Coltivazione dell’albicocco: dal nocciolo alla raccolta

La pianta dell’albicocco: caratteristiche ed esigenze

L’albicocco (Prunus armeniaca) è tra le piante da frutto più amate e coltivate anche nei frutteti amatoriali.

Caratteristiche botaniche

La pianta fa parte della famiglia botanica delle Rosacee, e tra queste rientra nel gruppo delle Drupacee, assieme a pesco, susino, prugno, mandorlo e ciliegio. Sono tutte piante caducifoglie, caratterizzate da un ciclo annuale così scandito: ripresa vegetativa a inizio primavera, fioritura, impollinazione, produzione del frutticino (allegagione), maturazione, raccolta e infine caduta delle foglie ed entrata nel riposo invernale.

Le foglie dell’albicocco hanno una forma cuoriforme-triangolare e leggermente dentellata, picciolo e nervature rosse.

Albicocco -InOrto
Fiori di albicocco con ape -InOrto

I fiori sono quelli tipici delle Rosacee, hanno petali bianco-rosati e compaiono prima delle foglie.

Sebbene sia una specie autofertile, in molti casi serve un altro albicocco per garantire l’impollinazione dei fiori, pertanto è bene valutare se si possano piantare due albicocchi in assenza di altri esemplari nelle vicinanze. La fecondazione è ampiamente favorita dalla presenza di api, bombi o altri insetti impollinatori.

I frutti sono delle drupe e maturano da giugno ad agosto a seconda della varietà scelta, che può essere più precoce o più tardiva.

Esposizione e terreno ideali

L’albicocco si trova bene al sole, una posizione in cui si può sperare in una generosa raccolta di albicocche.

Nel decidere il luogo del trapianto, teniamo anche conto della distanza da altre piante, muri o eventuali manufatti, prevendendo una futura espansione della pianta in ampiezza e altezza (massimo 6-8 metri).

Il terreno deve essere fertile e ben drenato, bisogna fare in modo che non si formino dei ristagni idrici prolungati, lavorando bene il suolo prima del trapianto e se necessario aggiungere un po’ di sabbia.

Pianta di albicocco -InOrto
Albicocca acerba -InOrto

Come e quando piantare un albicocco

Per piantare un albicocco i periodi più indicati sono l’autunno, prima dell’arrivo del freddo, o la primavera.

Piantine innestate

Il metodo più utilizzato e più comune per far crescere un albicocco nel proprio giardino o frutteto è quello di iniziare con delle piantine di uno o due anni già innestate, cioè già costituite in vivaio da un abbinamento portinnesto e nesto. L’innesto è una pratica da tanti anni consolidata in frutticoltura e consiste nel comporre una pianta partendo da due piante: una di esse fornire l’apparato radicale, scelto per alcuni aspetti fondamentali: vigoria, adattabilità a certi terreni, resistenza ecc.; l’altra, il nesto, è la parte superiore, e i frutti avranno le caratteristiche di quest’ultima.

Come piantare un albicocco

Una volta che si è scelta la posizione adatta, per procedere col trapianto di un albicocco è necessario scavare una buca abbastanza fonda e larga, più grande rispetto alle dimensioni della zolla di terra. Questa accortezza garantisce un buon dissodamento della terra che starà a contatto con le radici, le quali man mano cresceranno e non devono trovare l’ostacolo di un terreno troppo compatto.

La terra di scavo della buca sarà mescolata ad una generosa dose di letame o compost o humus di lombrico, come concimazione di fondo. Non è consigliato interrare questi prodotti solo sul fondo della buca.

Noterete che molta probabilità le radici della pianta, soprattutto se si trova nel vaso da molto tempo, sono un po’ attorcigliate. Per aiutarle ad espandersi è utile smuoverle leggermente, prima inserire la pianta nella buca. La buca va poi ricoperta, facendo in modo che il punto di innesto resti fuori. Il punto di innesto è abbastanza riconoscibile perché si presenta come un leggero rigonfiamento alla base del tronco.

Infine, si preme la terra e si annaffia.

Piantare un nocciolo di albicocca

L’idea di seminare direttamente un albicocco è molto divertente e ci fa scoprire il processo naturale di nascita di una piantina. Se ci interessa fare questa prova, non dobbiamo far altro che raccogliere almeno 4 o 5 noccioli da albicocche consumate e piantarne ciascuno in un vasetto riempito con del buon terriccio.  Magari non tutti i noccioli germineranno, per questo si consiglia una semina multipla.

Bisogna precisare che con questo metodo otterremo facilmente un albicocco che darà frutti diversi da  quelli da cui abbiamo estratto il seme, per ragioni di mescolanza genetica dei caratteri per le piante avviate da seme. Le piante che si comprano nei vivai sono tutte frutto di propagazioni diverse, incroci e selezioni, per rispondere a determinate caratteristiche.

