Concimi per l’orto: scegliere e applicare per una crescita ottimale

La concimazione è una delle pratiche colturali più importanti per raccogliere bene dall’orto. Ma per comprendere bene come concimare l’orto e quali sono i migliori concimi per orto è bene sapere che il punto di partenza è sempre la salute del terreno. Se un suolo è sano e fertile, soffice e ricco di vita, pieno di organismi dal più minuscolo batterio fino al lombrico, ecco che anche il nutrimento per i nostri ortaggi diventa efficace. I microrganismi scompongono letame, compost e resti colturali, li arricchiscono con le proprie sostanze e rendono disponibili i nutrienti per le radici.

Non c’è un unico buon concime per orto ma certamente è consigliato partire da prodotti derivanti da processi naturali come compost, letame, pollina e anche i concimi minerali naturali per una nutrizione completa di suolo e piante.

La concimazione dell’orto

Facciamo chiarezza su alcuni aspetti: quali sono i concimi per orto e che cosa incide sull’assimilazione dei concimi e poi anche le varie tipologie di concimi per orto.

Concimazione dell’orto e analisi del terreno

Di norma le analisi del terreno, svolte presso laboratori specializzati, non si eseguono per la coltivazione di orti amatoriali, ma per chi volesse avviare una coltivazione professionale sono consigliate. Negli orti è spesso sufficiente una valutazione empirica della tessitura, per capire se si ha un terreno argilloso, limoso, sabbioso o una via di mezzo, e magari si può misurare il PH dell’estratto acquoso con una cartina di tornasole immersa in acqua distillata. Poi nel caso di carenze nutrizionali strane e ricorrenti, o timori di presenza di agenti inquinanti nel terreno, si può valutare davvero un’analisi specifica.

Concimi per orto e variabili meteo

La risposta dell’orto alla concimazione non è mai scontata: il sistema suolo-pianta è ancora in parte avvolto nel mistero, nonostante i lunghi studi approfonditi e a oggi ben dettagliati. Si è arrivati a capire bene a che cosa servono i vari elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio ecc.) per la crescita delle verdure e per la produzione, ma poi le variabili sono tante: dalle temperature e altri fattori meteo, alla dotazione che già il terreno ha fino alle diverse varietà di ortaggio.

L’acqua, di pioggia o di irrigazione, aiuta a solubilizzare i concimi e a fornirli così alle radici, e anche le temperature in aumento dalla primavera incrementano la moltiplicazione e il lavoro dei microrganismi. In buona sostanza: se l’orto rimane asciutto il concime distribuito finisce sprecato, così come se le temperature non si innalzano. Quindi non basta concimare, servono anche gli altri parametri affinché l’effetto della concimazione sia visibile.

Noi facciamo del nostro meglio per avere un suolo sano e in salute, poi osserviamo che cosa accade ed eventualmente aggiustiamo il tiro.

Tipologie di concimi

Vediamo quali sono i diversi concimi per orto e come utilizzarli, per avere una panoramica di base e sapersi orientare.

Sentirete parlare di “titolo dei concimi” e chiariamo subito che è un termine che indica la percentuale in peso dei diversi elementi nutritivi che contengono ed è un’indicazione obbligatoria in etichetta.

I concimi organici

I concimi organici sono quelli che hanno come componente di base qualcosa di organico, vegetale o animale.

Si parla anche di ammendanti, per indicare sostanze che non si limitano a fornire dei nutrienti alle piante sotto forma di azoto, fosforo, potassio ecc. ma che sono capaci di incrementare la fertilità della terra anche a livello fisico (struttura) e biologico (vita) del terreno. Un ammendante è anche un concime ma non necessariamente un concime è anche un ammendante.

Letame

Il letame è il classico ammendante e concime organico per eccellenza, da sempre impiegato per tutte le colture e quindi anche per l’orto. Un tempo era facile procurarselo, perché tutti nelle campagne avevamo un po’ di animali per l’autoproduzione di latte e carne, e anche da lavoro. Adesso è più complicato ottenere del letame, ma se reperibile resta un ottimo prodotto da spargere sul suolo alla lavorazione. L’importante è che sia ben maturo, cioè rimasto a stagionare in concimaia per almeno 6 mesi.  Il letame è un misto di deiezioni animali e lettiera di stalla, di solito paglia.

Oltre al letame semplice compostato, vi è l’eccellente humus di lombrico, letame processato questo nostro prezioso alleato, che lavora a ritmi molto intensi per regalarci un concime davvero vivificato e ricco.

Pollina

La pollina deriva dagli scarti di polli, galline e tacchini, ed è un concime ricco. Se il letame maturo bovino contiene uno, 0,5% circa di azoto (N), la pollina arriva anche al 1,7%.

