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Come sappiamo gli ortaggi sono vegetali vagabondi e non amano mettere radici  a lungo nello stesso posto. La tecnica della rotazione ci ha fatto scoprire quanto questo sia salutare per l’orto. E proprio per accompagnare e per aiutare i vari ortaggi in questo loro peregrinare da una parcella all’altra, abbiamo stilato un elenco delle specie più usate con il relativo numero di anni che dovremmo attendere prima di ripiantarli nello stesso posto. Ma non facciamoci intimorire dai numeri! Bisogna conoscere le regole per poi saperle interpretare!

aglio – attendere 4-5 anni

asparago – l’asparagiaia resta sul terreno per molti anni, ma una volta che avrà esaurito la sua produttività, dovremo attendere 7-8 anni prima di riposizionarla sullo stesso terreno.

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Sono un appassionato della campagna, posseggo un appezzamento di terreno adibito a uliveto e agrumeto, oltre ad immettere nel terreno alberi da frutta di vario genere, albicocche, nespole, ciliege,ecc.ecc. da qualche mese ho recintato un po’ di terreno destinato ad orto.

La passione mi spinge a fare le piantine dai semi anzichè andarli a comprare e  a tal proposito ho acquistato alcune bustine di semi di varie piante di cui il fagiolo bianco e il cavolfiore. Mentre per i fagioli ho già letto il sistema di piantagione partendo dal fagiolo madre, per il cavolfiore ho messo a dimora dei semi in dei piccoli contenitori, ma l’esito sortito credo che non sia dei migliori, in quanto sono venuti fuori delle piantine molto sottili ed alcune sono già curve e non credo che si possano piantare nel terreno.

Vorrei sapere da voi qual è la tecnica per poter avere cavolfiori di propria produzione. Grazie anticipatamente.

(Alfio – Siracusa)

Risposta

Ciao Alfio, la prima cosa che posso dirti è che in genere la facoltà germinativa dei cavolfiori dura fino a 5-6 anni, ma i migliori risultati si ottengono con i semi che non hanno più di due anni. Per cui quando acquisti le bustine dei semi occhio alla data di scadenza!

La semina si effettua in semenzaio, a seconda del clima della zona dove abitiamo, da gennaio, per i cavolfiori estivi, a settembre per quelli invernali. Per la fuoriuscita del germoglio dal terreno in genere occorrono 5-7 giorni e il trapianto delle piantine si effettua circa 40 giorni dopo la semina, quando le piantine avranno emesso la quinta-sesta foglia e avranno un’altezza di circa 15-20 cm.

Il seme va posto alla profondità di circa un centimetro e per germinare necessita di una temperatura di 21 gradi. Ti consiglio di leggere (se ancora non l’hai fatto) il post sulla semina in semenzaio e sul terreno più adatto a questo scopo.

Non è che per caso hai tenuto le piantine in un ambiente troppo scuro e loro si sono allungate in cerca di luce?

Un caro saluto e se hai ancora bisogno scrivi.

In Toscana le fave (Vicia faba) si mangiano appena colte, crude con il formaggio. ‘Pecorino e baccelli’ (perché così si chiamano le fave sulle rive dell’Arno) sono una vera prelibatezza per dare il benvenuto alla bella stagione.

Ma per averle disponibili in primavera bisogna seminarle adesso e non in tutti i posti è possibile la semina autunnale…

Quando si seminano le fave – A sud o nelle zone a clima mite si seminano all’aperto in novembre, anche se qualche piantina verrà mangiata dai topi e qualcuna non resisterà al freddo, la maggior parte arriverà sicuramente a destinazione, ovvero sulla nostra tavola in primavera.

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Vorrei sapere come si potano le piante di ortensia in vaso. C’è differenza fra quelle in vaso o in terra? In che periodo si potano?

Grazie.

( Giuliana – Siena )

Risposta

Ciao Giuliana, che la tua ortensia sia in vaso o in terra poco importa riguardo alla potatura! E’ invece rilevante la varietà: cosa che tu hai dimenticato di riferirmi. La potatura varia a seconda che si intervenga su di una Hydrangea macrophylla o serrata, piuttosto che su di una Hidrangea paniculata o arborescens: perchè la prima fiorisce sui rami dell’anno precedente e la seconda su quelli dell’anno.

Generalmente quando si parla di ortensia, soprattutto in Toscana, si intende l’Hyndrangea macrophylla (vedi foto) , per cui ti darò l’indicazioni per potare questa bellissima varietà.

Normalmente io lascio i fiori secchi (quelli che non ho raccolto ed essiccato in autunno per adornare la casa) sulla pianta fino alla fine dell’inverno o agli inizi della primavera, quando avrà luogo la nostra potatura. Inizialmente mi limito a togliere le parti secche, poi recido i fiori secchi rimasti, tagliandoli sopra l’ultima coppia di gemme. Se la pianta ha più di quattro anni è inoltre buona regola iniziare a togliere i rami più vecchi, ovvero quelli che hanno più di tre anni, recidendoli alla base. Questo rinnovo darà alla pianta nuova forza, arieggerà la parte più interna, riducendo il rischio di malattie fungine. Un’ultima raccomandazione: non tagliare mai i rami che hanno sulla cima delle gemme a punta, perché saranno i nuovi fiori.

Se hai dei dubbi meglio lasciare un ramo in più che uno in meno, perché nel caso delle ortensie gli errori possono compromettere la fioritura o la futura crescita. Un caro saluto e a presto.

Se hai ancora dei dubbi e vuoi sapere come trattare al meglio  le tue ortensie ti consiglio di visitare il sito del Vivaio Paoli Borgioli: sono dei veri specialisti!

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