Febbraio, cosa succede nell’orto e nel giardino

Vasca con agli

Quasi ogni mattina, se non piove troppo, prima di colazione, esco a fare un giro di ricognizione. Essendo inverno e avendo un orto-giardino di medie dimensioni, faccio in fretta.

Non ci crederete, ma esco in pigiama, con sopra un grosso maglione, uno scialle di rinforzo e gli stivali di gomma infilati al volo. Quando gela, affretto il passo e rientro in un attimo. Il tempo di vedere chi sta bene e chi sta male. Talvolta c’è pure qualche morto o qualcuno che lo sembra, ma che forse la primavera miracolosa resusciterà.

COSA SUCCEDE IN GIARDINO

Il giardino è immobile. Ho messo mano solo alle rose. Tranne rare eccezioni, ho fatto delle potature minimali, le più sono rose giovani e voglio lasciare loro il tempo di comprendere dove sono capitate e che genere di risorse hanno a disposizione: tipo di suolo, ore di luce, temperature nel corso dell’anno, ecc… Nel mio giardino impiegano del tempo per capirlo. Può succedere che un anno non sia sufficiente. Stanno lì ferme, registrano tutto, con il tempo si adattano a quello che hanno trovato e poi, finalmente, partano, vegetano e prosperano.

Le cesoie hanno invece colpito duramente le altre rose, che sono qui da molti anni e necessitano di essere rinnovate. Come ogni anno ho tolto i rami troppo vecchi, alcuni getti centrali che rischiano di essere d’intralcio incrociandosi con altri, ed ho eliminato i polloni che sbucano con energia intorno alla pianta, ma che spesso sono selvatici perché si sono sviluppati sotto al punto di innesto. Tutto il resto del giardino sembra imbalsamato in attesa di una ripulitura sostanziale e sostanziosa. Meno male che ho atteso: il gelo di questi giorni avrebbe punito la mia sollecitudine e tradito la mia fiducia.

 

COSA SUCCEDE NELL’ORTO

Fave in febbraio

L’orto invece ‘eppur si muove’. Ho seminato poco e tardi in dicembre, tuttavia qualche piantina c’è a riempire le aiuole tristemente inzuppate di acqua. Sulla terrazza in alto avevo seminato fave e piselli, appena prima del diluvio universale, e non ci avrei scommesso neppure un euro sulla possibile crescita né dell’une né degli altri. E invece le fave sono nate tutte e i piselli a spazi alterni: due sì uno no, tre no due sì e così via. L’aiuola che ha sofferto maggiormente è quella in fondo, che in inverno ha poco sole e molta ombra.

Sicuramente dovrò riseminare i piselli mancanti. Ma questa volta ho agito di astuzia e dietro suggerimento della mia amica Sara, ho messo un po’ di piselli a pre-germogliare in una vaschetta tra fogli spessi di carta umida e una volta pronti li ho posizionati in dei vasetti con dell’humus di lombrico, così appena arrivano delle temperature accettabili, metterò in piena terra delle piantine già pronte e cresciute e non rischierò di essere troppo in ritardo.

Purtroppo proprio nell’aiuola più difficoltosa il gelo di questi giorni ha fatto ‘abbassare le orecchie’ anche ad alcune piantine di fave. Ma le fave sono legumi robusti e baldanzosi e spero che ce la facciano a riprendersi.

Scalogno in febbraio

Nelle vasche rialzate, collocate nell’ultima piana del giardino, avevo seminato agli, scalogni e soncino. Anche su quegli ortaggi avevo riposto poche speranze, dopo le piogge che avevano trasformato l’orto in acquario, e invece, udite udite, è nato quasi tutto, fatta eccezione per l’ultima vasca, anche in questo caso, quella più in ombra. Ma ora che le giornate si sono allungate, nei prossimi giorni, proprio in quella zona, pianterò delle cipolle che mi ha appena regalato il mio amico Fabiano di Suvereto. Cipolle di qualità eccezionale: dolci, di buona pezzatura, che non germogliano. Le ha ereditate da un vicino anziano, che desiderava tramandare questa eccellente varietà. Spero di contribuire anch’io, nel mio piccolo, alla sua diffusione e conservazione.

Adesso aspetto che le temperature si rialzino e appena possibile riempirò ogni spazio disponibile, con delle barbabietola o dei ravanelli, oppure degli ortaggi da foglia dal ciclo vegetativo veloce come la bietola o gli spinaci.

Ah dimenticavo! Una buona notizia: i cavoli ce l’hanno fatta per il momento a sopravvivere agli attacchi degli insetti masticatori, che sembrano abbiano battuto in ritirata. Ho fatto un solo trattamento con il litotamnio, ma ho messo spesso la cenere alla base dei cavoli. Ambo le cose, per il momento, sono riuscite a contenere gli appetiti di cavolaie, lumache o chissà chi altro. Una cosa è certa, nei prossimi giorni non dovrò abbassare la guardia se vorrò salvo il raccolto di cavoli per preparare le ribollite di fine inverno!

Cavolo salvo dai morsi degli insetti 🙂

 

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