Passeggiando nel centro di Madrid, in prossimità di Plaza Latina, mi sono imbattuta casualmente in un luogo fantastico ‘Il Campo di Cebada‘. Non è un monumento storico, né tanto meno un museo, ma uno spazio sociale all’aperto, con orto, alberelli, pergole, pedane, sedute, teatro, campetto da calcio e basket.
Tutto è costruito con materiale di recupero: vecchi bancali di legno, tubi di ogni genere, impalcature di ferro, bobine industriali, vecchi elettrodomestici e ogni recipiente dismesso serve alla raccolta dell’acqua piovana per le innaffiature. Ma non per questo Campo di Cebada è meno affascinante, tutt’altro!

Chi segue InOrto da un po’, sa che a noi piace quando l’orto o gli ortaggi si trasformano in soggetti artistici, perché questo significa che i nostri ‘amici vegetali’ e, allargando il ‘campo’, l’intera natura diventano oggetto di stimolo, di creatività e di attenzione. E chi ama la terra sa quanto bisogno ci sia di attenzione in questo momento, nei confronti di ciò che è essenziale e vitale, ma che sembra dimenticato dai più!
Non tutti i libri che parlano di orti possono essere letti con piacere sotto l’ombrellone in riva al mare, perché per quanto si possa essere entusiasti di zucche e ravanelli, alla decima lezione di come si coltiva il tale ortaggio o come si raccoglie il tal altro, o ti tuffi in acqua a cercare un diversivo almeno momentaneo o nascondi il libro fra creme solari e costumi e speri di non ritrovarlo più fino alla fine delle vacanze.
Dove una volta c’era un ospedale psichiatrico oggi c’è un orto comunitario. E che orto! Al Giardino degli Aromi oltre a coltivare ortaggi, si coltiva la condivisione e il benessere. Ci si prende cura delle piante, di se stessi e degli altri.
Nella rappresentazione del legame tra arte e orto, gli impressionisti francesi sono sicuramente ai primi posti e fra tutti Pissarro è in testa: nessuno ha mai raffigurato così tanti orti nelle proprie tele!
L’ultima fiaba non poteva essere che quella di Natale. E non poteva essere che una fiaba d’amore. Ma gli amori che nascono nell’orto si sa sono sempre un po’ strani…. Come può un abete innamorarsi di una zucchina? Magie dell’orto!
In questa scuola l’orto si coltiva da sempre. Non è un’esigenza nata oggi, come sta accadendo in molte altre scuole. Qui la convinzione che coltivare la terra sia un fattore determinante nel percorso educativo di ogni bambino, ha radici profonde.
Vi piacerebbe avere semi di ortaggi insoliti, antichi o rari? Potreste provare a mettervi in contatto con
‘Fabam vitellianam’ non è una formula magica, ma una ricetta dell’antica Roma: crema di fave alla vitello, che potete provare a fare grazie alle indicazioni che troverete sulle ricette del mese. Ma se volessimo un piatto un po’ più attuale che piaccia tanto ai bambini, proviamo con le ‘Sfoglie fantasia’.
Se gli ortaggi vi piacciono in tutti i modi: cotti, crudi o anche dipinti, avete trovato il sito che fa per voi. Sono oltre 700 le varietà ortofrutticole rappresentate nei quadri custoditi negli archivi della Facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, ora tutti restaurati, digitalizzati e disponibili sul sito dei Musei della Reggia dei Portici.
