Erba della madonna (Sedum telephium): come riconoscerla e coltivarla
Il Sedum Telephium è una pianta straordinaria con moltissimi nomi e altrettante proprietà curative, impiegata fin dall’antichità in tutta Italia.
L’erba della Madonna, è una succulenta che appartiene alla famiglia delle Crassulacee. Viene anche chiamata Telefio o “Erba di San Giovanni”, ma non va confusa con l’altra erba di San Giovanni che è l’iperico.
Il genere Sedum, di cui fa parte la pianta della Madonna è costituito da oltre 450 specie, tutte piante erbacee perenni che troviamo vegetare spontanee nel clima Mediterraneo.
Il Sedum telephium o Hylotelephium telephium è una pianta erbacea perenne, la cui parte aerea muore in inverno per poi rivegetare dalla primavera. Ama infatti le temperature miti ma possiamo coltivarla anche al nord, con le dovute attenzioni.
L’erba della Madonna, essendo una succulenta, ha foglie spesse carnose, ovali, piatte e verdi-azzurrognole, simili come colore a quelle del cavolo cappuccio ma molto più piccole e con margini seghettati.
Alcune varietà hanno anche margine giallognolo. Il succo o gel contenuto nella foglia danno alla pianta della Madonna spiccate proprietà antinfiammatorie, batteriostatiche e antiossidanti. Tutto ciò l’ha resa una delle specie più impiegate nei rimedi naturali ad alcune problemi come calli, punture di insetto e scottature.
La fioritura del Sedum inizia verso la fine di giugno: per questo viene anche chiamata Erba di San Giovanni. In questo periodo compaiono tanti fiorellini dai diversi toni del rosa molto minuti ma abbondantissimi, tanto che l’aspetto della pianta non ha niente da invidiare ad altre ornamentali più note.
L’erba della Madonna ha un portamento eretto e taglia contenuta, al massimo sui 50 cm, aspetto che la rende assolutamente versatile: può adornare vasi, fioriere, ma anche aiuole e bordure. Può trovarsi in giardini rocciosi o in aiuole insieme ad altre piante che richiedono poca irrigazione, in composizioni creative e deliziose con graminacee ornamentali e piante aromatiche.
Possiamo trovare tanti esemplari spontanei di Erba della Madonna in tutto il territorio del Mediterraneo, specialmente in luoghi assolati e impervi per altre piante: nelle crepe dei muri a secco, sui tetti, nei terreni agricoli non coltivati ecc.
Il periodo migliore in cui possiamo riconoscere questa pianta ritenuta “miracolosa” è in estate, quando la si può distinguere dalle altre specie grazie ai suoi fiori.
All’interno del genere Sedum troviamo altre piante simili: S. telephium, S. spectabile, S. sieboldii si assomigliano ed è quindi molto facile confonderle. S. spectabile fioriesce più tardi, tra l’estate e l’autunno, attirando molte farfalle.
La coltivazione del Telefio è abbastanza semplice tenuto conto che è una pianta grassa e possiamo anche permetterci di dimenticare di annaffiarla. In estate ovviamente dobbiamo ricordarci spesso di controllare lo stato di umidità del terreno, e quando questo è asciutto, va sicuramente annaffiata, affinché le foglie non perdano turgore.
Oltre alla classica semina, possiamo propagare questa specie mediante le atre tecniche di moltiplicazione agamica.
La propagazione tramite talea è molto semplice: consiste nel prelevare alcuni steli e metterli a radicare in contenitori con terriccio inumidito costantemente (ma non intriso d’acqua). Ad avvenuta radicazione, avremo nuove piantine autonome.
La divisione dei cespi è una tecnica molto semplice, che consiste nel dividere la pianta originaria in più parti, ciascuna delle quali deve avere la propria porzione di radici. La divisione dei cespi è molto impiegata per moltiplicare tante aromatiche e altri arbusti, e si applica facilmente anche all’erba della Madonna. Ogni porzione di pianta, opportunamente piantata in terra o in vaso, diverrà un individuo autonomo. Il periodo indicato per questa operazione va dall’autunno alla fine dell’inverno.
Possiamo coltivare anche in vaso l’erba della Madonna o pianta della Madonna, ricordando che questa specie ama le posizioni soleggiate.
Uno degli errori più comuni nelle coltivazioni in vaso riguarda la capienza del vaso stesso, a volte troppo ridotta. Teniamo conto della grandezza della pianta adulta e scegliamo di conseguenza il contenitore, soprattutto l’altezza. Questo dettaglio assicura una buona crescita alle radici.
Sebbene si tratti di una pianta grassa, se coltivata in vaso richiede ovviamente maggiori irrigazioni, osservando sempre lo stato di umidità del terriccio.
Alla coltivazione in vaso sono adatte tutte le varietà, per cui vale la pena scegliere in base al colore dei fiori: bianco, rosa chiaro, rosa acceso, a seconda dei gusti personali.
L’erba della Madonna ha tanti nomi popolari, uno per ogni luogo in cui essa è conosciuta e utilizzata; ogni nome identifica spesso una sua caratteristica o uso specifico. Inizio però dal nome scientifico.
Il botanico classificatore Linneo assegnò la pianta della Madonna al genere Sedum anche per il suo caratteristico portamento cioè non eretto ma prostrato, da qui sedum ovvero seduto. Il nome Telephium invece ha dietro una vera e propria storia appartenente mitologia greca antica ( ma anche alla sua caratteristica principale di pianta guaritrice…miracolosa): la leggenda è quella del re Telefo il quale, ferito in battaglia dalla temibile lancia di Achille risultò affetto da una piaga alla coscia che non rimarginava mai. Anche per questo motivo in medicina antica tali lesioni sono state denominate “Ferite Telefie”, e così anche la pianta è stata nominata popolarmente Telefio, in virtù delle sue capacità di curare tali ferite.
Il Sedum Telephium, per le sue proprietà curative, ma anche grazie alla facilità di coltivazione, si è diffuso insieme al suo impiego in molte regioni ed è per questo che gli sono stati attribuiti tanti nomi diversi.
Quanto all’erba della Madonna e alle sue proprietà, guardate il video della conferenza tenuta dal dott. Balatri sulla pianta della Madonna e scoprirete la storia di una pianta veramente straordinaria. Il Dott. Sergio è stato per tanti anni in servizio al pronto soccorso all’ospedale fiorentino San Giovanni di Dio dove veramente ha utilizzato scientificamente il Sedum Telephium come pianta curativa per tanti casi difficilmente guaribili.
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