Quali piante scegliere per la produzione di semi

Comprare le bustine di semi è pratico e veloce, ma anche raccogliere i semi dal proprio orto può avere i dei vantaggi. Prima cosa si risparmia qualche soldino, seconda cosa si possono preservare varietà di ortaggi tipici di una determinata zona che magari abbiamo avuto in dono e che sarebbe bello potere regalare nuovamente a nostra volta. Lo scambio di semi e talee tra orticoltori è giardinieri è usanza molto diffusa e praticata.

Tutti gli ortaggi vanno a seme nell’arco di un anno, tranne le biennali che se la prendono comoda ed impiegano due anni. La produzione di semi non è una cosa che va fatta in fretta: dobbiamo tenere sotto osservazione la nostra pianta per un periodo piuttosto lungo, guardando con attenzione al suo intero sviluppo e una volta individuata la pianta ‘perfetta’ dovremo contrassegnarla con un apposito cartellino, in modo da ricordare a noi, ma soprattutto agli altri, che quella pianta non si tocca.

Ogni ortaggio deve possedere determinate caratteristiche per essere giudicato ‘da seme’. Per esempio per gli ortaggi da foglia (spinaci, cavoli cinese, lattughe, ecc) non dobbiamo contrassegnare quelli più precoci, destinati ad andare a fiore velocemente, ma piuttosto quelli che sviluppano la foglia lentamente e che andranno a seme più tardi.

Al contrario per cavolfiori e broccoletti sceglieremo quelli dalle infiorescenze precoci, per cui appena vedremo piante belle e robuste cariche di infiorescenze, resistiamo alla tentazione di portarle subito a tavola, evidenziamole con i nostri cartellini e lasciamola ‘montare a seme’.

Per quanto riguarda gli ortaggi che si sviluppano nel terreno (ravanelli, rape, carote, ecc) dobbiamo individuare quelli che hanno uno sviluppo fogliare equilibrato con quello della radice. Quindi se la parte verde è troppo rigogliosa non è detto sia la pianta migliore.

I semi delle leguminose (piselli, fagioli, ecc.) vanno lasciati seccare sulla pianta. Nei fagioli rampicanti i semi migliori si raccolgono dai baccelli più bassi e quando il 75% dei baccelli è diventato scuro e giallo.

Ricordate che non si devono prendere i semi delle varietà ibride, perché otterremo piante sicuramente diverse dalla pianta madre.

E per chiudere leggetevi questo link se non ricordate le regole per una buona conservazione dei semi.

Commenti
4 Commenti a “Quali piante scegliere per la produzione di semi”
  1. odisseo ha detto:

    Non mi è chiaro questo passaggio:
    “…non si devono prendere i semi delle varietà ibride, perché otterremo piante sicuramente diverse dalla pianta madre.”
    La riproduzione per seme porta sempre a piante diverse dalla pianta madre, perchè il seme deriva dall’ovulo fecondato tramite il polline, e come negli animali, anche per le piante avviene il crossing-over, cioè lo scambio di geni tra parte maschile (polline) e femminile (ovulo).
    Per avere una pianta geneticamente identica alla madre (ma eventualmente diversa per aspetto; ad es. colore delle foglie, che dipende anche da fattori ambientali) , bisogna attuare tecniche di propagazione agamica: talea, margotta, innesto, propaggine, micropropagazione…

    • nara marrucci ha detto:

      Ciao Odisseo, non posso certamente farti una lezione di scienze in questa sede (non ne sarei neppure capace), ma posso dirti quello che io so. Con il metodo di propagazione agamica (talea, margotta, innesto, ecc.) tu avrai, senza ombra di dubbio, un’altra pianta uguale in tutto e per tutto alla pianta madre (quella che tu hai scelto di riprodurre), perché queste tecniche riproduttive utilizzano piante adulte in cui tu vedi ormai già sviluppate e raggruppate tutte le caratteristiche femminili e maschili di quella varietà.

      Ma quando tu per la riproduzione utilizzi il seme, le cose cambiano. Se tu utilizzi semi ibridi (derivanti da incroci) non saprai mai con esattezza quale tipo di pianta si svilupperà, quale caratteristica avrà il sopravvento su un’altra (le possibilità genetiche sono moltissime), ma se tu invece userai semi di varietà antiche, che ancora non hanno subito incroci o ibridazioni, allora avrai piante somiglianti alla madre.
      In pratica se tu compri una bustina di semi di pomodori ibridi o F1, sicuramente ti danno maggiore garanzia di risultato in termini di raccolto, ma poi scordati di raccoglierne i semi e sperare di avere piante uguali a quella che li ha generati. Fine.

      Sono stata chiara? Spero comunque di averti dato qualche elemento di comprensione in più. Un saluto e buon studio!

  2. Simone ha detto:

    Ho acquistato sementi biologiche dalla ditta Arcoiris (http://www.arcoiris.it/). Si possono ricavare sementi dagli ortaggi che riuscirò a produrre?

    • nara marrucci ha detto:

      Ciao Simone, le sementi che hai acquistato sono sicuramente buone, ma per potere ricavare sementi uguali agli ortaggi che raccoglierai non devono essere sementi ibride, vale a dire frutto di incroci. Sulle buste troverai certamente delle indicazioni in tal senso! Guarda che ibrido non vuol dire cattiva qualità, significa soltanto che quella varietà è frutto di incroci, magari talvolta anche migliorativi!
      Se invece le sementi che hai acquistato sono tradizionali o antiche non corri nessun rischio (in termini di risultato) e otterrai piante uguali alle originali!

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