‘Getta un seme’, riflessioni, tecniche ed esperienze di sostenibilità

Oggi vi faccio un regalo. Un dono prezioso come il messaggio che trasmette: la sostenibilità. Perché di questo parla il libro “Getta un seme” di cui oggi, grazie ad un editore generoso e ‘illuminato’, l’Associazione Nazionale Nuove Direzioni, posso trasmettervi il link da scaricare gratuitamente , così tutti potete averlo sulla scrivania del vostro computer per consultarlo a vostro piacimento.

“Sostenibilità è una parola vuota o troppo ricca di significati?”. E’ la domanda con cui inizia il libro. Certamente è abusata e per questo svuotata del suo reale significato.  Questo testo cerca di scavare nel concreto e nel vissuto di questa parola, per restituirgli peso e valore.

Non si possono riassumere in un post tutti gli argomenti affrontati, sono troppi, tutti interessanti e accattivanti. Posso dirvi che è un libro collettivo, scritto da oltre 30 autori, ciascuno ha affrontato la tematica che gli era più congeniale, quella su cui era più esperto. I coordinatori, Marina Clauser, direttrice dell’Orto Botanico di Firenze e Andrea Battiata, agronomo ideatore dell’Orto Bioattivo, hanno unito le voci di chi aveva qualcosa da dire sull’argomento ‘sostenibilità’. Ne è venuto fuori un coro ampio e partecipato, dove non sono riportate solo conoscenze e istruzioni per l’uso, ma anche parole che escono, oltre che dalla mente, permettetemelo di dire, anche dal cuore, perché profondamente sentite. Gli autori credono fermamente in quello che hanno scritto, sia si tratti di un pensiero, di una tecnica di coltivazione, di un’esperienza fatta sul campo.

Il libro è suddiviso in tre sezioni, la prima di ‘Idee e riflessioni’ vuole accendere una scintilla e la sensibilità necessaria affinché ciascuno di noi possa iniziare a praticare un giardinaggio sostenibile, per partecipare, anche se in piccolo, al cambiamento ambientale oggi divenuto obbligatorio. La seconda riguarda le ‘Tecniche’ possibili per attuarlo, ed entra nel merito delle buone pratiche colturali applicabili alla realizzazione di orti, giardini e balconi. La terza racconta le ‘Esperienze’ di quanti stanno già provando a rendere possibile un altro modo di pensare e coltivare, riporta le testimonianze virtuose di chi sta mettendo in pratica quanto contenuto nel libro stesso, esempi concreti replicabili ovunque se ne presenti la possibilità.

Riflessioni

Nella prima parte Patrizia Gentilini, oncologa di Medici per l’Ambiente, ci spiega perché è meglio vivere in un verde senza veleni, mentre la nutrizionista Lucia Baciottini ci esorta all’uso di cibi ‘vivi’, frutta e verdura che abbiano un valore ‘nutraceutico, capaci di nutrire e di curare allo stesso tempo. Dario Boldrini parla dell’importanza del verde in città e in particolare modo degli degli orti urbani, che stanno ‘fiorendo’ ovunque il cemento lasci loro un po’ di spazio. Di quanto l’orto rivesta un valore terapeutico, utile per la salute del nostro corpo e della nostra mente, ce lo raccontano l’agronomo e paesaggista Marco Cei e il ricercatore ambientale Gianni Pavan con i suoi ‘paesaggi sonori’. Infine Tommaso Turchi ci rende partecipi del grande lavoro svolto dal popolo dei custodi di semi, giovani che in tutta Italia e nel mondo si adoperano per conservare, produrre e scambiare migliaia e migliaia di semi che altrimenti andrebbero dispersi e fagocitati da un mercato globale che tende alla standardizzazione.

Tecniche

Ma è nella sezione dedicata alle tecniche che potete trovare i consigli utili su come attuare il concetto di sostenibilità nel vostro orto o giardino. Andrea Battiata ci suggerisce come affrontare le condizioni climatiche estreme e come rigenerare una terra, troppe volte maltrattata e abusata. Francesco Croci, medico delle piante, ci fornisce le istruzioni su come iniziare una lotta biologica contro i parassiti, cosa che lui sta già attuando all’interno dell’Orto Botanico fiorentino. E se Domenico Prisa ci spiega l’importanza dei Microrganismi Effettivi, Elena Anna Liberato Angotti ci fa comprendere quella dei fermentati e Antonio di Giovanni quella della simbiosi micorrizica, ovvero del rapporto tra fungo e pianta. Cecilia Lucchesi ci elenca le tecniche da praticare per un giardino senza irrigazione. Paolo Gullino e Sofia Cerrano, collezionisti di piante rare, ci indicano la strada per un’indispensabile biodiversità. Lapo Baldini prova a farci comprendere in poche pagine il ruolo delle api e del loro microcosmo. Paolo Agnelli ci dice come affrontare in modo biologico il ‘problema’ zanzare e Luciano di Fazio come debellare le erbe infestanti, ma attraverso un diserbo a basso impatto ambientale.

Esperienze ed esempi

Nella terza e ultima parte ci sono i racconti di coloro che hanno provato a contestualizzare e a praticare i principi sopra esposti, quelli di un’agroecologia rispettosa dell’ambiente e di chi la pratica. Si va da Agathe Lassner che spiega come è nato il movimento cittadino ‘Incredibili Commestibili’ al gruppo di ragazzi pugliesi che stanno sperimentando un giardino per il cambiamento climatico. Dagli orti didattici realizzati in alcune scuole fiorentine da Haifa Alsakkaf, Ornella Musoni e Marco Berretti ai giardini condivisi e a disposizione delle varie comunità cittadine: Giacomo Sallizzoni e i fiorentini Orti Dipinti, Andrea Giolitti del Giardino di Sottovico nei pressi di Barberino Val d’Elsa, Annalisa Rolfo e lo spazio torinese, curativo e rigenerativo, Contorto. Tutti quanti riportano quanto da loro sperimentato, raccontano come affrontare le varie difficoltà e come sfruttare le possibilità, qualora volessimo attuare altrove iniziative analoghe. Chiudono il volume le ‘chiacchiere’ illuminanti di  Andrea Battiata sul pane, quelle di Isabella Devetta sulle piante spontanee e il percorso intrapreso con lo ’Sportello della Scienza’ presso l’Università di Firenze.   

Questo per citare solo il sunto di alcuni contenuti presenti in questo libro. Non me ne vogliano coloro che non ho citato, se l’ho fatto è stato per necessità di sintesi, ma sono tutti articoli interessanti e necessari. Insieme compongono un puzzle completo, in cui l’uno è il sostegno dell’altro e solo insieme completano e delineano l’enorme globalità dell’argomento e della posta ambientale che c’è in gioco.

Spero che questo libro riesca nell’intento contenuto nel titolo, quello di gettare un seme affinché tutti possiamo compiere un piccolo passo verso metodi di coltivazione più sostenibili per riuscire a prendersi cura della terra e di noi stessi attraverso il cibo che essa produce. “L’agroecologia è uno dei possibili argini al degrado che stiamo attraversando, ma deve diventare non solo una tecnica di nicchia per pochi, bensì una prassi il più possibile estesa a tutti i livelli, tanto a scala domestica come a scala industriale. Ce la faremo? – si chiede Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italia nella presentazione del volume – Queste pagine provano a gettare un seme, speriamo che germini”.

Se per caso vi fosse sfuggito ecco qui di nuovo il link: Getta un seme

Lascia un commento