aeoHo sempre provato una spiccata simpatia per le erbe spontanee, per questo ogni tanto ne scelgo una a cui dedicare qualche riga per farla conoscere, apprezzare e coltivare. Questa è la volta dell’acetosella (Oxalis acetosella) un’erbacea perenne simile al trifoglio, ma più bella ed elegante, con quei fiorellini a calice bianco oppure rosa intenso che alcune varietà ci regalano a primavera. Si sviluppa in morbidi cuscinetti che stanno benissimo sul bordo delle aiuole del giardino o dell’orto, oppure, visto le sue dimensioni contenute, in vaso per ingentilire i balconi.

L’acetosella ama l’ombra e non è un aspetto da sottovalutare considerato che il numero delle piante da ombra non è mai numeroso, tuttavia questo non significa che non sia possibile coltivarla al sole, tanto è vero che in alcune zone collinari della Sicilia prospera benissimo!ella

Terreno e posizione – Ama le posizioni ombreggiate, per l’acetosella è perfetto il sole delle ore più fresche. Allo stato spontaneo si trova in boschi e prati, dove il terreno è fertile e ricco di humus, ma si adatta bene anche ai terreni leggeri e poveri di calcio. Non teme il freddo e sopporta le temperature invernali anche molto rigide, tuttavia durante l’inverno la parte aerea secca, per poi tornare a vegetare e fiorire con l’arrivo della primavera.

Semina e moltiplicazione – La moltiplicazione più facile si ha per divisione dei cespi, che attecchiscono con facilità, da effettuare in agosto settembre, oppure la potremo seminare all’inizio della primavera, ma siccome i cespi che si formano sono vigorosi e larghi almeno 30 cm, una volta spuntate le giovani piante, dovremo diradarle e piantarle ad una distanza adeguata.

Annaffiature – L’acqua è l’unica cosa che non deve mai mancare all’acetosella, soprattutto prima della fioritura, mentre potremo diminuirne l’apporto in estate, quando la pianta va in risposo per riprendersi poi in settembre.

Malattie e nemici – Difficilmente l’acetosella viene attaccata da malattie, tuttavia le piogge frequenti e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, potrebbero contribuire all’insorgere di qualche malattia fungina. Attenzione inoltre alle lumache!

aceUtilizzo – Non so se vi è mai capitato da piccoli (oppure anche da grandi) di mettere in bocca un gambo di acetosella per alleviare la sete, se ne trae un sollievo immediato e il suo gusto acidulo é unico, molto gradevole e rinfrescante. Per questo i gambi sono un ottimo aromatizzante per le insalate o per dare un tocco speciale a salse (soprattutto a quella verde)  o a zuppe e minestre fredde estive. Ma usiamola con parsimonia!

Curiosità – Durante la pioggia e il vento, ma anche con il troppo sole,  l’ acetosella tende a ripiegarsi su stessa come a proteggersi, per questo nel linguaggio dei fiori gli è stato dato il significato di ‘Protezione’ e ‘Amore materno’ e in Inghileterra la chiamano ‘Bella addormentata’ o ‘Trifoglio dormiente’.

3 commenti
  1. Martina
    Martina dice:

    Ciao,
    sempre specifici e dettagliati nel descrivere questa bellissima pianta.
    Potreste dirmi sull’acetosella, dove comprarla?
    (Martina)

    Rispondi

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