Intimi ortiL’orto si sa è fonte di vita, ma anche di ispirazione. Non a caso ci sono artisti che hanno posto l’orto al centro della propria visione artistica, estetica e potremmo quasi dire filosofica. Gianni Caverni è uno di questi. Artista, giornalista e critico d’arte ha da oltre quindici anni scelto l’orto come tema portante delle sue opere.  “Non sono certamente quello che si dice un ortolano e probabilmente non lo sarò mai, anche se per anni ho vissuto in campagna e ho provato a coltivare un piccolo pezzo di terra – racconta Caverni – Tuttavia sono estremamente affascinato dalla perfezione dei vecchi orti, dalle linee, dai segni che vi si possono leggere. Sono completamente catturato da quella che per me è l’estetica dell’orto, simbolo di una ricerca pacifica all’autosufficienza”.

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Mix NataleIn inverno è difficile portare i bambini nell’orto. La natura è a riposo e i lavori da fare scarseggiano. Il freddo gela le manine e la punta del naso. Si può giusto fare una passeggiata per controllare che tutto sia in ordine, guardare i colori che si spengono e osservare il sonno di animali e vegetali. Possiamo però invertire l’ordine dei fattori: invece di andare noi nell’orto, portare l’orto in casa o in classe! Come? Raccogliendo le aromatiche più profumate che abbiamo a disposizione come alloro, timo, rosmarino, arnica, elicriso, salvia erba luigia, insomma tutto ciò  che sprigiona profumo al tatto, per poi preparare dei pot-pourri da regalare a nonni, zii i e amici per le feste di Natale ormai alle porte!

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Amaranto e duomoSalire sul terrazzo di Giannozzo Pucci per me è stato un po’ come andare in pellegrinaggio. Se per pellegrinaggio si intende, come dice wikipedia, ‘andare verso luoghi di culto particolarmente significativi e santi’. Ma perché mai? Perché a Giannozzo Pucci, anzi alla sua casa editrice, la Libreria Editrice Fiorentina, devo il fatto di conoscere Masanobu Fukuoka o Wendell Berry che, per chi non li conoscesse, sono i maestri che hanno fatto capire come la cura della terra sia qualcosa di più di una serie di semplici gesti manuali, ma qualcosa di altamente sociale e spirituale, qualcosa di ‘rivoluzionario’.  Giannozzo è da sempre in prima linea per la divulgazione di questo pensiero, in difesa della natura e del paesaggio. Sempre a lui dobbiamo la nascita della Fierucola, il primo mercato di vendita diretta (è nato nel 1984) dei piccoli produttori ecologici, una grande risorsa per chi coltiva e produce su piccolissima scala prodotti di qualità. Una sorta di scommessa per promuovere la rinascita della ruralità italiana.

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Orto scuolaCi sono scuole dove oltre all’italiano e alla matematica, si insegna a mangiare sano e a rispettare l’ambiente. Dove si preferiscono pane e olio, pane e marmellata e frutta raccolta dai campi vicini alle merendine preconfezionate.

Scuole dove si insegna a non produrre rifiuti  e a non inquinare perché al posto delle posate, dei bicchieri e dei piatti di plastica si usano le stoviglie in acciaio, vetro e porcellana, da lavare e riutilizzare. Dove si insegna anche a fare saponette con con l’olio esausto.

Ci sono scuole dove non solo le verdure sono ben accettate nel piatto, ma si fanno orti per mostrare ai ragazzi da dove provengono e come crescono quelle verdure.

E non ci crederete, ma queste scuole si trovano al Sud. Scuole la cui preside, invece di parlare soltanto, agisce.

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PanoramicaGli orti ultimamente nascono ovunque, anche in luoghi insoliti e curiosi. E’ il caso del BibliOrto, l’orto nato all’interno della BiblioteCaNova all’Isolotto, un quartiere storico della periferia fiorentina. “Qui gli orti prima erano ovunque – spiega Stefano Beltramini, bibliotecario ortista, responsabile del progetto – adesso invece sono relegati in una striscia lungo l’Arno. Fare un orto qui dunque, è stato un po’ come tornare alle origini”.

