GENNAIO

Orto a gennaio: cosa piantare, raccogliere e lavori da fare nell’orto

Cosa fare nell’orto in gennaio? Dipende tutto dal nostro spazio e dalla nostra organizzazione, ma ovviamente anche dalle temperature e dall’annata specifica.

In generale si può dire che, sebbene sia un mese freddo, sono varie le cose che si possono fare per mantenere quello che c’è e per portarsi avanti.

Se non abbiamo serre riscaldate o anche solo serre fredde in cui effettuare le prime semine, ci limiteremo a fare dei lavori di pulizia e raccolta. Se non gela, anche possiamo preparare il terreno in attesa della primavera, ripulendolo intanto dalle piante secche che sono rimaste sul campo. Sicuramente non bisogna anticipare i tempi: non bisogna lavorare il terreno quando è gelato o bagnato.

Forbici da pota - InOrto

Lavori dell’orto a gennaio: guida pratica

Aglio - InOrto
Tessuto non tessuto -InOrto

“Chi vuol fare un buon agliaio lo ponga a gennaio”, ecco dunque il primo ortaggio da mettere in terra in questo inizio d’anno, se non l’abbiamo già fatto nei mesi scorsi.

Ricordiamoci di usare gli spicchi esterni più grossi e metterli in terra a 4 cm di profondità, non di più!

Cipolle e scalogni potranno fare compagnia all’aglio. Poniamo i bulbilli a 3 cm di profondità. Teniamo in mente questa regola: se il terreno è leggero e sabbioso, potremmo mettere i bulbilli anche un poco piò a fondo, se invece il terreno è argilloso e pesante, occorre stare più in superficie.

Ottimo in questo periodo anche dedicarci al compost: sebbene in inverno la trasformazione degli scarti si fermi a causa delle basse temperature, noi possiamo arieggiare il mucchio di resti e arieggiarlo col forcone, in modo che in seguito possa decomporsi meglio grazie ai microrganismi che riprendono vita.

Proteggere il terreno e le colture dal freddo

La maggior parte degli ortaggi non tollera le temperature di 0°C o inferiori con danni irreparabili: vedremmo cavolfiori che diventano neri, e finocchi e radicchi che “lessano”. Quindi, per tutti gli ortaggi che ancora non sono arrivati al momento del raccolto, è importante una protezione.

Cavolo nero, rapa e porro sono ortaggi invece molto resistenti, ma si avvantaggiano anch’essi di una copertura del suolo, cioè una pacciamatura, che preservi il terreno dal gelo, e quindi salvi le radici.

Negli inverni miti la pacciamatura serve anche in inverno, seppur limitatamente, a ostacolare la nascita delle erbe infestanti, tra cui la Stellaria media, o Centonchio, tipica erba spontanea invernale, che però è anche commestibile!

La pacciamatura può anche avere lo scopo di coprire il terreno lavorato in autunno nell’attesa delle prime semine di fine inverno. In questo modo si manterrà più soffice perché meno soggetto alle piogge battenti.

Materiali consigliati

Per realizzare la pacciamatura possiamo scegliere materiali naturali come paglia, foglie secche, fieno, cippato di legno, compost maturo. Tutti questi prodotti che di fatto sono scarti di altri lavori, vanno messi in strati di spessore di 5–10 cm, evitando almeno in inverno degli accumuli eccessivi che possono favorire marciumi o ristagni idrici.

Protezioni fisiche

A gennaio gli orti possono ancora ospitare gli ultimi broccoli e cavolfiori, radicchi ed endivie e persino finocchi. Tutto questo va protetto perché arrivi al raccolto senza danni da freddo.

Può anche capitare che si abbiano le fave già in fioritura, a causa di una semina autunnale e un inverno mite. Le piante in fioritura sono a rischio quindi è opportuno coprirle con:

  • teli di tessuto non tessuto, (TNT) da stendere sopra la coltura fissandoli alle estremità mediante ciocchi di legno o pietre, in modo che non vengano strappati via dal vento. Questo materiale è isolante, ma traspirante e consente anche alla pioggia di raggiungere la coltura.
  • Serre o tunnel, di cui esistono tantissimi modelli di varie misure, anche pensati per i privati. Possiamo anche crearci autonomamente dei mini tunnel, usando come archi dei rami di salice, notoriamente flessibili, e coprendoli con del film plastico. Gli stessi archetti potranno in futuro essere riciclati per metterci delle reti, ad esempio per proteggere le fragole dagli uccelli, quindi sono un buon investimento! Se si allestiscono serre, tunnel e mini tunnel, poi diventa fondamentale la gestione dell’aerazione e della condensa: bisognerà aprire periodicamente le coperture nelle giornate miti e nelle ore centrali, per evitare le malattie fungine. A volte si rendono necessarie delle protezioni aggiuntive se molto freddo: ad esempio stendere il TNT su colture che si trovano già sotto tunnel. Ma è bene limitare questa pratica per evitare sovraccarichi di copertura, con rischio di scarsa luce e soffocamento delle piante.

Semine di gennaio

Nel semenzaio o in serra

Se possediamo un semenzaio, riscaldato o non, iniziano ad essere possibili alcune semine, in modo da avere tempestivamente le prime piantine da trapiantare poi nell’orto o in serra:

  • Ortaggi: cavoli primaverili, lattughe da cespo, porri, cipolla dorata, eventualmente ravanelli.
  • Erbe aromatiche: prezzemolo, basilico in semenzaio caldo, cerfoglio.
  • Frutti: fragole in semenzaio o in vasetti in serra o semenzaio, controllandoli ogni tanto per capire se serva o meno irrigarli.

