
Insieme alle persone arrivano da lontano anche semi, colture/culture e nuovi modi di produrre e consumare cibo. E’ ispirandosi a questo concetto che l’artista fiorentino Leone Contini ha creato, all’interno dell’Orto Botanico di Palermo, un orto ‘opera d’arte’, inserito all’interno di Manifesta, evento d’arte itinerante che quest’anno si tiene proprio a Palermo.
Già l’idea base, della stessa manifestazione, è incentrata sul ‘giardino planetario’ del paesaggista-filosofo francese Gilles Clément: dove ciascun uomo è giardiniere del mondo e se ne prende cura. Un giardino aperto e senza confini dove gli incolti sono la vera riserva di biodiversità.

Le vacanze sono vacanze e per una volta potremmo anche dimenticarci l’orto! Ma se decidiamo di trascorrere i nostri giorni di riposo a Cortina, sulle Dolomiti, sarà difficile non ricordarsi il pezzo di terra che abbiamo abbandonato a casa: in questa valle è un pullulare di orti ovunque!
Tommaso è una persona speciale, come speciale è l’orto di cui si prende cura e il libro che ha scritto: ‘Il BalconOrto’. Tommaso Turchi è un giardiniere, un salvatore di semi (fondatore dell’associazione
Da una sfera di muschio alla coltivazione dell’orto. Pur cambiando le dimensioni il contenuto non cambia: si parla di terra, di verde, di natura e di vita. L’associazione ‘Il Giardino Volante Onlus’ con sede a Firenze, nata per diffondere la cultura dell’inclusione e dell’integrazione attraverso attività legate alla natura, in particolare per ragazzi e adulti con disabilità. Attraverso le attività di giardinaggio e orticoltura tutte le persone possono potenziare le loro capacità motorie, cognitive e relazionali: una sorta di potere curativo della terra e della natura che è sempre più apprezzato nei contesti socio ricreativi come mezzo di supporto psicosociale.
Le piante sono in grado di sentire e percepire il mondo esterno e interagiscono con esso in modo costante, sensibile e intelligente. Questo è quello che sostiene Stefano Mancuso, scienziato di fama internazionale fondatore della neurobiologia vegetale. Se avete avuto la fortuna di leggere un suo libro o di ascoltare uno dei suoi brillanti interventi, sicuramente sarete rimasti sorpresi e affascinati dalle sue parole e avrete iniziato a guardare le piante con occhi diversi.
Chiamarlo orto è riduttivo.
Donare un seme è un atto rivoluzionario, un atto di gentilezza estrema attraverso il quale regalare la vita stessa. E di questi tempi un atto così è merce rara. Scambiare i semi va ancora oltre, perché la reciprocità del gesto include anche amicizia, solidarietà, umanità.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un fenomeno insolito e inarrestabile: la moltiplicazione degli orti all’interno di tessuti urbani e di contesti sociali inconsueti come scuole, ospedali, carceri, ecc. È come se gli orti fossero usciti dalle loro recinzioni, avessero scavalcato i confini e si fossero diffusi ovunque, alla ricerca di nuovi spazi e nuove funzioni, oltre a quella atavica di luogo dove ci si procura il cibo. Con la convinzione, sempre più condivisa, che coltivare un orto faccia bene alla salute, allo spirito e al portafoglio.
Gli Orti botanici sono gli orti più orti di tutti, sono gli orti per eccellenza e chiunque si occupi di piante dovrebbe conoscerli più da vicino per frequentarli e preservarli. In questi luoghi vengono custodite, studiate e divulgate molte informazioni relative all’ambiente in cui viviamo e i pericoli a cui oggi è esposto e da essi ciascuno di noi può trarre lo stimolo per impegnarsi a proteggerlo.
Di questi tempi si fa un gran parlare di biodiversità. E’ una parola sempre più usata in rete, ma anche in tv e a questa parola vengono dedicati interi libri e articoli di giornali. Di fatto è ormai entrata a far parte del nostro vocabolario quotidiano.
