Coltiviamo il cardo nell’orto invernale

CardiE’ tempo di cardi! Il cardo (Cynara cardunculus) è sicuramente un ortaggio invernale. E anche se non lo abbiamo nell’orto, perché le nostre semine non sono state così previdenti, certamente lo avremo in cucina per la preparazione di qualche gustosa ricetta.

Ma se abbiamo abbastanza spazio, perché privarsi di averlo nell’orto, quando le sue foglie bianco e argento sono così decorative e riempiono di luce i cupi e spenti orti invernali! I fiori sono altrettanto spettacolari, spuntano a partire dal secondo anno, quando la pianta è ormai giunta al ‘capolinea’ quanto a commestibilità, e hanno ciuffi di un brillante viola acceso. Anche nei fiori, come nelle foglie, il cardo assomiglia molto al carciofo, ma a differenza di quest’ultimo non forma grumi commestibili: del cardo si mangiano infatti le coste, che se imbiancate a ‘mestiere’, diventano tenere e prelibate, amarognole e gustose al tempo stesso.

Terreno e posizione – Il cardo predilige terreni assolati e fertili, è quindi raccomandabile una concimazione di fondo a base di letame maturo o compost. Viene coltivato come ortaggio annuale e quindi andrà estirpato dopo il raccolto, se lo lasceremo sul posto ‘lui’ andrà a fiore, le coste diventeranno durissime e la pianta assumerà proporzioni invadenti, risulterà quindi difficile la sua permanenza in piccoli orti.

Semina –  Può essere fatta direttamente a dimora nell’orto tra aprile e maggio, in buchette distanti 70 cm, mettendo il seme (2/3 per buchetta) ad una profondità di 3 cm. Successivamente diraderemo lasciando una pianta per buchetta. Se sceglieremo la semina in semenzaio, useremo vasetti di 8 cm di diametro e metteremo 2/3 semi in ciascuno contenitore a una profondità di 2 cm.

Cardo

Germinazione – La germinazione del cardo avviene tra gli 8 e i 20 giorni dalla semina e perché questa avvenga, le temperature non dovranno scendere sotto i 16° e non salire oltre i 30°.

Trapianto – I mesi migliori per eseguire il trapianto sono maggio e giugno, ovvero 50/60 giorni dopo la semina, quando le piante saranno alte circa 15 cm e avranno almeno 6 foglie.

Cure colturali – Le innaffiature vanno eseguite con regolarità. All’inizio dell’autunno è consigliabile fissare le piante ad un tutore e tra ottobre e novembre iniziare l’operazione d’imbianchimento. Per rendere le coste più tenere, bianche, ma soprattutto meno amare, occorrerà raccoglierle in fasci, avvolgendoli con del foglio di cartone, della plastica nera o dei cannicci ( come in questo video sull’imbianchimento del cardo ) e poi legarli con dello spago o della rafia resistente. Una volta effettuata questa operazione sarà necessario rincalzare i piedi della pianta con della terra, sia per evitare che penetri luce da sotto, che per fermare e fissare la ‘fasciatura’. Il cardo sopporta temperature di 2 gradi sotto lo zero e la rincalzatura, così come la fasciatura, può essere di grande aiuto anche nella protezione dalle gelate. L’imbianchimento potrà essere fatto anche scalarmente, fasciando le piante che pensiamo di mangiare per prime e a mano mano procedere con le altre, perché il cardo imbianchito è più deperibile, soprattutto se gli inverni sono miti, se invece gli inverni saranno rigidi, come abbiamo già spiegato, questa operazione non potrà che essere di aiuto.

Raccolta – Dopo l’imbianchimento, che in genere ha la durata di 6-8 settimane, estirperemo l’intera pianta, taglieremo foglie e radici, elimineremo i fusti più esterni più duri e coriacei, fino ad ottenere un cespo simile a quello del sedano.

Rotazione e consociazione – Cerchiamo di evitare di ripiantare il cardo nella stessa aiuola dell’anno precedente e per i primi mesi, ovvero fino a quando non sarà diventato troppo grande e frondoso, potremo seminare nelle sue vicinanze insalate, ravanelli e carote.

foto di keepps da flickr

Commenti
2 Commenti a “Coltiviamo il cardo nell’orto invernale”
  1. giorgia caccia ha detto:

    Salve,
    questa volta, coltivando i cardi secondo le regole, ho prodotto delle piante gigantesche e per giunta ha fatto dei boccioli simili a dei carciofi, speravo di trovare qualcosa di più.
    Se qualcuno sa cosa può essere successo, spero che me lo racconti.
    Grazie.
    (Giorgia)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Giorgia,
      complimenti per i tuoi cardi!
      Le piante che hai coltivato però non riescono a fare i classici carciofi che intendiamo, producendo solo foglie e coste adatte al consumo.
      Quindi niente di anomalo.
      Salute e buon orto.

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