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CompostL’autunno e l’inverno sono le stagioni migliori per pensare di migliorare il terreno del nostro orto. E noi sappiamo bene che faremmo di tutto per avere ortaggi più belli, più forti e più sani. E’ inutile negarlo: quando vediamo un orto particolarmente florido e rigoglioso subito pensiamo: “Chissà cosa gli darà!”. E dietro a quel ‘cosa’ ci immaginiamo di tutto: concimi chimici che gonfiano le piante come se avessero subito un ‘lifting’, miracolosi miscugli fatti in casa o sovesci azzeccatissimi che noi non abbiamo mai il tempo di praticare. Ma la cosa più frustante è quando finalmente riusciamo a parlare con uno dei proprietari di questi magnifici orti e ci dice candidamente: “Io non gli do niente!”

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Rimettiamoci il cappello da apprendisti stregoni e diamo un’ultima occhiata agli elementi chimici (ma disponibili in natura) necessari alla vita e alla salute dei nostri ortaggi.

Dove eravamo rimasti? Nel precedente post abbiamo parlato di azoto e fosforo, adesso tocca al potassio, e poi guardiamo a cosa servono gli altri elementi secondari (non tanto per importanza ma per quantità) come calcio, magnesio e zolfo.

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Sinceramente la chimica non è mai stata il mio forte, tuttavia credo sia indispensabile capire di quali elementi hanno bisogno le piante per vivere e capire cosa facciamo quando arricchiamo il nostro terreno con del concime. Per cui per una volta trasformiamoci in ‘piccoli chimici’ e proviamo a non spaventarci quando su una confezione di fertilizzante leggiamo NPK, che non è l’acronimo di una sostanza esplosiva e neppure di una setta segreta di ortisti anonimi, ma sono i simboli chimici di sostanze nutrienti. Vediamo quali.

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Il compost sta all’orto come il sale sta alla cucina: non si può fare senza. E’ il concime ideale per ortaggi, piante da frutta e aromatiche. Pulito e facile da usare, lo si può acquistare a sacchi, ma lo si può anche produrre in proprio. Qualora decideste di acquistarlo, sappiate che la maggior parte degli impianti di smaltimento di rifiuti urbani produce compost di qualità a prezzi contenuti. Per imparare a riconoscere il compost migliore consultate il sito www.compost.it (magico internet!)

Farlo da soli è tuttavia facile e permette il riciclaggio dei residui vegetali dell’orto (fiori appassiti, erba, foglie, ramaglie, paglia, ecc.)  e degli scarti organici della cucina (bucce e scarti di verdure, fondi di caffè e tè, gusci di uova, pane raffermo da ridurre in piccoli pezzi, carta comune non colorata , cenere, ecc.), riducendo così anche i rifiuti prodotti. Nel farlo dobbiamo pensare al nostro compost come ad un minestrone, dove ciascun ingrediente è importante, ma dove ogni eccesso è negativo, per questo dovremmo mantenere in equilibrio le quantità dei vari componenti.

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