Il sovescio: la concimazione verde che arricchisce l’orto

Il sovescio o concimazione verde è una pratica preziosa per la fertilità del nostro orto perché è la più “facile e naturale”. E’ ampiamente utilizzata in agricoltura biologica, ma si adatta bene anche ai piccoli orti. Niente sacchi, né carretti, né secchi, si produce sul posto e funziona a meraviglia. Consiste nel coltivare determinate piante che invece di essere raccolte vengono interrate al momento del loro massimo sviluppo.

Il sovescio perché – E’ ottimo per arricchire il terreno di sostanza organica, per aumentare le riserve idriche dei terreni siccitosi, per migliorare la struttura fisica del suolo, per proteggere gli strati superficiali dal dilavamento e dall’erosione e, se effettuato con leguminose, apporta una buona quantità di azoto.

Il sovescio quando – Si pratica nell’orto dopo il raccolto di una coltura principale, quando il terreno appare sfruttato e stanco, o prima di una nuova semina, proprio allo scopo di arricchire il suolo. Molti lo utilizzano una volta l’anno come concimazione verde, oppure per rivitalizzare un terreno incolto da destinare ad orto, restituendo fertilità allo spazio da coltivare.

Il sovescio come – Una volta effettuata la semina della pianta scelta per il sovescio (o consociazione di piante) procederemo con qualche sporadica annaffiatura se ce ne sarà necessità ed effettueremo lo sfalcio all’inizio della fioritura, quando la massa vegetale sarà al massimo della consistenza. Per le leguminose è meglio se eseguiremo il taglio qualche giorno prima della fioritura, per evitare che una parte dell’azoto contenuto nell’apparato radicale venga sfruttato per portare a maturazione il seme. L’interramento del sovescio va effettuato almeno un  mese prima della semina. Le piante tagliate andranno interrate quasi subito: è auspicabile un leggero appassimento dei vegetali, ma non l’essiccazione, per cui è meglio evitare tempi di esposizione all’aria troppo lunghi. La profondità di interramento non dovrà superare i 10-15 cm, soprattutto nei terreni argillosi, per non ostacolare i processi di decomposizione che necessitano di ossigeno atmosferico.

Ma quali sono sono le piante da seminare per un buon sovescio? La domanda è del tutto naturale, ma per avere la risposta dovrete leggervi il prossimo post Le piante da utilizzare per un buon sovescio. Il vecchio adagio “Chi non ha pazienza non ha niente”, vale soprattutto nell’orto.

foto di Caro Spark e di nociveglia da flickr

Commenti
11 Commenti a “Il sovescio: la concimazione verde che arricchisce l’orto”
  1. Eros Pierantozzi ha detto:

    Buongiorno,

    da un paio d’anni mi sono trasferito in campagna e da subito, con alterne fortune, ho messo su un piccolo orto di circa cinquanta metri quadrati.

    La mia incompetenza è pari solo alla voglia di continuare a far l’orto, per cui quando s’è presentato qualche problema, finora, ho fatto poco più che guardare con triste rassegnazione la tragedia che si consumava.

    A proposito del sovescio: il terreno del mio orto mi sembra, come si dice nell’articolo, “stanco”; spesso ho interrato lo sfalcio del prato e una volta il compost ma ora mi chiedo se un sovescio ben eseguito può sostituire del tutto la concimazione o, comunque va integrato con letame o altro.

    Grazie.

    • nara marrucci ha detto:

      Ciao Eros, non so se può consolarti, ma non sei il solo ad avere un terreno ‘stanco’. Nel mio orto senza fatica crescono solo gli ulivi, che notoriamente si accontentano anche dei sassi. Quindi non scoraggiarti ed insisti. Tu hai un orto abbastanza grande e puoi permetterti di lasciare delle zone da destinare alla semina di piante da sovescio, che non richiede fatica o cure particolari. Inizia con delle leguminose: il tuo terreno non potrà che migliorare. Se poi disponi anche di un buon compost non mi farei scrupoli e lo aggiungerei, in questo caso il “troppo non stroppia”. Ma saranno soprattutto gli ortaggi che deciderai di seminare a guidarti su quanto arricchire ulteriormente il suolo: se pensi di seminare delle piante ghiotte (come patate o pomodori) o delle piante meno esigenti (come appunto leguminose, ma anche carote, prezzemolo, spinaci). Le rotazioni sono importanti quanto il sovescio! Prendi l’abitudine di pacciamare le piante con della paglia o dello sfalcio, non ancora andato a seme ed essiccato. Non mollare…I buoni risultati non tarderanno ad arrivare!

  2. Eros Pierantozzi ha detto:

    Grazie per la risposta e i buoni consigli; non ho alcuna intenzione di mollare anche perchè, come ti dicevo, le fortune sono alterne e da una settimana la luna è decisamente buona: sto mangiando delle isalate di canasta e pomodori che in mezz’ora passano dall’orto al piatto e, sarà pure un’impressione, ma mi sembrano di gran lunga più gustose di quelle che mangiavo in città!

    p.s. mi chiamo Eros

  3. Massimo ha detto:

    Mi piace questo sito,lo consultero’ spesso,semplici ma molto preparati.

    • nara marrucci ha detto:

      Grazie Massimo, commenti come i tuoi motivano ad andare avanti e fare sempre meglio: E inviaci i tuoi consigli se ne hai!

  4. valerio ha detto:

    Salve,
    mi chiamo Valerio ed ho un terreno a medio impasto franco-argilloso nella zona della Sabina, (Lazio).
    Ho seminato veccia e favino in autunno per fare il sovescio in primavera, tuttavia la veccia non ha neppure germogliato e le piantine di favino mi sembrano un po’ troppo rade. Mi chiedevo se non fosse necessario un altro sovescio, magari di un altra essenza, prima di trapiantare i giovani alberi da frutta.
    Grazie.
    (Valerio – Lazio)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Salve Valerio,
      hai fatto bene a seminare veccia e favino, oltre all’azione di fissazione dell’azoto le loro radici effettuano una microlavorazione del terreno, fondamentale per migliorare anche la sua fertilità fisica; il fatto che la semina non sia riuscita al 100% è probabilmente dovuta al fatto che tanti semi siano marciti, a causa dell’eccessiva umidità del terreno.
      In attesa del trapianto del tuo frutteto potresti, adesso che siamo già in pieno inverno, aprire le buche dove metterai a dimora le giovani piante da frutta,
      e cospargere dentro di esse un concime organico: per esempio il letame, in attesa del trapianto dei tuoi frutti…che ti suggerisco di non procrastinare troppo in avanti e di farlo entro la metà di marzo. Sulla letamazione del terreno ti invito a vedere questo video, molto esplicativo.
      Salute e buon lavoro!

  5. salvo federico ha detto:

    Salve,
    trovo il vostro sito molto interessante. Avendo poca esperienza come orista, mi permetto di chiedervi un consiglio:
    ho un terreno sabbioso, vicino al mare, in Liguria.
    Ho pacciamato circa mq 200 per fare orto di casa.
    Quanto tempo dovrò aspettare prima di utilizzarlo?
    (Federico – Liguria)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Federico,
      grazie, speriamo sempre di essere interessanti per voi!
      La pacciamatura non impedisce di fare l’orto, anzi, puoi iniziare subito a coltivarlo…adesso si che è la stagione.
      Salute e buon orto.

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  1. gocasino.se ha detto:

    gocasino.se

    Il sovescio rende l’orto fertile | InOrto – Guida all’orto fai-da-te. Istruzioni e consigli per coltivare le tue verdure



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