L’aneto (Anethum graveolens) vive all’ombra del finocchio selvatico, non fisicamente ma metaforicamente! Perché è tale la loro somiglianza che tanti finiscono per confonderli e, come se non bastasse, viene appellato anche finocchio fetido o finocchio bastardo. Beh! Mi sembra ingiusto oltre che offensivo! Allora per riparare al torto subito dall’aneto non ci resta che scoprire insieme come coltivarlo e come utilizzarlo, perché è un’aromatica dalle mille risorse.

Per prima cosa evitiamo di piantarlo vicino al finocchio selvatico, non perché sia permaloso e non sopporti la vicinanza del più celebre ‘cugino’, ma perché queste due aromatiche potrebbero ibridarsi (incrociarsi) e l’anno successivo dare vita a piante di qualità inferiore. E’ una pianta annuale e quindi andrebbe seminata ogni anno, ma se posizionata nel luogo e nel terreno giusto si comporta come una perenne: l’aneto si autosemina spontaneamente di anno in anno.

Dove posizionarlo – L’aneto ama i terreni sciolti e ben drenati. Raggiunge con facilità il metro e mezzo di altezza per cui è meglio seminarlo sul fondo dell’orto insieme ad altre aromatiche, come la salvia. L’ideale è posizionarlo al riparo, contro un muro o una siepe, perché teme il gelo e il vento eccessivo, mentre ama il sole e il caldo, ma non sopporta la siccità, quindi va annaffiato con una certa regolarità e, se vogliamo evitare che vada subito a seme, non lasciamo che il terreno secchi troppo.

Come seminarlo – L’aneto non ama i trapianti, andrà quindi seminato subito a dimora (nel luogo definitivo e non in bicchieri o vasetti da trapiantare) in tarda primavera o a inizio estate. Poniamo il seme mezzo centimetro sotto terra e lasciamo 40 cm tra una pianta e l’altra, oppure seminiamo a spaglio, facendo molta attenzione a rastrellare il seme nella terra. Le piantine spunteranno dopo 10-14 giorni e dopo che saranno trascorse ancora due settimane provvederemo a diradarle qualora ce ne fossero alcune troppo vicine.

Come utilizzarlo – Possiamo iniziare a raccogliere le belle foglie frastagliate dopo circa due mesi dalla semina, staccando dallo stelo quelle più esterne. Le giovani foglie e i germogli tritati sono ottimi per insaporire insalate, verdure cotte, carni o zuppe.

I semi invece vanno raccolti quando i capolini sono diventati bruni (prima sono immangiabili) e solo a quel punto potremo utilizzarli nella preparazione di dolci, biscotti, tartine e per insaporire i sottaceti. L’aroma dell’aneto è intenso, più pungente di quello del finocchio, assomiglia all’anice e al cumino e si sposa bene anche con i fagioli e il pesce.

Come conservarlo – Quando i capolini saranno maturi li raccoglieremo ( non tutti altrimenti addio autosemina! ) e li lasceremo seccare per qualche giorno su un foglio di carta in luogo ombreggiato e arieggiato, basterà poi battere delicatamente le infiorescenze per fare uscire i semini e conservarli in barattoli di vetro.

5 commenti
    • nara marrucci
      nara marrucci dice:

      Ciao Eli, qualche ora di ombra non ha mai ‘ammazzato’ nessuno, neppure l’aneto, tuttavia la posizione preferita dall’aneto è il pieno sole! 🙂

      Rispondi
  1. Stefano Pissi
    Stefano Pissi dice:

    Ciao Lucia,
    l’aneto non è una pianta facilmente reperibile – come piantina germinata intendo – perchè non è molto conosciuta per la nostra cucina.
    Puoi trovare agevolmente i semi in bustine, per fare così le tue piantine.
    Salute e buon orto.

    Rispondi

Trackbacks & Pingbacks

  1. Aneto: quando seminarlo, come coltivarlo e come... ha detto:

    […] Raggiunge con facilità il metro e mezzo di altezza per cui è meglio seminarlo sul fondo dell'orto insieme ad altre aromatiche, come la salvia. L'ideale è … Tag: Anethum graveolens, aneto, coltivazione, semina, utilizzo.  […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

© 2021 Bonduelle InOrto