Per questa ragione, praticamente nessuno pianta un albicocco a partire dal seme, a meno che non lo desideri fare per proprio piacere e perché magari con questo atto coinvolge un bambino, che vedrà negli anni la crescita del proprio alberello.

Scelta della varietà

Di albicocche ce ne sono tante varietà e ibridi e possiamo scegliere in base a diversi parametri chiedendo ai vivaisti o consultando le descrizioni sui cataloghi.

Un fattore di scelta è ad esempio l’epoca di maturazione che ci interessa, oltre che il sapore. Se si intende piantare più albicocchi diventa interessante scaglionare la maturazione dei frutti il più possibile, piantandone di diversi gradi di precocità.

Se si vuole coltivare con un sistema più ecosostenibile possibile è interessante anche orientarsi sulle varietà antiche, solitamente tolleranti alle patologie tipiche della specie, e quindi meno bisognose di trattamenti.

Prendersi cura di un albicocco

L’albicocco è una pianta da frutto che potrà vivere e fruttificare per diversi anni, quindi prendiamocene cura con dedizione e amore: saremo ampiamente ripagati.

Vediamo quali sono i passaggi indispensabili della coltivazione dell’albicocco.

La concimazione

La concimazione di fondo è quella che si somministra al momento del trapianto, e come visto sopra, deve essere fatta idealmente con un ammendante come compost maturo, letame, humus di lombrico.

Poi ogni anno è necessario apportare nuovo nutrimento, per fornire alla pianta tutti gli elementi nutritivi necessari alla crescita e alla produzione: azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio e i vari micronutrienti. Senza stare ad impazzire per cercare uno specifico concime per albicocco, è utile sapere che il normale stallatico contiene i diversi elementi in quantità generalmente sufficienti, poi si possono anche dare altri prodotti aggiuntivi.

Fioritura dell’albicocco -InOrto
albicocche acerbe -InOrto

Concimazione alla ripresa vegetativa

Alla ripresa vegetativa di inizio primavera l’albicocco deve trovare il nutrimento di cui ha bisogno per una buona crescita di foglie e germogli e per la produzione delle tanto amate albicocche. La distribuzione di compost o stallatico o altro concime organico dovrebbe essere praticata sotto la proiezione della chioma, concentrandoci sull’anello più esterno, dove si trovano le parti finali delle radici, cioè i punti deputati all’assorbimento.

Concimazioni primaverili ed estive

Durante tutta la stagione possiamo dare anche dei concimi liquidi da sciogliere con l’acqua di irrigazione, e irrorare sulle chiome delle farine di roccia come il basalto o la zeolite, che prevengono da varie avversità (malattie e insetti vari) ma forniscono anche un po’ di nutrimento aggiuntivo che le piante assorbono per via fogliare. In pratica con un solo gesto di perseguono più scopi!

Concimazione dopo la raccolta

Verso la fine dell’estate l’albicocco e le altre piante da frutto trovano molto giovamento da una concimazione che le prepari al riposo vegetativo. Questa concimazione serve alla pianta per accumulare una buona dose di sostanze di riserva nel tronco, nelle radici e nei rami. Una buona dose di potassio è utile per favorire la resistenza al freddo della pianta.

Irrigazioni

L’irrigazione è importante soprattutto nei primi anni dopo l’impianto di un albicocco perché le radici non sono ancora espanse, e la siccità può risultare deleteria. Una sola pianta può anche essere irrigata con la canna, mentre per un frutteto vero e proprio dovremmo pensare ad un impianto di irrigazione a goccia. Bisogna irrigare soprattutto nei periodi siccitosi ma attenzione a non determinare dei ristagni idrici che sono molto nocivi alle radici. La troppa acqua può causare marciumi radicali ed è anche una delle cause della gommosi.

Gestire l’erba

Le giovani piantine possono soffrire della competizione creata dall’erba spontanea che vi cresce sotto, quindi dobbiamo toglierla spesso o mettere una bella pacciamatura.

Raccolta delle albicocche

La raccolta delle albicocche avviene in estate, da giugno fino ad agosto a seconda della varietà e ci conviene essere svelti prima che anche gli uccelli si accorgano che sono maturate le albicocche.

Una pianta adulta nelle migliori condizioni può arrivare a produrre anche 50 kg di frutti.

L’albicocca, oltre ad essere un frutto delizioso, è anche salutare: contiene potassio, Beta carotene e vitamina A.

Ma servono almeno 3 o 4 anni dall’impianto di una piantina di uno o due anni di età per raggiungere la maturità produttiva.

