Come coltivare il ciliegio acido, amarene, visciole e marasche

Il ciliegio acido (Prunus cerasus) è perfetto nell’orto familiare. E’ di dimensioni più contenute rispetto a quello dolce (Prunus avium), ma è altrettanto bello, sia in primavera quando si ricopre di candidi fiori, sia in estate quando questi si trasformano in frutti rosso rubino che occhieggiano tra il folto fogliame verde intenso. Un albero a momenti davvero spettacolare.

Da parte mia sono molti i motivi per cui provo un’innata simpatia per questo alberello. Il primo è che tra i suoi rami ho passato parte della mia infanzia e non metaforicamente.

Io e mia sorella trascorrevamo ore intere sui rami più orizzontali e non so come facessimo, ma avevamo anche diverse stanze lassù tra terra e cielo. Una camera per ognuna e una cucina in comune. Le giornate estive erano lunghe e trascorrevano lente da mia nonna sulle pendici delle Alpi Apuane, dove prima i ciliegi acidi abbondavano su terreni terrazzati che guardano il mare della Versilia. Sotto di noi il grano era stato tagliato da poco e le stoppie ci pungevano i piedi quando scendevamo. Nostalgia a parte questi ciliegi hanno delle caratteriste estetiche e colturali per cui vale la pena di essere piantati e coltivati.

I frutti del ciliegio acido sono deliziosi e ricchi di succo molto dolce pure avendo una nota acidula. Ma anche tra i ciliegi acidi ci sono diverse varietà: il Prunus cerasus caproniana è sicuramente tra i più conosciuti perché produce le amarene dal succo abbondante e incolore;  le visciole, leggermente a acide e poco dolci, dai frutti e dalla polpa rosso scuro, si raccolgono invece dal Prunus cerasus austera; infine le marasche, addate per fare liquori, forse le più acide e amare tra le varietà descritte, sono i frutti del Prunus cerasus marasca.

La più adatta ad essere consumata fresca, perché produce frutti di pezzatura più grande, è la cultivar ‘Reale’. E’ una varietà antica che matura a metà giugno, la sua polpa è profumata e dolce seppure un poco acidula. Ma ciascuna regione ha delle varietà tipiche del territorio adatte ad essere coltivate nel frutteto familiare.

Il ciliegio acido può raggiungere i 6-7 m di altezza, si adatta a essere coltivato ovunque, è facile e dona sempre una fruttificazione ricchissima. Regge temperature invernali anche molto rigide, ma non sopporta i terreni troppo siccitosi e aridi, preferisce suoli profondi di medio impasto, in posizione soleggiata ma non eccessivamente ventosa.

Fruttifica benissimo anche se non viene sottoposto alle potature. Sicuramente da evitare è la potatura di fine inverno perché potrebbe renderlo più fragile e predisporlo all’emissione di gommosi e all’attacco di parassiti. Nel caso volessimo eliminare vecchi rami e ripulirlo dal secco, meglio effettuare questa operazione dopo la raccolta.

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