I semi vanno inseriti possibilmente nel numero di 1-3 per ogni vasetto o alveolo, per non far nascere le piantine tutte appiccicate. Quanto alla profondità, è bene non esagerare: basta coprire i semi con appena un velo di terra.

Ortaggi all’aperto

Oltre ai già citati aglio e scalogno, all’aperto, magari sotto le dovute coperture, potremo mettere: lattughino, spinacio, valerianella, cipolla (piantine e bulbi), fava.

Progettare le aiuole e le rotazioni dell’anno

Sicuramente gennaio è il momento di progettare le aiuole che accoglieranno le coltivazioni primaverili ma non è male farsi già un’idea dell’avvicendamento, o rotazione, per la stagione autunnale. Utilissimo anche anche fare un inventario delle sementi che si hanno, in vista di nuovi acquisti.

Errori da evitare

Per non rischiare di restarci male e sprecare tempo e semi, ecco quali sono i principali errori da non commettere:

  • Semine premature in pieno campo: aspettiamo almeno metà marzo per le patate, aprile per i fagioli e così via: ad ogni stagione le proprie colture.
  • Semina di specie sensibili al freddo: gennaio è decisamente presto anche per seminare in semenzaio basilico e melone, che richiedono almeno 15 °C per la germinazione.

Chi ama seguire le fasi lunari, ecco qualche suggerimento utile per le semine anche tenendo conto di questo aspetto:

In luna crescente – Nei vasetti o nei semenzai: basilico, melanzana, peperone e pomodoro. Direttamente a dimora, ma in serra o in coltura protetta: ravanello, rucola, agretto.

In luna calante – Nei vasetti o nei semenzai: lattuga o cavolo cappuccio. Direttamente a dimora, ma in coltura protetta: lattuga da taglio, radicchio da taglio, valerianella.

Semina in semenzaio -InOrto
piselli germinati - InOrto
Radicchi rossi gelati -InOrto
Una verza -InOrto

Cosa piantare a gennaio nell’orto

Oltre alle semine, a gennaio possono anche essere realizzati dei trapianti, con le dovute cautele e precauzioni, facendolo solo quando il clima lo consente ed evitano i momenti di gelo.

Piantine resistenti

Tra le colture che si possono mettere a dimora a gennaio, vi sono:

  • Ortaggi: cipolla (piantine), dato che aglio e scalogno figurano sopra nella voce “semine”, e anche le cipolle in bulbetti
  • Alcune lattughe invernali, solo nelle zone a clima mite.
  • Erbe aromatiche: partendo già da piantine in vaso sviluppate, possiamo piantare rosmarino, timo, salvia, maggiorana
  • Frutti: piantine di fragole e piccoli frutti come lamponi, mirtilli e ribes in vaso o all’aperto.

Alcuni suggerimenti

  • Ricordare di optare per un‘esposizione soleggiata, dato che a gennaio le giornate sono già molto brevi e il terreno si asciuga e si scalda molto lentamente
  • Provvedere al drenaggio del terreno, ad esempio piantando su prode baulate, cioè rialzate dal piano
  • Per le aromatiche, evitare irrigazioni eccessive, anzi, a gennaio praticamente non si irriga, dato che bastano e avanzano le piogge.

Errori da evitare

Per il trapianto delle piantine in inverno, ecco che cosa bisogna evitare accuratamente:

  • Terreni pesanti o male drenati: in giornate asciutte bisogna scavare le buche, evitando di farlo quando il terreno è bagnato, o addirittura, allagato.
  • Non scavare abbastanza: le buche dovrebbero essere profonde e larghe a sufficienza
  • Irrigare troppo: dopo il trapianto, in gennaio va bene irrigare appena, soprattutto se piove spesso.

Raccolta nel periodo invernale

Nel frutteto

Se abbiamo un frutteto mediterraneo potremo raccogliere arance, limoni, mandaranci, mandarini e pompelmi. Il miglior modo di gustare le arance è raccoglierle giusto prima del consumo: sull’albero si conservano meglio che in frigorifero e potremo approfittare maggiormente del loro apporto vitaminico.

Raccogliamo anche le prime nespole, ma se possibile lasciamole sulla pianta fino a quando due o tre gelate avranno reso i frutti più dolci e appetitosi.

Nell’orto

In inverno le possibilità di raccolta dipendono fondamentalmente da quanto e quando abbiamo seminato durante i periodi precedenti, perché gli ortaggi per arrivare pronti in questo mese hanno richiesto tanti mesi per svilupparsi.

In particolare, a gennaio si raccolgono:

  • verze, che tollerano il gelo grazie alle loro foglie bollose;
  • cavolo nero, resistente come le verze per la medesima ragione. Ricordiamo solo di non “decapitare” le piante di cavolo nero, ossia di non tagliare la cima: limitiamoci a togliere le foglie basali, in modo che il germoglio apicale continui a produrne di nuove;
  • rape (radici)
  • cavoletti di Bruxelles
  • porri
  • radicchi ed endivie. capita che le foglie più esterne anneriscano per il freddo, ma eliminandole, sotto il cespo resta intatto.

Coltivazione in balcone a gennaio

Le colture sul balcone a gennaio potrebbero riguardare l’ultima fase degli ortaggi invernali ancora da raccogliere (vedasi sopra), ma anche le nuove semine.

A gennaio sui balconi possiamo infatti sfruttare la possibilità di seminare qualcosa in semenzaio protetto, all’interno del quale si possono anche collocare dei semplicissimi sistemi di riscaldamento come lumini o candele. In questo modo potremmo seminare le prime insalatine (cicoria da taglio e valerianella, ma anche misticanza) e spinaci.

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