L’aneto: coltivazione, impiego e proprietà
L’aneto (Anethum graveolens) è un’aromatica annuale simile nell’aspetto al finocchio selvatico, ma il suo aroma e il suo gusto lo rendono unico. Ecco come e perché coltivarla e come impiegarla in cucina.
Per quanto mi riguarda non credo che l’aneto sia indispensabile in cucina, ma per mio marito, che ama il pesce più di qualsiasi altra cosa, lo è e non mi ha dato tregua fino a quando non ha visto la pianta di aneto tra le aromatiche vicino a casa. I fiori con i loro semi vanno raccolti alla fine di agosto, meglio se nelle prime ore del mattino.
Il suo aroma è pungente e assomiglia, appunto, a quello dell’anice e del finocchietto selvatico. Il suo gusto è davvero particolare: inizialmente sembra dolce e fresco ma poi si trasforma in speziate e agre e questo lo rende perfetto per insaporire i pesci grassi come salmone, ma anche cozze e vongole, oppure carni o piatti a base di panna, magari abbinato con aceto e limone. L’aneto stimola la digestione. I suoi semi se uniti al cibo o semplicemente masticati, oltre a facilitare i processi digestivi, risolvono i problemi legati all’aerofagia e al meteorismo.
Dell’aneto si consumano sia le foglie e i germogli che i semi. Le prime tritate finemente possono essere utilizzate per arricchire zuppe e verdure, mentre i semi sono impiegati per profumare sottaceti, crauti, burro, tartine, pane e biscotti.
L’impiego dell’aneto è largamente diffuso nei paesi del Nord Europa e in Italia lo troviamo in moltissimi piatti del Trentino e dell’Alto Adige.
Un consiglio: le foglie fresche si possono anche congelare dopo averle ripulite con un panno.
L’aneto con le sue qualità carminative aiuta a espellere i gas dallo stomaco e dall’intestino, combatte le coliche e le cefalee. Aiuta la secrezione lattea delle puerpere, calma il singhiozzo e il vomito. E’ aromatico, antinfiammatorio, antispastico e antisettico.
Dai semi viene estratto un olio essenziale dalle proprietà vermifughe. Tale olio veniva usato dai vichinghi come calmante, mentre i gladiatori romani se ne cospargevano il corpo prima di entrare nell’arena.
L’aneto in passato era molto prezioso, tanto che la Bibbia ci racconta che veniva impiegato come moneta per pagare le tasse.
Che abbia ragione mio marito? Forse l’ho sottovalutato e dovrò trovare il modo di impiegarlo di più nella preparazione di miei piatti…
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