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Salve,
desiderei avere vostri consigli circa interventi da effettuare su alcune varieta’ di albero di frutta:
Pesco noce: presenza di bolla su una grande quantita’ di foglie e frutti guasti e spaccati.
Pero: frutto in quantita’ ma marce da non poter recuperare nemmeno una.
Stessa cosa per susino e pere.
Da notare che queste piante (tranne il pesco) hanno parecchi anni di vita.
Confido nel vostro aiuto ringraziando e salutando cordialmente.
(Alex)

Risposta

Ciao Alex,
da come ci descrivi la situazione sembra che tutte le tue piante da frutta necessitino di cure colturali, in particolare regolari potature e trattamenti fitosanitari di base – biologici s’intende – per prevenire malattie della pianta e marciumi della frutta.
E’ probabile che le piante siano attaccate da dei funghi patogeni quali: monilia e taphrina deformans, che diventano aggressivi maggiormente quando alla pianta mancano le potature che la tengono reattiva, maggiormante, e con una chioma giovane e arieggiata al meglio.
Per esempio adesso, che le piante perdono le foglie, potresti dedicarti a trattarle con della Poltiglia Bordolese – apri il link – da ridare in inverno pieno, dopo la potatura e poi alla schiusura delle gemme in primavera, evitando bene la fase di fioritura.
L’età della pianta incide sulla sua capacità di reagire alle potature – cioè il ringiovanimento – ma non ha niente a che vedere sulle eventuali patologie che l’attacca.
Salute e buon orto.

Salve,
abito in un paesino a 900 mt di altezza e sono pensionata.
Ho un vecchio mandorlo al quale tengo molto ma che purtroppo è malato.
Ha il tronco annerito e c’è anche parecchia gomma.
Fiorisce regolarmente ma poi dopo un paio di mesi inizia a perdere le foglie e le mandorle.
Mi potete consigliare che posso fare per tentare di salvarlo?
Grazie.
(Elena)

Risposta

Buongiorno Elena,
il tuo vecchio mandorlo ha diverse patologie fungine che lo stanno stressando; la prima si chiama Gommosi ed è quella che provoca proprio quella gomma che tu descrivi, l’altra patologia invece si chiama “Fumaggine” e altro non è che un fungo che annerisce foglie, rami e tronco della pianta. Il mandorlo, nell stagione fine invernale riesce a fiorire ma poi in primavera anche con l’aumentare dell’intensità delle patologie, reagisce perdendo le foglie. In questa stagione puoi trattare la pianta con della poltiglia bordolese – consulta pure il video nel link – che è un toccasana per le patologie fungine, stando bene attenta a irrorare bene anche il fusto e i rami della pianta. Ti suggerisco di fare diversi trattamenti – due al mese almeno – fino a quando non vedi sparire il nero dalla pianta. Per la gommosi invece dovrai agire con delle potature – in pieno inverno però – eliminando le parti secche e trattando poi sempre con la poltiglia bordolese dopo.
Forza Elena che riusirai di certo a salvare la tua amata pianta!
Salute e buon orto.

Salve,
ho un pezzetto di terra di 4 x 3 metri e ho messo una piantina di lampone il 10 aprile .
Come si può vedere dalle foto, negli ultimi giorni alcune foglie sono diventate bianche e altre sono mangiate ma non ho visto insettini che abbiano aggredito la pianta.
Cosa può essere e cosa devo fare?
Ecco la foto: lampone laura
Grazie mille.
(Laura)

Risposta

Ciao Laura,
le dimensioni del tuo pezzo di terra ci comunicano una bella sensazione di….intimità che tu ritrovi nel coltivarlo
Dalla foto che ci spedisci sembra che la pianta stia proprio bene e quelle macchie bianche non sembrano altro che acqua mista a terra che le ha sporcate, davvero non credo sia una particolare patologia tipica del rovo quale, il “mal bianco” – Oidio. Riguardo agli insetti che divorano le foglie potrebbero essere diversi, principalmente alcuni coleotteri – Maggiolino, otziorrinco, ecc – oppure dei lepidotteri; ma senza vedere le foglie è difficile identificare il predatore.
Per contrastare l’effetto dell’azione di tali predatori, se veramente il danno interessa la maggiorparte delle foglie, potresti irrorare degli insetticidi biologici come l’olio di Neem – consulta pure l’articolo che trovi nel link.
Salute e buon orto.

