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Salve,
sono pensionato e da poco ho acquistato un piccolo terreno, sono passato dalla scrivania e il mouse alla zappetta e il decespugliatore.
Prima di mettere in terra le piantine di Zucca Delica (Cucurbita maxima) come devo preparare il terreno?
Quale concime è il più adatto?
Grazie.
(Vittorio – Bari)

Ciao Vittorio,
bella storia la tua…sensazioni psicofisiche nuove per te, dal mouse alla zappa!
Per le tue piante di zucca ti suggerisco di eseguire un impianto a buche, scava cioè delle capienti buche, mischia poi bene alla terra di scavo del terriccio da orto e dello stallatico maturo – in polvere o anche pellettato – ricopri poi la buca con l’impasto realizzato e in fine…delicatamente…metti al centro la piantina della zucca; bagna abbondantemente e…goditi la sua crescita.
Salute e buon orto.

Ciao, io vivo a Roma, a settembre mio figlio ha comprato fuori città, una casa con terreno e io, che ho 60 anni, e faccio il meccanico mi cimento come coltivatore, ho messo 2 mandorli, alcune viti per uva da tavola, e uva da vino, praticamente il mio passatempo, un po’ di lavoro senza uccidersi troppo.
Il vecchio proprietario ha dato alle piante il diserbante, come posso ridare vigore alla terra!
Grazie in anticipo,
(Giancarlo – Roma)

Risposta

Ciao Giancarlo,
avere un passatempo nella natura per riposare fisico e mente dal lavoro è una cosa veramente salutare, bravo!
Le sostanze diserbanti hanno un azione selettiva sulle piante che lo hanno ricevuto, infatti, come ci dici si sono seccate tutte. Il terreno però non viene impoverito dei suoi nutrienti, quindi per dare nuova vita al tuo orto devi solamente lavorare la terra – fresandola per esempio – andando ad eliminare le erbe seccate dal diserbante, poi potresti anche riseminare magari altre tipologie di erbe come per esempio un misto di specie: leguminose e graminacee. Questa pratica di concimazione verde si chiama anche sovescio – leggi pure l’articolo che trovi qui nel link -per capire bene quali tipologie di erbe dovrai seminare. Importante poi è che non venga mai dato più diserbante al terreno!
Salute e buon orto.

Salve,
sono un pensionato, da tre anni ho preso in gestione l’orto di casa, usando l’ortica e l’equiseto come concime e con buoni risultati, abito a Mantova nella periferia, zona industriale.
Ho della farina di basalto, il mio orto e di 10 metri quadri, la mia domanda è: come va distribuita sul terreno?
Ho delle verze del radicchio, finocchio, dove e come lo dovrò distribuire?
Grazie.
(Giovanni – Mantova)

Risposta

Ciao Giovanni,
che piacere sentire il racconto del tuo oro biologico!
Le farine di roccia – di varia natura – come vedi nell’articolo qui linkato, sono utilizzate proficuamente in agricoltura come fertilizzanti, integratori, antiparassitari, ecc ecc.
La modalità di distribuzione è quella di farlo in maniera “omeopatica”, cioè distribuendo un velo sottile su tutta la superficie del terreno e rivoltare la terra poi, per far si che venga integrata bene all’interno, questo come fertilizzante.
Comunque sulla confezione della polvere ci dovrebbe essere scritta anche la quantità e modalità di conferimento nel terreno.
Salute e buon orto.

Salve,
in autunno ho tolto le coltivazioni estive, pulite aiuole, vangato.
Ora ho lo stallatico equino e non so come metterlo.
Lo devo interrare o lasciarlo in superficie?
Poi l’orto riposerà durante l’inverno.
A primavera come si fa? Si deve rivangare prima di seminare e trapiantare?
Grazie.
(Silvia)

Risposta

Ciao Silvia,
tutto chiaro e giusto quello che ci stai descrivendo.
Per avere un esempio su come eseguire le vangature e concimazione di fondo autunno-invernali ti suggeriamo di aprire il link al video; dopo tale operazione in primavera dovrai solo affinare la terra con una zappatura per poi seminare o trapiantare giovani piantine di ogni genere.
Salute e buon orto.

Salve,
ho un giardino in Sardegna di cui mi sono appassionata quando sono andata in pensione. Il giardino si trova in una zona discretamente ventosa, a 200 metri in linea d’aria dal mare e purtroppo con una cronica scarsità di acqua.
In esso esistono, fra l’altro, una siepe di pitospori, una grossa quercia da sughero, un enorme leccio, un muretto a secco letteralmente rivestito di gerani, una lunga siepe di oleandri e gerani a farfalla e 20 ulivi.
In questo paradiso io ho piantato di tutto dalle rose, alle ortensie ai tageti, rampicanti di ogni tipo, ecc.
Mio marito ha piantato una siepe di lamponi molto produttiva e ogni anno pianta dei pomodori.
Avendo letto dell’orto senz’acqua, dal prossimo anno sostituiremo il telo nero dell’orto con la pacciamatura, come voi suggerite.
Ecco le mie domande:
1) posso usare le foglie cadute di pitospori, quercia, oleandri per i fiori?
2 )le ramaglie devono essere secche? Non basta che siano triturate? Qui secca tutto in un baleno, ma se le stendo col vento volano ovunque.
In attesa di una vostra cortese risposta, porgo cordiali saluti.
(Maria Grazia Grassi – Sardegna)

