Sarah, esperta di lamponi, ci spiega come curarli e coltivarli in modo naturale

Quando penso a Sarah, penso al colore e al sapore della marmellata di lamponi. E non è un torto che le faccio, ma un grande complimento. La marmellata che produce con i lamponi che coltiva nell’orto, ha un colore magnifico e il sapore è quanto di più di buono si possa immaginare.

Sarah è una vera esperta di lamponi: crea nuove piante, li coltiva e li alleva con cura, ne raccoglie e ne vende i frutti e fa delle marmellate squisite per la famiglia e gli amici. Apre e chiude il ciclo produttivo.

Ma non fa solo questo nella vita: Sarah, che ha un passato di artista a Londra, è un piccolo vulcano ‘creativo’ e quando l’orto glielo permette si rilassa realizzando fiori di carta, saponi fatti in casa con materiali di scarto, cucinando torte, infornando il pane o studiando il latino. Sono mille le attività che catturano la sua insaziabile curiosità! Il bello è che riesce in tutto, magari qualcosa resta per strada o incompiuto, ma sono talmente tanti i traguardi che si pone che sarebbe difficile il contrario.

Ma torniamo ai lamponi che immagino sia l’argomento più interessante per chi segue InOrto. Sarah li coltiva ormai con grande disinvoltura e, visto le molte cose da fare, gli dedica del tempo, ma non poi così tanto. Ha trovato una sua organizzazione in questo suo ‘tran-tran’, dall’orto alla pentola che bolle con la marmellata sul fornello in cucina, che tutte le operazioni che compie sono collaudate e sperimentate per andare dritte dritte all’obiettivo: fare tutto nel minor tempo possibile e con il minor spreco di energie. Quello che desideriamo tutti. Quindi ho cercato di carpirne i segreti.

Come produrre nuove piante di lampone

“Ho iniziato la coltivazione dei lamponi quando ho notato, che nel terreno che avevamo comprato, ormai abbandonato da anni, vi crescevano dei piccoli frutti di bosco spontanei, come more di rovo e fragoline – racconta Sarah – E nel tentativo di sfruttare e incrementare questo equilibrio naturale ho pensato di aggiungere anche lamponi, more senza spine e diverse varietà di fragola. L’occasione di impiantare lamponi è poi arrivata quando un mio vicino mi ha regalato un trentina di talee radicate, ottenute dai polloni emessi dalle vecchie piante. E’ molto facile ottenere giovani piante di lamponi, perché non stanno fermi come comunemente siamo portati a pensare, ma camminano e vanno dove vogliono! Per arrestare il loro ‘viaggiare’, basterà staccare i polloni che escono ‘dal seminato’ con una parte della loro radice, che sta sempre molto in superficie, ridurne l’altezza a circa 30 cm, e ripiantarli dove desideriamo. E’ un’operazione che faccio ogni autunno, sia se voglio sostituire vecchie piante sulle file in produzione, che per aumentare la coltivazione di lamponi in nuove zone”. Se poi qualche pianta non attecchisce potremo riprovarci in primavera, quando le possibilità di successo sono ridotte, ma pur sempre possibili. E’ bene inoltre ricordare che la posizione ideale per il lampone è la mezz’ombra. Sarah li coltiva anche in pieno sole ma, come dice lei “le piante coltivate all’ombra del fico sono sempre state le più felici!”

Cosa fare il primo anno della coltivazione del lampone

Le giovani piante che riescono a ben radicare generano in primavera il primo getto produttivo e se la pianta gradisce il suolo in cui si trova, la posizione e il clima, in agosto darà i primi frutti. Se vediamo invece che il getto cresciuto è troppo debole, converrà toglierlo e aspettare che ne nasca uno nuovo, più forte e robusto. Al termine dell’estate, tutti i rami che avranno fruttificato, andranno tagliati sotto l’ultimo frutto, o comunque a circa 150 cm da terra” precisa Sarah, che per abitudine e praticità coltiva solo lamponi che fruttificano due volte nel corso dell’estate.

Potature nel secondo anno di coltivazione del lampone

L’anno successivo in primavera nasceranno ancora nuovi getti. L’ideale sarà quando ogni pianta avrà quattro rami produttivi, per questo in fase di trapianto sarà necessario lasciare almeno 40 cm tra una pianta e l’altra, in modo da ottimizzare lo spazio che abbiamo a disposizione nell’orto e allo stesso tempo garantire a ciascun lampone l’agio e l’aria di cui necessita per scongiurare in seguito l’insorgere di malattie fungine.

Il primo ramo a fruttificare sarà quello dell’anno precedente e inizierà a dare i frutti dall’alto verso il basso. Una volta cessata questa prima ‘ondata’ produttiva, dovremo attendere tre o quattro settimane affinché si verifichi la seconda. Nel frattempo sarebbe buona regola tagliare alla base i rami che hanno appena finito di fruttificare, per arieggiare e creare maggiore spazio. Ma questa è una potatura da compiere con molta, molta attenzione – raccomanda Sarah – per evitare di rompere i giovani tralci ancora in produzione”.

A fine estate avremo la seconda raccolta data dai getti più giovani, quelli nati in primavera. E questa volta i lamponi saranno più grandi e numerosi e il raccolto molto più abbondante. In ottobre poteremo poi con facilità i rami rimasti sulla pianta, alla solita altezza: sotto il punto dove avremo raccolto gli ultimi frutti o a 150 cm da terra.

Cure necessarie alla coltivazione del lampone

D’ora in poi queste potature si susseguiranno anno dopo anno nello stesso identico modo. Ma oltre alle potature i lamponi avranno bisogno di altre cure. “Sempre in ottobre – continua Sarah – andranno eliminate le parti secche, legati i tralci ‘ribelli’ a dei tutori, eliminate e sostituite le piante morte se ce ne sono. In pratica dovremo ripulire e riordinare le file”.

Il metodo di Sarah per sostenere le piante è posizionare due pali in cima e in fondo alle file dei lamponi e poi tendere due grossi spaghi sui due lati, uno ad un metro e l’altro a un metro e mezzo di altezza, per creare un contenimento e un appoggio alle piante.

In inverno aggiungo alla base delle piante del letame e della cenere, per dare nuovo nutrimento e in primavera inizio il lavoro del diserbo manuale. Togliere le ‘malerbe’ è per me il lavoro più noioso e faticoso, per questo è indispensabile pacciamare con del cippato di ramaglie fresche. La pacciamatura ostacola la crescita di erbe concorrenti, mantiene il suolo più fresco e quando si decompone arricchisce la terra con della nuova sostanza organica”. Quanto alle irrigazioni Sarah non le effettua, ma solo perché il suo terreno è in una vallata dove il suolo è fresco, argilloso e mantiene l’umidità a lungo.

La raccolta dei lamponi

La raccolta è l’ultima operazione da compiere, ma va fatta con estrema attenzione: “Quando è il periodo della maturazione, non facendo nessun trattamento alle piante, devo raccogliere i lamponi ogni mattina molto presto, per battere sul tempo tutti gli insetti che abitano il nostro orto, che sono ghiotti quanto noi di lamponi rossi e succosi”. Come dargli torto! Il sapore dei lamponi di Sarah appena raccolti nell’orto è memorabile. Provare per credere!

Commenti
2 Commenti a “Sarah, esperta di lamponi, ci spiega come curarli e coltivarli in modo naturale”
  1. Eva Maria Schalk ha detto:

    Un molto interessante articolo! Complimenti a Nara Marrucci e Sarah!

    What do you want to do ?
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