LA COLTIVAZIONE DEL CACHI

Un albero rustico, che in autunno si riempie di frutti arancioni. Di facile coltivazione, resistente al freddo e poco sensibile alle malattie.

l Caco, o Diospyros kaki, appartiene alla famiglia delle Ebenaceae. Viene comunemente chiamato il Cibo degli Dei, Loto del Giappone o anche L’albero delle Sette Virtù.

Il cachi è un albero deciduo, perde quindi le sue foglie in inverno. Prima di cadere però, si tingono di un meraviglioso rosso arancio in autunno. La fioritura avviene in maggio. I fiori sono grandi, tendenti al giallo/verde. Essi sono ermafroditi,posseggono infatti entrambi gli organi maschili e femminili. Infatti, in presenza di un altro esemplare, la riproduzione avverrà in modo normale. Al contrario, se è presente solo un soggetto, i frutti si formeranno ma saranno privi dei semi all’interno. La fioritura lascia spazio a dei frutti prima verdi e poi arancioni. Accade che i frutti restino attaccati alla pianta anche dopo la caduta delle foglie. Questo rende ancora più unica la sua presenza in giardino.

Si tratta di un albero che può raggiungere i 12 metri di altezza ed ha un portamento a chioma tondeggiante. Interessante è la sua resistenza al freddo, fino a -10°C. Non tollera invece i ristagni di acqua.

Il cachi è una pianta rustica e totalmente adattata ai nostri climi mediterranei.

Albero cachi_InOrto
Cachi_InOrto

Verso metà ottobre i cachi iniziano a maturare. Precisamente quando la polpa diventa morbida e la buccia così sottile da rompersi. Purtroppo questo frutto è molto amato dagli uccelli. E quindi consigliato raccogliere i cachi quando sono ancora acerbi ( arancioni e duri) e riporli in delle cassette al buio. Facciamo attenzione a creare degli strati di cachi singoli nelle cassette, altrimenti marciranno presto. I Frutti, sono ricchi di vitamina A e vitamina C. Contengono anche molto zucchero e tannini. 

Esiste una varietà, Il Kaki Mela, che però rimane duro anche a maturazione. Molto curiosa è anche la varietà Diospyrus Lotus, che produce piccoli frutti della dimensione delle ciliege, commestibili.

E possibile mettere a dimora l’albero di cachi nel periodo che va da ottobre a marzo, stando attenti a non piantare in prossimità di gelate o neve.

Albero cachi_InOrto

Il Diospero predilige un’esposizione soleggiata e priva di ristagni idrici. Possiede un portamento eretto che poi si espande in una grossa chioma compatta e tonda. E un albero che si porta bene in un frutteto ma anche in giardino da solo. Una volta identificato il luogo di piantagione, possiamo preparare la messa a dimora. 

La buca dovrebbe essere idealmente di 1 metro per un metro ma anche 80 cm x 80 cm sono sufficienti.  Se il terreno è drenante e ricco non ci sarà bisogno di aggiungere niente al momento della piantagione. Al contrario se ci troviamo in un terreno povero e argilloso, è bene aggiungere stallatico e materiale drenante (Argilla espansa, zeolite, vermiculite). Assicuriamoci di non ricoprire il colletto sotto terra, ma lasciamolo al di fuori della buca di piantagione. Questo perché la pianta del Cachi è solitamente innestata sulla pianta di Diospyros lotus (specie resistente ai nostri freddi).

Se la pianta è piccola, possiamo piantare al suo fianco un palo di sostegno che toglieremo solo una volta stabile.

La moltiplicazione del Cachi avviene principalmente per innesto. Se invece abbiamo pazienza, possiamo anche seminare il caco. 

Si tratta di una pratica semplice. La prima accortezza è quella di riporre il seme pulito in frigorifero (In un barattolo di sabbia) per circa 3 mesi. Infatti il seme di cachi necessita di un periodo di ibernazione per germogliare. Una volta trascorso questo tempo, possiamo riporre il seme in un vaso a pochi cm di profondità in un terriccio universale. Al massimo dopo un paio di mesi, il germoglio dovrebbe fare capolino. Assicuriamoci di annaffiarlo, e di tenerlo lontano dalle gelate. Una volta diventata piantina, sarà possibile metterla a dimora.

La coltivazione in vaso è possibile, tenendo conto che il suo sviluppo sarà ridotto. Le potature dovranno essere più severe per assicurare l’equilibrio radice/chioma.

Cachi_InOrto

Il cachi non ha particolari nemici. Si tratta di un albero forte e rustico.

La potatura del cachi è semplice e richiede poche attenzioni.

La prima cosa da sapere è che il cachi produce sui rami dell’anno. Stiamo attenti quindi a non potare eccessivamente, ed al contrario lasciare rami a gemme da fiore. Tra dicembre e febbraio, quando la pianta è in riposo, possiamo effettuare la potatura. Solitamente la potatura più consigliata per il cachi è la potatura “a vaso”. Questa consiste nel lasciar crescere il tronco di circa un metro e mezzo, dal quale partiranno 3 branchie inclinate di 45° da esso. Le prime potature saranno a carico della struttura del tronco principale. Solo successivamente, con l’aiuto di lacci o supporti, potremo dirigere le 3 branchie selezionate. Lo scopo della potatura invernale è anche quello di alleggerire la chioma per permettere più circolazione di aria e luce per la maturazione dei frutti. 

E anche possibile lasciare il cachi svilupparsi naturalmente. Avrà lo stesso il suo fascino.

Frutto cachi_InOrto
Albero cachi_InOrto

Il cachi non ha particolari nemici. Si tratta di un albero forte e rustico. 

Teniamo però d’occhio l’albero, nelle annate particolarmente umide e piovose. In questi casi, infatti, potrebbe apparire la muffa grigia sui frutti. Potrebbero anche soffrire della mosca della frutta, soprattutto nelle aree meridionali. Invece, sul tronco potrebbe apparire la Sesia. Un tarlo che entra nel tronco della pianta e crea delle gallerie. Si tratta di una peste difficile da rimuovere. Solitamente viene tolta manualmente, rimuovendo la corteccia ed eliminando i tarli a mano. Per prevenzione possiamo cospargere il tronco di calce.

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