Risposta

Ciao Maria Grazia,
che bel posto ci stai descrivendo, con dovizia di particolari, grazie!
Ottima anche l’idea di sostituire materiali sintetici – telo nero – con quelli naturali, per la pacciamatura che stai facendo nel tuo paradiso Sardo. In generale lo scopo della pacciamatura è quello di ridurre le evapotraspirazioni di acqua dal terreno, ridurre la colonizzazione di erbe spontanee e selvatiche, ridurre il compattamento del terreno ad opera dell’azione dell’acqua d’irrigazione e infine arricchire il terreno medesimo di sostanza organica – quella pacciamante appunto – che gradualmente viene integrata nella terra, ammorbidendola. Per questo ti dico che puoi utilizzare certo tutto il materiale vegetale che hai a disposizione sapendo che però alcune tipologie magari tendono ad acidificare il terreno rispetto ad altre – materiale legnoso o anche le foglie del pittosporo e olendro, rispetto alla paglia di cereali che sarebbe da preferire. Ti suggerisco per questo motivo di mischiare e differenziare al massimo il materiale pacciamante – foglie e rami di varia natura – che magari puoi triturare fresco per posarlo poi sotto le aiuole, dopo che si è seccato leggermente. Ho visto che ci avevi spedito una foto ma che non riusciamo ad aprire…ci riprovi?
Salute e buon orto.

Buongiorno,
ho parecchie piante di pomodori tutte con la peronospora, ho tolto parecchie foglie, lasciato qualche ramo sano…qualche pomodoro è marcito: la pianta si puo riprendere o devo fare qualche trattamento,cresceranno altri pomodori o e troppo tardi?
Grazie saluti.
(Massimo)

Risposta

Ciao Massimo,
le piante di pomodoro sono soggette agli attacchi di peronospora, dalla quale possiamo salvarci facendo della prevenzione attraverso trattamenti con prodotti rameici – Es. Poltiglia bordolese vedi il link.
Nel caso di piante attaccate come le tue ti suggerisco di:
1 – eliminare tutte le piante colpite all’80% della chioma
2 – mondare tutte le altre dai rami e frutti attaccati
3 – eseguire trattamenti rameici regolarmente – ogni 10gg – per recuperare le piante non ancora compromesse.
La stagione è avanti adesso ma vedeiamo come reagiscono le piante…coraggio e avanti!
Salute e buon orto.

Salve,
Ho 65 anni, e vivo attualmente a Capo Miseno (NA), in una casa antica,con Lory e Todek, nostro figlio.
Assieme stiamo imparando a crescere l’orto sinergico, siamo soci di corto circuito flegreo, un’associazione della filiera corta come consumattori.
Ho viaggiato molto nella vita, contati 53 paesi di cui 25 africani dove sono nato e cresciuto da padre udinese e madre polacca che si sono trovati alla fine della guerra per loro vicende in Uganda, ed io nato in Tanzania.
Sono Ingenere Idraulico, ma mi occupo di altro, tra cui l’acqua.
Abbiamo 15 Kayak con cui Lory organizza escursioni con la sua “Culturavventura”
A proposito di Topinambur, li ho piantaitati nel 2014 in un anglo del giardino, vicino a dei Girasoli, e li ho dimenticati.
Poi in autunno sono spuntati questi fiori simili ai girasoli, alti, ma non li avevo studiato, e li ho confusi per girasoli.
Quest’anno ce ne sono una quantità, ma troppo vicini all’orto sinergico, amato e curato.
La DOMANDA E’: come posso realzzare una barriera nel suolo per evitare che invadono lo spazio dell’orto sinergico che sta a 5 metri di distanza.
So che per il bambu una barriera di metallo sotto terra per 40 cm evita questa sua tendenza ad essere invasivo.
Hai un consiglio per noi?
(Lory e Riccccardo – NAPOLI)

Risposta

Ciao Riccardo,
grazie per raccontarci tutta la tua vita….avventurosa!
Per limitare lo sviluppo invasivo del topinambur ci possono essere due soluzioni principali: una è quella che dici tu, cioè limitare lo sviluppo circoscrivendo la terra con una barriera fisica – anche in metallo potrebbe andare. Altrimenti puoi circoscrivere lo sviluppo semplicemente lavorando la terra annualmente, scalzando i tuberi che raccoglierai e poi rimettendone di nuovi per la successiva cultura. W il Topinambur! – vedi articolo che trovi nel link.
Salute e buon orto!

