Cipolla: come e quando seminarla
Vediamo nello specifico come e quando piantare le cipolle. Anche per la cipolla (Allium cepa), come per l’aglio, si possono considerare due periodi più indicati per la semina: l’autunno, tra ottobre e novembre, e la fine dell’inverno.
Di solito l’autunno è indicato per la semina (o il trapianto) delle cipolle rosse e bianche, che si sviluppano durante tutto l’inverno perché resistono al freddo e saranno cipolle che potremo già consumare fresche, anche come cipollotti.

Per le cipolle dorate, o altre varietà più adatte alla conservazione, invece, si procede solitamente con una semina o trapianto di fine inverno, e le cipolle in questo caso si raccolgono quando sono completamente secche e si potranno conservare.
Per la cipolla esistono
due diverse tecniche.
Semina dei bulbetti
Come per l’aglio, anche per la cipolla si può realizzare l’interramento dei bulbetti da semina, mantenendo le stesse distanze indicate per l’aglio.
Trapianto di piantine
L’altro metodo per le cipolle è quello del trapianto delle piantine alte circa 10-12 cm, che di solito si acquistano nelle vaschette di polistirolo. Se si vuole seminare in proprio le piantine bisogna partire almeno un mese prima e seminare in semenzaio, riciclando delle vaschette o polistiroli o usando anche contenitori alternativi come le vaschette delle uova. Bisogna stare attenti perché i semi sono molto minuti e vanno dosati con parsimonia, altrimenti nasceranno tante piantine tutte ravvicinate.
Le distanze indicate sono di circa 12 cm lungo la fila e di 30 cm tra le file.
Tipi di cipolla
Ci sono diverse varietà di cipolla, tra cui quelle più comuni e commerciali e quelle più legate ai territori di origine. Una primaria distinzione è legata al colore:
Cipolle rosse, adatte sia al consumo come pianta fresca, sia all’essiccazione per conservarle a lungo:
- Rossa di Tropea Calabria IGP, protetta dal relativo Consorzio di tutela e legata al proprio territorio;
- Rossa di Certaldo, una cipolla toscana che può essere più dolce o più pungente a seconda dei tipi;
- Rossa di Firenze, detta anche “Fiascona” per la forma allungata del bulbo
- Cipolla lucchese, rossa a forma tonda leggermente allungata
Cipolle bianche, come le rosse adatte sia al consumo fresco sia alla conservazione:
- Bianca di Chioggia: una cipolla bianco-argentea dal sapore dolce, delicato;
- Bianca di Barletta: cipolla precoce dai bulbi piccoli e un po’ schiacciati
Cipolle dorate, adatte in particolar modo all’essiccazione:
- Dorata di Parma: è una classica cipolla tonda dorata, dal ciclo abbastanza precoce e dal sapore non tanto forte
- Ramata di Milano: anche questa è una classica cipolla dorata, che si presta molto bene alla conservazione. Il bulbo è medio piccolo e ha una forma che ricorda una trottola;
- Borettana: è una cipollina dai bulbi dorato chiari, schiacciati e piccoli, dal sapore delicato e adattissima a preparazioni come in agrodolce.
L’importanza della rincalzatura per le cipolle
La cipolla è una piantina stretta e lunga, che per restare diritta deve avere abbastanza terra alla base. Per questa ragione trae molto vantaggio dalla rincalzatura, operazione che consiste nello zappare tra le file e addossare un po’ di terra alla base delle piante. Zappare tra le file ovviamente serve anche a togliere le erbacce.
Per questo è importante lasciare circa 30 cm tra una fila e l’altra di cipolle, per poter passare comodamente con la zappa a praticare questo importante lavoro colturale.
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