Il melograno (Punica granatum) è una specie da frutto che si coltiva anche per la sola bellezza dei fiori, grandi e di un bel colore scarlatto acceso. I primi fiori del melograno non porteranno frutti, i successivi si. Bisogna fare attenzione con la potatura, a non eliminare le cime con le gemme che porteranno i frutti.
La potatura del melograno mantiene la pianta equilibrata, illuminata e arieggiata. Ogni anno, con moderazione, devono essere eseguiti alcuni interventi mirati. Ecco indicazioni su come potare un melograno allevato a cespuglio e anche sul periodo della potatura del melograno.
- sfoltimento dei rami basali in eccesso
- eliminazione dei succhioni, rami a portamento spiccatamente verticale, che non hanno una funzione positiva per la pianta ma al contrario tolgono risorse;
- tagli di ritorno, così chiamati perché fanno tornare, in un certo senso, la periferia della pianta verso il centro. Questi tagli si fanno in punti di diramazione;
- sfoltimenti dei rametti in alto.
Una particolare attenzione va poi anche posta nella scelta degli attrezzi che servono e anche su quando potare il melograno.

Il melograno (Punica granatum) non è una pianta a cui si possa dedicare poco spazio: la sua storia è lunga e prestigiosa, è originario della Persia e dell’Afghanistan e viene coltivato da almeno cinquemila anni. A ‘lui’ sono stati dedicati poemi e opere d’arte. Frutto regale, è stato citato da Mosè, conservato nelle tombe dei faraoni e coltivato nei giardini di Babilonia. Ma fermiamoci qui, perché occorrerebbe un trattato di storia per scoprirne tutti i simboli e i significati che gli sono stati attribuiti nei secoli o gli impieghi a cui si è prestato, limitiamoci dunque a capire come è perché si coltiva oggi.