La pollina è ottima come concime ma va usata con una certa parsimonia, senza mai eccedere. Se si hanno polli e galline protetti da un recinto anti-volpi, si può spargere tanta paglia nel recinto e fare in modo che le galline formino già pollina mescolandola bene alla paglia, in modo da arrivare dopo alcuni mesi ad un ammendante ricco e pieno anche di materia fibrosa come la paglia, che conferisce più struttura al terreno.

Compost

Il compost è un ammendante fertilizzante che chiunque coltiva l’orto potrebbe produrre: basta trovare il luogo adatto, solitamente un angolo poco sfruttato e in ombra, mettervi una compostiera, anche autocostruita o limitarsi a formare un cumulo senza delimitazioni particolari. Ogni volta che si generano scarti (erbacce, foglie eliminate, scarti di ogni sorta dell’orto, dei fiori e del frutteto, umido di cucina ecc.) ecco che il mucchio può aumentare di massa. L’importante è rispettare alcuni criteri di base, come la necessità di non schiacciare troppo il compost, ma, al contrario, mantenerlo arieggiato, tramite periodici rimescolamenti e con l’aggiunta di materiale che crea spazi vuoti, tra cui ramaglie sottili.

Quando il compost è maturo, analogamente al letame, possiamo distribuirlo sulle aiuole dell’orto (circa 2 kg/mq).

Stallatico sfuso

In commercio troviamo vari prodotti sotto la tipologia di stallatico, ed è bene leggere la descrizione sui sacchi per conoscerne composizione e origine.

Lo stallatico sfuso in pratica è letame maturo bovino ed equino, presenta una consistenza simile al terriccio ma rispetto a questo ha un colore molto più scuro, che si avvicina al nero. Lo si impiega in modo analogo al letame e come questo ha effetti positivi anche sulla fertilità fisica del terreno, aiutando a migliorarne la struttura.

Stallatico pellettato

Lo stallatico pellettato deriva da un processo di essiccazione e trasformazione in pellet di letame, col risultato che diventa un concime molto più concentrato a causa di un quantitativo di umidità nettamente ridotto rispetto all’origine. Per questo va usato in dosi molto inferiori rispetto a quello sfuso e al letame normale, diciamo indicativamente sui 300-400 grammi/metro quadrato o “a manciate”, spargendolo uniformemente sulla superficie da coltivare. E’ comodo da trasportare dato che è concentrato e ne serve meno, apporta nutrienti ma è meno valido per migliorare le caratteristiche fisiche del terreno.

Altri concimi organici solidi

Fanno parte di questa categoria altri prodotti solitamente generati da scarti, come le vinacce, i panelli di semi, ma anche i concimi che derivano dalla lavorazione degli scarti dei macelli: ossa, sangue, pelli ecc. Sulla confezione dovrebbe essere sempre scritta la composizione e il titolo dei vari elementi che contengono.

Concimi liquidi commerciali

I concimi liquidi sono molto comodi da usare: basta scioglierli nell’acqua di irrigazione, sia che si abbia una grossa cisterna per l’irrigazione a goccia, sia molto semplicemente nell’acqua dell’annaffiatoio. Si parla di fertirrigazione, intendendo una tecnica che unisce irrigazione e concimazione. Si possono trovare concimi organici adatti alle varie colture e quindi anche all’orto, per esempio ottenuti da borlande e/o da alghe. Vanno diluiti secondo le indicazioni presenti sul flacone stesso, e sono buoni per le concimazioni con le colture in crescita. Si prestano benissimo anche per le coltivazioni sul balcone.

Concimi liquidi fai da te: macerati ed estratti

Parlando di concimi per orto, come non citare i macerati di piante che possiamo produrre in proprio? Ortica, consolida, equiseto, sono tutte ottime piante per la preparazione di fertilizzanti gratuiti ed efficaci, e anche aglio, cipolla e tanaceto. Possiamo utilizzare i macerati come concimi liquidi per la fertirrigazione per gli ortaggi più esigenti (melanzane, cavoli, porri ecc.) e nel caso di carenze comprovate.

I concimi minerali

Per concimi minerali si intende quelli derivanti da rocce, semplicemente triturate o anche lavorate con aggiunta di acidi per la produzione industriale di concimi più solubili e quindi più “potenti”.

Minerali naturali da estrazione

Per concimi minerali naturali ci si riferisce a quelli che sono stati ottenuti semplicemente da una macinazione fine di rocce estratte da giacimenti, senza ulteriori aggiunte di sostanze. In pratica le farine di roccia, come basalto e anche il sale grezzo di potassio e le fosforiti. Sono concimi ammessi anche in agricoltura biologica e di solito il loro impiego è in aggiunta al compost o direttamente a manciate sottili sulle aiuole dell’orto o nei vasi. Distribuire compost e farina di roccia rende più completa la nutrizione di un terreno povero o sfruttato.

