Se l’appezzamento di terra che vogliamo destinare a orto è incolto occorrerà ripulirlo dalle pietre e dagli arbusti lasciando tuttavia eventuali siepi naturali nelle vicinanze rifugio di insetti utili all’ecosistema.

Dopo di che si passa alla vangatura fino ad una profondità di 25-35 centimetri per rimuovere le erbe infestanti le cui parti verdi potranno essere interrate magari insieme ad un po’ di letame maturo e minerali come fosforo e potassio.

Dopo aver rotto le zolle con la zappa distribuitele bene con il rastrello. Un terreno ben lavorato contiene un maggior numero di micro-organismi utili alla fertilità del suolo.

(foto di OakleyOriginals da Flickr)

4 commenti
    • nara marrucci
      nara marrucci dice:

      Per prima cosa ripuliscilo dalle pietre e dagli arbusti, mantieni però se ci sono delle siepi di confine, altrimenti prevedile, perché servono da rifugio agli insetti utili e favoriscono l’equilibrio dell’ecosistema. Gli arbusti puoi bruciarli e poi cospargere la cenere come fertilizzante del terreno. A questo punto dobbiamo pensare a ripulire il terreno dalle erbacce. Essendo incolto da qualche anno occorre vangare la terra per romperla e smuoverla, dopodiché eliminerei le infestanti con un sarchiatoio a tiro, c’è chi usa anche la zappa a tre denti (come mia madre) ma puoi usare anche le mani o quello che vuoi: l’importante è riuscire a togliere quante più erbacce possibili estirpandole, per evitare che possano rinascere subito. Le parti verdi invece puoi interrarle. Adesso non resta che incorporare nel terreno letame maturo che servirà a ricostruire la flora batterica per creare l’humus. Aspetta una decina di giorni e poi via con l’orto!

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