Passeggiando nel centro di Madrid, in prossimità di Plaza Latina, mi sono imbattuta casualmente in un luogo fantastico ‘Il Campo di Cebada‘. Non è un monumento storico, né tanto meno un museo, ma uno spazio sociale all’aperto, con orto, alberelli, pergole, pedane, sedute, teatro, campetto da calcio e basket.

Tutto è costruito con materiale di recupero: vecchi bancali di legno, tubi di ogni genere, impalcature di ferro, bobine industriali, vecchi elettrodomestici e ogni recipiente dismesso serve alla raccolta dell’acqua piovana per le innaffiature. Ma non per questo Campo di Cebada è meno affascinante, tutt’altro!

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Chi segue InOrto da un po’, sa che a noi piace quando l’orto o gli ortaggi si trasformano in soggetti artistici, perché questo significa che i nostri ‘amici vegetali’ e, allargando il ‘campo’, l’intera natura diventano oggetto di stimolo, di creatività e di attenzione. E chi ama la terra sa quanto bisogno ci sia di attenzione in questo momento, nei confronti di ciò che è essenziale e vitale, ma che sembra dimenticato dai più!

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Non tutti i libri che parlano di orti possono essere letti con piacere sotto l’ombrellone in riva al mare, perché per quanto si possa essere entusiasti di zucche e ravanelli, alla decima lezione di come si coltiva il tale ortaggio o come si raccoglie il tal altro, o ti tuffi in acqua a cercare un diversivo almeno momentaneo o nascondi il libro fra creme solari e costumi e speri di non ritrovarlo più fino alla fine delle vacanze.

Tuttavia c’è un libro, che nonostante l’unico argomento sia l’orto, è avvincente e appassionante. Si tratta di ‘L’orto e l’anima – Dal giardino dell’Eden agli orti urbani’ di Paola Violani, Antonio Vallardi Editore. Un libro dal sapore retrò, dove la grafia è leggera e romantica e dove non ci sono foto ma solo bellissimi disegni.

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Dove una volta c’era un ospedale psichiatrico oggi c’è un orto comunitario. E che orto! Al Giardino degli Aromi oltre a coltivare ortaggi, si coltiva la condivisione e il benessere. Ci si prende cura delle piante, di se stessi e degli altri.

Il Giardino degli Aromi Onlus nasce nel 2013 negli spazi dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, grazie alla volontà di un gruppo di donne con esperienza nella coltivazione di erbe aromatiche e medicinali.

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Nella rappresentazione del legame tra arte e orto, gli impressionisti francesi sono sicuramente ai primi posti e fra tutti Pissarro è in testa: nessuno ha mai raffigurato così tanti orti nelle proprie tele!

Non a caso Camille Pissarro viene spesso definito il poeta della campagna. I suoi quadri sono  delle odi ai campi, agli orti, alla terra lavorata, ai personaggi che popolano questi luoghi.

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L’ultima fiaba non poteva essere che quella di Natale. E non poteva essere che una fiaba d’amore. Ma gli amori che nascono nell’orto si sa sono sempre un po’ strani…. Come può un abete innamorarsi di una zucchina? Magie dell’orto!

Leggiamo questa storia, l’ultima scritta per i bambini di InOrto, dai ragazzi che lo scorso anno frequentavano il Liceo Scientifico di Presezzo.

Le loro storie ci hanno accompagnato per tutto l’anno, ne abbiamo pubblicata una al mese. Tutte inedite, interessanti e con l’orto o le verdure al centro del racconto. Divertenti o malinconiche, romantiche o realistiche, tutte sono nate con l’intento di fare amare un po’ di più il mondo dell’orto ai bambini.

Ma ritorniamo alla fiaba di questo mese: Pinuccio e Verdina….

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In questa scuola l’orto si coltiva da sempre. Non è un’esigenza nata oggi, come sta accadendo in molte altre scuole. Qui la convinzione che coltivare la terra sia un fattore determinante nel percorso educativo di ogni bambino, ha radici profonde.

E’ dal lontano 1927, che alla Rinnovata Pizzigoni, i bambini crescono mettendo le mani nella terra, da quando, grazie al contributo di diversi esponenti dell’intellighenzia milanese, Giuseppina Pizzigoni riuscì a costruire la scuola così come la si può vedere oggi.

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Vi piacerebbe avere semi di ortaggi insoliti, antichi o rari? Potreste provare a mettervi in contatto con A.R.CO.P.A. l’associazione che promuove la conoscenza, lo studio e la conservazione di piante di interesse alimentare ancora poco conosciute e diffuse. Ma soprattutto potreste partecipare alle mostre che organizzano per scambiare piantine, tuberi, bulbi, semi, etc. Sicuramente nel vostro orto o balcone aumenterebbe la fantasia e l’originalità e invece dei soliti fagioli bianchi, bianchi, scoprireste che ce ne sono di mille colori, che i pomodori non sono solo rossi e che le zucche hanno forme a non finire.

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‘Fabam vitellianam’ non è una formula magica, ma una ricetta dell’antica Roma: crema di fave alla vitello, che potete provare a fare grazie alle indicazioni che troverete sulle ricette del mese. Ma se volessimo un piatto un po’ più attuale che piaccia tanto ai bambini, proviamo con le Sfoglie fantasia’.

Ma forse ai bambini interessano più i giochi che le ricette e allora misuriamo la loro conoscenza dei piatti a base di verdure con il gioco ‘Le coppie a tavola’. Le soluzioni in basso vanno però nascoste: altrimenti sono bravi tutti!

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Se gli ortaggi vi piacciono in tutti i modi: cotti, crudi o anche dipinti, avete trovato il sito che fa per voi. Sono oltre 700 le varietà ortofrutticole rappresentate nei quadri custoditi negli archivi della Facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, ora tutti restaurati, digitalizzati e disponibili sul sito dei Musei della Reggia dei Portici.

Una vera ricchezza, storica, artistica e culturale, ma per noi appassionati dell’orto un vero catalago da sfogliare con calma e dedizione. Non vi consiglio di guardarlo di fretta e in modo disattento (come si usa fare in rete), ma piuttosto attendere il momento in cui si dispone di un po’ di tempo per osservare con cura questi ortaggi, molti dei quali ormai abbandonati ed estinti. E ritrovare, con questa osservazione, oltre che il piacere di mangiarli (con gli occhi) il valore di coltivarli, magari proprio andando a ricercare queste cultivar dimenticate.

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