Donare un seme è un atto rivoluzionario, un atto di gentilezza estrema attraverso il quale regalare la vita stessa. E di questi tempi un atto così è merce rara. Scambiare i semi va ancora oltre, perché la reciprocità del gesto include anche amicizia, solidarietà, umanità.
Ma aldilà dell’atto simbolico, procurarsi i semi significa anche avvicinarsi in modo consapevole al proprio cibo e se poi facciamo in modo che questi semi non vadano perduti compiamo un atto di salvaguardia nei confronti della biodiversità del pianeta. Ecco perché c’è un popolo di scambiatori di semi che sta crescendo sempre più. I cosiddetti seed savers o salvatori di semi.

Di questi tempi si fa un gran parlare di biodiversità. E’ una parola sempre più usata in rete, ma anche in tv e a questa parola vengono dedicati interi libri e articoli di giornali. Di fatto è ormai entrata a far parte del nostro vocabolario quotidiano.
C’è chi nella biodiversità ci crede così tanto da investirci tempo, denaro e tanta passione. E’ il caso di Valerio Tanzarella e Angelo Giordano che nel febbraio 2016 hanno dato vita alla
Se c’è un luogo che interpreta appieno la bellezza della parola ‘biodiversità’, quel luogo è l’orto-giardino di Castel Ruggero, sulle morbide colline di Bagno a Ripoli. Là le moltitudini orticole si mixano a quelle floreali, in un tripudio di colori, di profumi e di sapori.
