Raccogliere e mangiare il colore e il profumo dei fiori di acacia, glicine e sambuco

mangiare i fiori di sambucoPer una volta raccogliamo senza coltivare, lasciamoci guidare dalla fantasia e mangiamo i fiori e il loro profumo! Se per orto intendiamo un luogo dove coltivare o trovare cose adatte e buone per la nostra alimentazione, allora l’orto può essere più esteso di quello che comunemente siamo portati a pensare.

Abbiamo l’orto recintato, che racchiude e custodisce gli ortaggi da noi seminati e coltivati, e abbiamo l’orto che la natura ci offre spontaneamente. Qui possiamo trovare erbe, fiori, arbusti e alberi che ci donano, senza nulla chiedere in cambio, né cure né attenzioni, cibo commestibile buono, sano e nutriente. Erbe, foglie, frutti e fiori semplicemente da raccogliere e portare in tavola.

Aprile è il mese dei fiori. Ovunque possiamo scorgere i fiori di acacia, di glicine e di sambuco e non sono che alcune delle fioriture di cui possiamo approfittare questo mese. Il loro fiori non solo sono edibili ma hanno caratteristiche organolettiche che li rendono utili alla nostra salute. Se li sapremo raccogliere e cucinare potremo avere qualche ingrediente nuovo per i nostri piatti.

I FIORI DI ACACIA

Fiori acacia da mangiare

L’acacia o Robinia pseudoacacia è un albero che appartiene alla famiglia delle Fabacee o Leguminose. Il suo nome deriva dal greco antico akakia, che significa candore e innocenza. I suoi fiori sono infatti bianchi, riuniti in ciocche pendule, bellissime e profumatissime, da cui le api ricavano un miele pregiatissimo, liquido e delicato.

I fiori di acacia, sono ricchi di tannini, oli essenziali e glucosidi e sono indicati per i problemi legati all’intestino e alla digestione. Contengono vitamina B e A e potenziano le difese immunitarie, la vista e gli occhi. I sali minerali presenti in questi fiori (potassio, ferro e calcio) danno tonicità ed energia al nostro organismo. Le proprietà balsamiche dei loro petali aiutano a mantenere sani e forti le gengive e prevengono mal di gola, faringiti e mali di stagione.

Una volta individuati questi alberi, non sarà facile raccoglierne al volo i fiori perché sono situati molto in alto, ma fortunatamente c’è sempre qualche giovane pianta, dalle dimensioni ridotte, che renderà i fiori più accessibili alle nostre forbici.

Se ne potranno fare infusi, tisane, squisite frittelle dolci, ma anche delicati risotti.

 

I FIORI DI GLICINE

Anche i fiori di glicine (Wisteria sinensis) si prestano a diventare degli insoliti dessert. Con lo stesso procedimento con cui si preparano le frittelle di fiori di acacia si possono preparare delle piacevoli frittelle di fiori di glicine. Sicuramente sono più facili da raccogliere: il glicine in aprile fiorisce ovunque regalandoci spettacoli incantevoli e inaspettati. Nei giardini di campagna ricoprono muri e pergole e il loro profumo ci accompagna nelle vie di borghi e paesi. La grande adattabilità ed energia di questa pianta fa sì che possiamo trovarla spesso anche in contesti urbani, cortili, parchi, giardini cementati, ma anche strade affollate e trafficate. Una pianta che se attecchisce niente la può distruggere. Per fortuna! Le cascate profumate dei suoi fiori lillà lasciano spesso senza fiato.

I fiori si possono utilizzare anche nella preparazione di tisane disintossicanti e rilassanti. E i petali, mi raccomando solo i petali, perché solo quelli sono commestibili, possiamo utilizzarli anche per abbellire biscotti, dolci, macedonie e insalate o semplicemente da unire ad una cucchiaiata di yogurt a colazione. E ricordiamoci che il glicine è simbolo di amicizia, quindi cosa c’è meglio dei suoi fiori trasformati in frittelle per invitare delle amiche ad un aperitivo insolito e sorprendente?

Se decidiamo di coltivare un glicine, facciamo in modo che possa avere almeno 6 ore di sole al giorno, annaffiamolo per i primi due anni e se desideriamo farlo crescere in un vaso, pensiamo ad un contenitore ampio e profondo, perché le sue radici hanno bisogno di spazio per permettere alla chioma di svilupparsi.

 

I FIORI DI SAMBUCO

I fiori di sambuco (Sambucus nigra) tra i tre presi in considerazione, sono quelli che si prestano maggiormente alle preparazioni culinarie, anche se meno appariscenti e profumati. O forse è meglio dire diversamente profumati, perché la loro fragranza, così come la bellezza dei suoi fiori, è più discreta. Ma se amate o apprezzate il sambuco lo preferirete a qualsiasi altro. Le loro ombrelle color crema, che sembrano delicati merletti, si adattano bene alle più svariate preparazioni culinarie. Sciroppi, marmellate, gelatine, dolci, biscotti, meringhe, focacce e naturalmente le immancabili frittelle.

Quanto a proprietà benefiche il sambuco non è secondo a nessuno. E’ antinfiammatorio, diuretico, digestivo e anche leggermente lassativo. I suo fiori hanno un’azione depurativa e liberano dalle tossine. E’ ricco di bio flavonoidi (antiossidanti) che contrastano i danni provocati dai radicali liberi, stimolano il sistema immunitario ed epatico e contrastano alcune patologie cardiovascolari.

Il sambuco cresce spontaneo un pò ovunque in pianura, in collina e in montagna. Vicino ai boschi, nelle campagne e nelle periferie cittadine. Non avremo difficoltà a individuarlo. Lasciamoci guidare dagli occhi e dal naso.

Cosa aspettiamo! Prendiamo un cestino, delle forbici robuste e ben affilate e andiamo per le strade di campagna a raccogliere la bellezza di questi fiori e portiamola nel piatto…

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