La potatura dei fruttiferi
La potatura invernale delle piante da frutto ha soprattutto lo scopo di garantire una buona produzione di frutta, rinnovando quindi i rami produttivi e favorendo un’ottima intercettazione della luce nelle chiome.
Il “taglio di ritorno”
Una pratica valida per quasi tutti i fruttiferi è il taglio di ritorno, così chiamato perché è un taglio che avvicina (o fa tornare) la periferia della pianta al suo centro. Consiste nel tagliare un ramo nel punto in cui dirama verso un altro ramo, che dopo il taglio diverrà il ramo principale.
Ogni pianta fruttifica in modo un po’ diverso, quindi bisogna valutare caso per caso, ma prendiamo ad esempio due piante da frutto diverse, albicocco e actinidia.
Potatura dell’albicocco invernale
L’albicocco, come le altre drupacee (ciliegio, mandorlo, pesco, susino) fruttifica su rami misti, sui brindilli e i cosiddetti dardi fioriferi (o “mazzetti di maggio”). I brindilli sono rami abbastanza corti. L’albicocco va potato in modo leggero, soffre i troppi tagli emettendo molta gommosi, quindi bisogna stare sempre attenti a non eccedere. Come per le altre piante da frutto, con la potatura si intende mantenere l’equilibrio vegeto-produttivo della pianta ed evitare l’alternanza di produzione, cioè l’alternanza ciclica di anni di carica e anni scarichi.
Tra le operazioni importanti, da fare fine inverno, c’è il diradamento dei rami misti e dei brindilli, e lo sfoltimento dei dardi fruttiferi. Bisogna praticare dei taglio di ritorno dei rami di 1 o 2 anni su cui sono inseriti.
Potatura del kiwi invernale
La pianta del kiwi si chiama actinidia, e ha la particolarità di essere una pianta dioica: vi sono esemplari maschili ed esemplari femminili, che sono quelli che generano il frutto.
Le piante maschili devono ricevere una potatura più delicata rispetto a quelle femminili, più o meno un terzo in meno.
Con la potatura invernale bisogna diradare i tralci produttivi in modo da ottenere distanze di circa 30-40 cm tra di essi. Tenuto conto che l’actinidia è una pianta lianosa e quindi allevata su pergole o altri sostegni, i tralci scelti vanno legati ai fili in modo che restino ordinati e paralleli tra di loro.
Come regola generale, bisogna rinnovare il più possibile i tralci produttivi, scegliendo quelli da lasciare e cimandoli a 15-20 gemme.
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