mantenendo i rami giovani dove più avanti si formeranno i frutti. Qualche informazione in più potete trovarla sul link la potatura di un albero da frutto.

Trattamenti – Se vogliamo scongiurare l’attacco della bolla del pesco sarà bene trattare al momento della caduta delle foglie e più tardi in pieno inverno con poltiglia bordolese (1 kg) e propoli agricola (150 g) sciolte in 100 litri di acqua. Mentre alla ripresa vegetativa fare altri due trattamenti con propoli agricola (150-200 g) silicato di sodio (1 kg) e bicarbonato da cucina (500g) sempre per 100 litri di acqua.

Ma anche per quanto riguarda questo problema potete leggere un post aggiuntivo su come combattere la bolla del pesco nel modo più naturale possibile.

Varietà – Le varietà di pesca che troviamo comunemente in commercio non sono molte: pesca gialla o bianca a buccia vellutata; nettarina bianca o gialla a buccia liscia; pesca percoca gialla dura e tardiva; pesca tabacchiera, ultimamente molto di moda schiacciata con polpa bianca e delicata, e poche altre. Ma se siete intenzionati ad andare oltre e a piantare nel vostro frutteto anche frutti antichi ormai quasi scomparsi o quasi, contribuendo così ad un nuovo incremento della biodiversità leggetevi il libro ‘Frutti ritrovati’ di Isabella della Ragione, o andate a farvi un giro, se non direttamente nel loro frutteto, almeno sul loro sito Archeologia Arborea, allora troverete la Bella Giorgia, la Sanguinella, la Pesca della vigna e altre.

Per chiudere vi consiglio di leggere un vecchio post molto semplice su come mantenere gli alberi da frutto sani e produttivi.

Foto di Jackson’s Orchard, di SantiMB.Photos e di Laszlo Nagy HU da flicker

Commenti
2 Commenti a “Come coltivare il pesco, simbolo della primavera”
  1. Stefano1978 ha detto:

    Ciao,
    il mio pesco l’ho curato con la poltiglia bordolese, gli ho fatto tutto il tronco blu ed è guarito, premetto che le piante che ho in giardino non sono mai state curate e ho effettuato questa cura d’impatto e ha funzionato sia per il pesco che per albicocco .. l’albicocco quest’anno ho dovuto fare una potatura estrema lasciando i rami nuovi di un anno che sono cresciuti grazie alla cura … è da 2 anni che non produce un frutto, speriamo in questa primavera.
    (Stefano – Piemonte)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Stefano,
      la poltiglia bordolese – come vedi nel link – è un vero toccasana per tutte le piante del nostro orto e frutteto, magari arrivare a colorare di blu il tronco e rami del pesco è una pratica un pò estrema…troppa concentrazione di prodotto.
      Se hai potato fortemente il pesco è chiaro che la fruttificazione ritarderà di qualche anno, ma basta aspettare che tutto quello che ci meritiamo arriva di sicuro.
      Salute e buon orto.

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