Gli orti insorgono a teatro per ricordarci da dove veniamo

L’orto è anche teatro. Rappresentazione di vita e di memoria. “Orti Insorti” è un monologo con musica dal vivo, vino e… minestrone scritto e raccontato da Elena Guerrini. Uno spettacolo – per usare le parole dell’autrice/attrice – “sulle memorie della nostra civiltà contadina e una riflessione sul significato di progresso e sviluppo”.

Nell’orto e nel giardino tutto nasce, vive, muore e rinasce. E con queste pensieri sulla coltivazione di un orto come esperimento di costanza e pazienza, Elena Guerrini ci accompagna in un viaggio a contatto con la nostra terra ripercorrendo le storie narrate  dal nonno confrontate con le realtà di oggi.

L’attrice canta, ride, incanta e diverte col suo colorito umorismo toscano, ma soprattutto fa riflettere, parlandoci della natura che abbiamo lasciato alle spalle in un racconto che conduce lo spettatore, come in un gioco, in un labirinto di piante e parole. E alla fine dello spettacolo si mangia tutti insieme il minestrone cucinato durante lo spettacolo.

Una rappresentazione che ha bisogno di una scenografia più immaginata  che reale, fatta di ricordi e di poesia. Un’ortospettacolo che da anni Elena Guerrini porta non solo nei teatri ma anche nei casolari, nei boschi, nelle scuole, sugli argini dei fiumi, nelle piazze di paese.

“Orti insorti” di Elena Guerrini è anche un libro edito da Stampa Alternativa. Divertente e canzonatorio, ironico e poetico. Se non avete la fortuna di poterlo vedere a teatro, leggete perlomeno questo pioccolissimo libro.

Per sapere tutto sugli Orti Insorti.

Lascia un commento