Salve,
sono ortista da qualche anno e, nel tempo, ho raggiunto una certa dimistichezza con le varie coltivazioni, con metodo biodinamico, sempre partendo da seme.
Ti scrivo perché, oltre all’entusiasmo legato ai successi, sono rimasto demoralizzato da insormontabili difficoltà nell’affrontare la coltivazione dei cavoli.
Tutto bene fino al momento del trapianto, e poi dopo qualche giorno le foglioline iniziano a scurirsi, si accartocciano e addio (vedi foto in calce). Ho dato il rame ma nulla. Cambiato rotazione. Più acqua – meno acqua…niente!
Qui non si mangia “un cavolo” da anni! Lo sconforto è dietro l’angolo.
Grazie.
cavolo-simone
(Simone – ReggioEmilia)

Ciao Simone,
innanzitutto inizierei a evidenziare, oltre la tua fondamentale ironia, anche i tuoi successi meritati visto che hai deciso di intraprendere la tua carriera ortistica con il metodo bioinamico e tutto partendo da seme…molto impegnativo e rispettoso dei cicli naturali.
Riguardo ai tuoi fallimenti nella coltivazione di cavoli – perdita delle giovani piantine post trapianto – la questione potrebbe essere da ricercare nel seme che, se non risulta essere sano in partenza, potrebbe essere lui stesso inoculo di diverse patologie fungine che contribuiscono alla perdita delle piantine, fra queste: peronospora parassitica e il Phoma lingam – cancro del fusto del cavolo. I rimedi biologici preventivi per evitare queste patologie sono:
1 – reperimento del seme sano in partenza – prova a cambiare fornitore di seme per esempio,
2- trattamento delle piantine nel semensaio e dopo il trapianto con prodotti a base di rame – poltiglia bordolese per esempio
Inoltre, immagino che tu fai il semensaio di piantine che trapianterai a radice nuda direttamente in pieno campo, in quel caso allora merita che, prima di mettere le piante in pieno campo, tu le allevi per qualche settimana in dei vasetti, le piante in quel caso hanno radici più forti e sane e la piantina subisce meno facilmente attacchi da parte di patogeni.
Salute e buoni cavoli!

Sono un principiante con un orto al parco dell’Aniene a Roma.

La mia domanda è questa: 10 gocce di propoli in un litro di acqua spruzzato sulle piante, così mi è stato consigliato.

Ma non mi è stato detto su quali piante, quando e contro quali avversità e malattie.

È un fertilizzante? Grazie

(Agos – Roma)

Risposta

Ciao Agos, effettivamente era successo qualcosa sul processo di invio della tua domanda e per questo non riuscivo a rispondere dalla pagina di fb, ma fortunatamente tutto è risolto e passiamo alla risposta.

Iniziamo col dire che puoi usare la propoli sia sugli ortaggi che sugli alberi da frutto. Si può usare preparata in più modi e a questo proposito ti consiglio di leggere il post su come si prepara e si usa la propoli nell’orto e allo stesso tempo potresti leggere anche quello che spiega contro quali patologie la propoli può essere utile nell’orto.

In genere è utile soprattutto contro le malattie crittogamiche (funghi: peronospora, ruggine,ecc…), ma anche contro gli afidi se gli attacchi sono ancora contenuti o, come potrai leggere nei post sopraindicati, a scopo preventivo sia nell’orto che nel frutteto.

Saluti e auguri per il tuo orto! Mi sembra di capire che sei molto appassionato e non impiegherai molto a diventare un vero esperto! Se possiamo aiutarti siamo qui!

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