Albicocche mature -InOrto
Cesoia - InOrto

La potatura dell’albicocco

Per quanto riguarda la potatura dell’albicocco, bisogna distinguere tra la fase iniziale, detta nel gergo “di allevamento”, quando la pianta è ancora giovane, e la fase di maturità. La potatura nei due periodi differisce e in entrambi i casi ha scopi ben precisi.

Potatura dei primi anni

Nei primi anni la potatura serve a dare una forma alla giovane piantina.

Quando si prende un albicocco in vivaio, lo troviamo con un fusto lungo e rami laterali. Il fusto principale, nel gergo detto astone, andrebbe tagliato a circa 60-70, o anche 1 metro da terra, dopo il trapianto, per favorire lo sviluppo delle branche principali e formare pian piano il classico vaso, la forma più comune e indicata per le drupacee. Questa forma di allevamento ci consente di mantenere l’albicocco ad un’altezza ragionevole, e non dover usare una scala per la raccolta.

Potature dell’albicocco adulto

Una volta entrato in produzione, l’albicocco va potato con moderazione sul finire dell’inverno, ma prima del risveglio, quindi con una certa tempestività. La potatura ha la funzione di mantenere la chioma equilibrata e armoniosa. Si praticano i cosiddetti “tagli di ritorno”, che servono a tagliare dei rami nei punti in cui si diramano con altri, i quali diventano a loro volta i nuovi rami, e l’effetto è quello di avvicinare la periferia della pianta al centro (ritorno). Con la potatura si sfoltiscono i rami troppo fitti facendo in modo di mantenere l’interno della chioma ben illuminato e arieggiato.

Nel potare è sempre bene rammentare quanto segue:

  • Mai scorciare dei rami a metà, cioè negli internodi, ma sempre sopra una gemma
  • Non tagliare troppo: nel dubbio, meglio poco.
  • Mai fare tagli sfrangiati, ma sempre ben netti
  • Eliminare i succhioni, rami spiccatamente verticali che non rivestono un ruolo utile ma al contrario tolgono risorse alla pianta
  • Dopo la potatura fare un trattamento con un prodotto a base di propoli per favorire la cicatrizzazione e disinfezione dei tagli.

Malattie, insetti e altri problemi

Il successo della coltivazione dell’albicocco, e quindi di una buona produzione anche amatoriale, dipende moltissimo anche dal riuscire a prevenire e risolvere in tempo i problemi che possono affliggere la pianta, di cui descriviamo i più comuni.

Malattie fungine

Le malattie fungine si manifestano soprattutto nelle primavere fresche e molto umide. Per prevenirle, è molto utile irrorare regolarmente dei prodotti come la propoli e la zeolite, che svolgono una funzione protettiva e rinforzante.

I trattamenti rameici vanno realizzati alla caduta delle foglie, in autunno, per debellare le forme svernanti di questi patogeni.

Altra accortezza utile è la spennellatura dei tronchi con la calce, sempre allo stesso scopo e da fare a fine autunno.

Corineo su albicocco -InOrto
Gommosi - InOrto

Corineo

Detto anche impallinatura, è una malattia tipica dell drupacee, e si nota per macchiette tondeggianti su foglie e frutti.

Moniliosi

Con questa malattia si notano rametti che disseccano e frutti che avvizziscono restando attaccati al picciolo.

Insetti

Anche gli insetti possono causare danni notevoli, e vanno affrontati con tempestività e con mezzi ecologici, per non uccidere anche le api o altri insetti innocui.

Afidi

Gli afidi sono tra gli insetti più comuni, ne troviamo di tante specie e attaccano quasi tutti i fruttiferi ed ortaggi.

Per contenere lo  sviluppo degli afidi si può facilmente ricorrere al sapone molle di potassio (15 ml/litro di acqua per trattamenti fogliari) o sapone di Marsiglia.

Anarsia

L’anarsia è una farfallina che compie danni quando è in fase larvale. La larva infatti, color marrone, scava gallerie nei foglie, nei germogli e anche nelle albicocche in formazione. Un bio-insetticida utile in questo caso è il Bacillus thuringensis.

Cimice asiatica

La cimice asiatica è un vero flagello di tutte le colture, che possiamo cacciare con dei decotti di aglio spruzzati sulle piante, con delle trappole specifiche o con reti da mettere sulle piante dopo la formazione dei frutticini.

Scottature solari

Nelle estati molto calde e assolate, le piante possono subire delle ustioni. Come prevenzione, irroriamo per tempo del caolino, fine farina di roccia dal colore chiarissimo che svolge un effetto protettivo.

Gelate tardive

Data la fioritura precoce dell’albicocco, purtroppo il rischio di gelate tardive sussiste, e può risultare anche deleterio, perché se i fiori vengono danneggiati irreversibilmente dalla brinata, la produzione dell’anno salta. Fintanto che le piante sono giovani possiamo avvolgerle con dei teli protettivi di tessuto non tessuto.

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