Salve,
sono un ingegnere di Martina Franca (TA), abito in campagna e ho la casa infestata da onisco o isopodi vorrei sapere se esiste un prodotto disinfestante o deterrente?
Grazie.
(Antonio – Martina Franca – Puglia)

Risposta

Salve Antonio,
gli Isopodi sono dei crostacei terrestri che vivono bene in ambienti umidi e ricchi di sostanza organica vegetale in decomposizione della quale si nutrono. Non svolgono nessuna funzione dannosa per l’umo e le colture, invece per l’ambiente sono fondamentali nella catena alimentare.
Per ridurre la presenza ci sono di certo in commercio prodotti chimici dedicati alla lotta diretta ma che in questa sede non possiamo citare. Per ridurre la presenza nella sua abitazione le suggerisco di cercare di sconvogergli il loro habiat, ripulendolo e riducendone l’umidità sia nella casa come nel terreno prospicente l’ingresso dell’abitazione.
Salute e buon orto.

Salve,
sono un docente 64enne, artista pittore, con da sempre la “passionaccia” per il verde.Siamo nel canton ticino, zona lugano.
Nel giardino abbiamo: cachi, pesche, nasci, susine, prugne e fichi, inoltre una bella collezione di rose antiche … e tanto lavoro. Abbiamo dei viali e la grande tomba di famiglia che dobbiamo tenere puliti da erbacce.
Fino a qualche tempo fa abbiamo usato sistemi di diserbo chimico, ma poi, leggendo la stampa, ci siamo convinti che dobbiamo assolutamente trovare una soluzione alternativa.
Sappiamo che sul mercato esiste un prodotto alternativo e non dannoso, se lo conoscete, ci potreste per cortesia indicarci il nome?
Grazie.
(Peter – Canton Ticino – Svizzera)

Risposta

Salve Peter,
grazie per quanto ci racconti della tua vita, oltre la passione per la natura. Appreziamo molto la tua decisione di ridurre/eliminare l’impiego di diserbanti chimici.
Come alternativa a tali sostanze però non conosciamo niente, inteso come sostanze di origine biologica e per questo inseribili nel ciclo della natura, tali da debellare le erbe spontanee..infestanti. Si sente parlare di soluzioni casalinghe fatte con acqua, aceto e sale…ci sono svariate ricette che si trovano sul web, ma non ne conosciamo direttamente l’efficacia…anzi direi che spargendo nel terreno sale e aceto si rischia di rovinare la microflora e microfauna assolutamente indispensabili alla vita. Altri sistemi alternativi di diserbo – non chimici – sono:
1 – Piro diserbo: fatto da una fiamma libera che brucia selettivamente le erbe
2 – Diserbo con il vapore acqueo: macchina che spruzza vapor d’acqua con delle sostanze oleose di origine vegetale che limitano nel tempo l’emergenza di nuove erbe
3 – Diserbo con corrente d’aria calda: macchinetta casalinga – tipo phon asciuga capelli – che spara aria calda da cuocere le erbe sul posto.
La scelta del tipo di diserbo dipende anche dalla zona che devi ripulire, se sitratta di un orto o frutteto, la soluzione che ci sentiamo di suggerirti è l’utilizzo di macchine decespugliatrici – anche elettriche – per tenere a prato le aree a camminamento, mentre per le aiuole di coltivazione la soluzione raccomandabile è il diserbo manuale…anche perchè, fra le varie erbe che definiamo “erbacce” tante di queste sono commestibili e buone anche più di quelle coltivate. Pensiamoci bene.
Salute e buon orto.

Salve,
avrei bisogno di un paio di consigli, se possibile:
1-da qualche parte ho letto che nella coltivazione delle melanzane bisogna togliere i primi frutti per rafforzare la pianta e farla produrre maggiormente, è vero?
Se è vero, quanti frutti devo togliere? Li devo togliere appena vedo che hanno allegato?
2-per la prima volta ho deciso di pacciamare il mio orticello. Ho usato degli sfalci tipo paglia recuperati in campagna. Nel momento in cui devo concimare con stallatico pellet o concime granulare devo togliere la paglia o posso applicarlo anche sopra di essa?
Grazie in anticipo, questo è il mio secondo anno che coltivo l’orto e di esperienza ne ho pochissima.
Ciao.
(Paolo – Fermo – Marche)

Risposta

Ciao Paolo,
molto volentieri ti diamo risposta.
Per quanto riguarda le melanzane, è la prima volta che sento parlare di questa pratica, che comunque potrebbe avere dei fondamenti validi, in quanto la perdita dei primi fiori o frutti nelle giovani piante è una cosa che naturalmente accade…non solo nelle melanzane. Io personalmente però non ci metterei mano e lascierei fare alle natura, cioè sarà la pianta che in base alle sue forze deciderà se abbandonare qualche frutto o meno, l’importante è che di base la pianta vegeti al meglio delle sue forze.
Se hai pacciamato bene e ordinato il tuo orto ti sconsiglio di non stare a togliere la paglia – concimare – per poi rimetterla nuovamente…tutto tempo perso, a mio giudizio. Per concimare potresti farlo semplicemente mettendo a bagno in acqua lo stallatico o pollina pellettata e, dopo una settimana di stagionatura, puoi concimare fornendo l’acqua con lo stallatico in soluzione – fertlilirrigazione.
Salute e buon orto.

© 2021 Bonduelle InOrto