Il BibliOrto fiorentino è stato un precursore, se così si può dire, della tendenza che ha come obiettivo l’inserimento degli orti nei tessuti urbani a scopo didattico ed educativo. E’ infatti dal 2009 che sono iniziati ‘i primi colpi di zappa’ tra i libri di questa frequentatissima biblioteca, grazie all’impegno di un gruppo di volontari e all’aiuto di SlowFood Firenze.
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ErbeColtivare la terra è più di un insieme di semplici gesti. Coltivare la terra è anche passione e responsabilità. O almeno per alcuni è così e sicuramente lo è per Roberta, Elena e Rossella. Tre donne che sono volute uscire dai confini delle loro rispettive aziende agricole, collocate nel cuore della fertile Tuscia, per confrontare le loro esperienze con quelle di chi, come loro, avvertiva l’esigenza di salvaguardare vecchie colture, semi in via di estinzione, usanze alimentari che stavano scomparendo.

“E’ mai possibile – si interroga Roberta – che nei nostri campi di grano non vi siano più i fiordalisi? E’ mai possibile che si siano perse in poco più di 50 anni il 75% delle varietà vegetali?”

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orto olmoL’Orto di Olmo non è soltanto un orto. E’ qualcosa di più di un semplice quadrato di terra dove si seminano e si raccolgono ortaggi. E’ un luogo aperto, dove ciascuno di noi può andare e tornare con qualcosa di prezioso. Certo anche un pomodoro, un mazzetto di bieta o un pugno di fave, ma sarà più facile raccogliere un alito di vento, un profumo dimenticato, una pace inaspettata. Più che saziare lo stomaco è un orto che sazia l’anima.

Non chiedetemi perché, ma è così. Tuttavia una piccola idea me la sono fatta. Credo che lì si respiri e si coltivi l’amore e la passione per la terra, per la natura, non solo quella trasmessa da chi come Alessandro  da anni si prende cura di questo appezzamento di terreno, ma anche di chi nel tempo è passato di lì e lì ha lasciato un pensiero, un’emozione, una sensazione legata alla vera essenza della vita.

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2-1Quanto la moda incontra l’orto, nascono sempre degli articoli curiosi e suggestivi. Sembrano mondi all’antitesi, uno sempre ‘sporco’ di terra e l’altro sofisticato ed elegante, eppure si possono creare dei link interessanti.

Il giardino, si sa, ha sempre prestato al mondo della moda un’infinità di suggerimenti: fiori e colori di ogni genere. Ma adesso anche l’orto e il frutteto sono diventati fonte d’ispirazione, basti pensare che Mirko, stilista-ortista, ha creato un apposito blog su questo argomento: l’orto di Michelle, dedicato a chi sa vedere un tocco di ‘glamour’ anche tra pomodori e zucchine!

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MannaStavo per postare questo filmato sulla nostra pagina fb, per sottoporlo alla vostra attenzione. Ma poi mi sono detta che a una  storia così bella non può essere dedicato un solo ‘attimo fuggente’, perché succede così agli argomenti postati su fb: un attimo e tutto viene dimenticato! Giulio si meritava una maggiore attenzione e una permanenza stabile all’interno del nostro blog.

Nel filmato Giulio Gelardi, ci racconta con un accento siciliano molto poetico e commovente, perché ha deciso di diventare “il servitore di Yggdrasil”, ovvero coltivatore di frassini e raccoglitore di manna. Forse tutti sapranno che cosa è un frassino, ma certo molti non sanno che cosa è la manna.

 

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Raccolta fave scuolaSe desideriamo avere domani uomini attenti al proprio territorio, sarà ai bambini di oggi che dovremo insegnarne l’immenso valore. Per fortuna sono sempre di più le scuole sensibili a questo argomento, che si stanno responsabilizzando e attrezzando, tra queste l’Istituto Comprensivo Binotti di Pergola in provincia di Pesaro, che alla fine dello scorso anno scolastico ha salutato studenti, insegnanti, genitori e abitanti del luogo, presentando il proprio orto.
L’orto, di quasi duemila metri quadrati, si estende dietro la scuola, ed è gestito e curato dai ragazzi e dagli insegnati, sotto la guida esperta di Paolo, un agricoltore della zona che fin dall’inizio ha preso a cuore questo pezzo di terra.

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