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Menta in varietàNon mi stancherò mai di parlare della menta! Perché ha un profumo unico, si presta alla preparazione di piatti dolci e salati e una volta messa in terra, ma anche in vaso, chiede pochissimo, come molte aromatiche del resto. Questa volta mi sono fatta prendere la mano dalla mia passione e ho piantato ben cinque varietà di menta (Mentha piperita, Mentha spicata ‘Moroccan’ o menta verde marocchina, Mentha pulegium o menta romana, Menta spicata ‘Crispa’, Mentha smithiana o Menta rossa) una di fianco all’altra, non proprio in riga come soldatini, ma nella stessa parte di aiuola. Unica compagnia l’erba  aglina e l’erba cipollina. Ho esagerato lo so 🙂

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Tra tutte le aromatiche il dragoncello (Artemisia dracunculus) non è certo il più conosciuto, eppure ha molte virtù terapeutiche: stimola l’appetito, aiuta la digestione e allieva i disturbi di aerofagia e meteorismo. Il suo sapore intenso e piccante viene usato in cucina per insaporire arrosti, pesce e insalate oppure viene aggiunto ai ripieni di carne e verdure o per aromatizzare le salse.

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Cosa sarebbe un orto senza lattuga! E come sarebbero i nostri piatti senza quel tocco verde, fresco e brillante. Difficile da immaginare! Oppure provate a togliere dal vostro gergo quotidiano il famigerato: “mi faccio un piatto d’insalata”. Impossibile!

Allora tanto vale imparare a coltivarla ora che arriva la primavera, perché è la stagione ideale!

La lattuga a cappuccio, lactuca sativa, è uno degli ortaggi più coltivati nell’orto: la sua crescita è facile e i raccolti sono abbondanti. Si può seminare quasi tutto l’anno se si scelgono le giuste varietà, ma la primavera è senz’altro il periodo migliore.

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Fiore coriLa coltivazione del coriandolo (Coriandrum sativum) si adatta ai palati più esotici: il suo sapore aromatico e leggermente piccante, è molto apprezzato nelle cucina sudamericana e orientale, e i suoi semi sono uno degli ingredienti principali della polvere per curry. Grazie ad una sempre più diffusa curiosità verso piatti e sapori internazionali, oggi l’uso del coriandolo si è esteso anche da noi e viene utilizzato spesso per insaporire carni, minestre, pane, ma anche nelle marinate per la selvaggina e nelle salse.

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Albero di ficoSarà perché questa estate sono andata ai Giardini di Pomona, dove vengono allevate oltre 500 varietà di fichi, sarà che in questi giorni mi nutro essenzialmente di questi dolcissimi frutti, fatto sta che mi è ‘cresciuta’ spontanea la voglia di parlare del Ficus carica.

Il fico è un frutto formidabile che tutti dovremmo tenere al limitare dell’orto. Se abbiamo spazio soltanto per un albero da frutto, non esitiamo e scegliamo il fico, perché la sua ombra ci ristorerà durante l’estate, perché la sua dolcezza ci ripagherà dalle fatiche e perché il suo profumo ci metterà di buon umore. E se mai dovessimo rimanere senza abiti, nudi come Dio ci ha fatti nel bel mezzo del nostro orto, potremmo sempre fare come Adamo e correre al riparo di una delle sue ‘confortevoli’ foglie. Se, come immagino, vedessimo questo evento impossibile o remoto, ci serva comunque per capire da quanto tempo il fico è compagno dell’uomo!

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L’uva è il frutto settembrino per eccellenza. Chi ha la fortuna di frequentare la campagna in questo periodo, non può esentarsi dal piluccare gli acini dai grappoli ancora attaccati alla pianta, in attesa della completa maturazione. E se per i produttori di vino è un momento topico: guardare, assaggiare, scrutare il cielo e l’aria in attesa del momento più adatto alla raccolta, per noi consumatori è puro godimento: assaggiamo e guardiamo cambiare i colori dei pampini con indolenza meditabonda.

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SambucusHa fiori color crema che sembrano trine e bacche scure, lucide e succose. Il Sambucus nigra altrimenti detto anche sambuco comune, è un albero molto diffuso un po’ in tutte le nostre regioni, è rustico e poco esigente e ben si adatta a molte situazioni. Le sue bianche infiorescenze possono ben illuminare qualche angolo del nostro orto-giardino e la sua folta chioma può essere inserita all’interno di siepi miste, insieme a noccioli, lillà (Syringa vulgaris) e rose di grandi dimensioni.

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Gelso MoreSe il nostro orto è abbastanza grande da potere accogliere un albero scegliamo il gelso nero (Morus nigra), perché ha poche pretese e si adatta bene a qualsiasi ambiente, pur essendo un albero di bella e autorevole presenza e, cosa da non sottovalutare, fruttifica: in giugno ci regala tante more gustosissime!

Il gelso nero è un albero che si accontenta veramente di poco, se ci ricorderemo di annaffiarlo il primo anno, una volta che avrà bene radicato, potremo scordarci completamente di ‘lui’. In compenso ‘lui’ non si dimenticherà di noi e ogni anno ci darà in cambio tante more dolcissime e un’ombra fitta dove riposare, però magari una volta che avrà finito di fruttificare, perché queste more, succulenti e color porpora scuro, adatte a sciroppi, macedonie, torte e gelati (mamma mia che bontà) sono un disastro quanto a macchie, perché ne lasciano ovunque su abiti, pavimenti, bocca e mani!

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Ribe 1Tra i frutti di bosco il ribes, che sia allevato a cespuglio, ad alberello o a spalliera, è tra i più ornamentali. I suoi frutti sembrano dei piccoli grappoli di uva in miniatura, le cui bacche di un bel colore rosso brillante (ma esiste anche nella varietà bianca con chicchi gialli luminescenti) hanno un sapore che sta a metà strada tra l’acidulo e il dolce. Il Ribes rubrum, appartiene alla famiglia delle Sassifragacee e pur adattandosi a diversi suoli preferisce un terreno né troppo secco né troppo umido, con ph neutro o tendente all’acido. Inutile provare a coltivarlo in zone troppo calde perché ama gli inverni freddi e anzi dove questi sono miti tende a fruttificare di meno. Soffre la siccità e quindi in estate necessita di irrigazioni costanti.

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