Meloni e fragole si avvantaggiano molto dal potassio, che addolcisce i frutti. Senza eccedere, bisognerebbe tenerne conto nella concimazione inziale, aggiungendo anche del sale grezzo di potassio, oppure prendendo un concime organico con alta percentuale di questo elemento.

Minerali industriali di sintesi

I concimi minerali derivanti da produzioni industriali si ottengono con processi altamente energivori e spesso impattanti, anche tenuto conto che sono altamente solubili una volta distribuiti al suolo. Se si eccede con le dosi, rischio facile dato che sono concimi molto concentrati, molto viene perso con l’acqua e non assimilato dalle radici delle piante. Si tratta di concimi impiegati nelle produzioni professionali per le quali vengono redatti dettagliati piani di concimazione, finalizzati a rese su cui puntare. Negli orti familiari possiamo anche optare per i prodotti descritti in precedenza.

Calcio contro il marciume apicale del pomodoro

Concimi minerali solubili a base di calcio si rivelano molto utili in estate per arginare il marciume apicale del pomodoro. Si tratta di un nota fisiopatia causata da una carenza di calcio ai frutti, favorita da squilibri idrici. Innanzitutto bisogna provvedere a irrigazioni regolari, senza far soffrire la sete alle piante, tenendo conto che il calcio in caso di siccità arriva poco e male fino ai frutti. Inoltre, alla prima comparsa del problema irroriamo le piante di pomodoro con uno di questi prodotti solitamente a base di ossido di calcio.

Concimi misti

Sono concimi che hanno una matrice organica e un’altra minerale e la loro funzione è quella di fornire nutrimento in parte subito e in parte più dilazionato nel tempo.

Come concimare l’orto: tecniche e periodi

Adesso che abbiamo visto una panoramica dei concimi per orto, è bene sapere come impiegarli al meglio, anche se qualcosa ovviamente è stato anticipato.

Concimare alla preparazione del terreno

Quando si lavora il terreno in primavera o in autunno è il momento in cui apportare la maggior parte della quantità fertilizzante organica, dato che ha un effetto lento sulle colture e bisogna giocare in largo anticipo. Compost, letame maturo o stallatico vanno quindi distribuiti quando si lavora il suolo, ma non andrebbero interrati a fondo: tenete conto che la maggior parte delle radici degli ortaggi esplora i primi 30 cm circa di profondità di suolo. Anche i microrganismi che mangiano il letame e lo trasformano per gli ortaggi risiedono in questi primi strati. Interrare a fondo compost e letame rappresenta quindi uno spreco. Meglio mescolarmi mentre si zappa, facendo in modo che si uniformino alla terra dei primi strati.

Concimazione localizzata

Per concimazione localizzata si intende la distribuzione del concime solo laddove serve alle colture, evitando sprechi ed evitando di concimare le erbacce!

Si possono mettere i concimi per orto nelle buchette di trapianto delle piantine, ma questo comporta il rischio di carenze nutritive successive, dato che le radici poi cresceranno ben oltre quel piccolo volume di terra iniziale, e non troveranno nutrimento. Meglio allora concimare in una piccola area più estesa, ad esempio lungo tutta la fila, tenendo magari una fascia concimata abbastanza larga. Se si piantano arbusti o alberi da frutta la faccenda cambia: in questi casi si mescola bene l’ammendante alla terra di scavo della buca come concimazione di fondo, poi negli anni successivi si sparge il prodotto sotto tutta la proiezione della chioma della pianta.

Concimazione con le colture presenti

Oltre alla concimazione pre-semina o pre-trapianto, occorrono delle concimazioni aggiuntive, ad esempio per quelle colture a ciclo lungo e quelle particolarmente esigenti. Nel rincalzare le patate, ad esempio, è buona norma distribuire altro concime, e anche per pomodoro e melanzana.

Come concimi per orto da usare con le piante già presenti ricordiamo i prodotti liquidi da sciogliere nell’acqua di irrigazione, derivanti da borlande, “sangue di bue” e altre materie prime organiche.

I biostimolanti per valorizzare la concimazione

I biostimolanti sono una categoria di prodotti a sé, pensati per dare un aiuto alle piante nell’assorbimento degli elementi nutritivi presenti nei concimi. I biostimolanti a base di alghe o di micorizze proteggono le piante da alcuni stress, favoriscono lo sviluppo delle radici e l’assimilazione di elementi a volte bloccati nel terreno, come il fosforo. In questo modo, a parità di concime dato, alla pianta ne arriva di più e meglio.

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