Coltivare il pomodoro: consociazione, potatura, annaffiatura e raccolta

Allora, dove eravamo rimasti? Nel precedente post abbiamo affrontatola semina, il trapianto e la concimazione del pomodoro, quindi ci resta ancora molta strada da fare prima di arrivare alla raccolta! A quali ortaggi è possibile accostare il pomodoro? Come sostenerlo o come annaffiarlo? Guardiamo come è possibile fare crescere il pomodoro in modo ‘sano e robusto’…

Avvicendamento – ovvero chi può seguire e chi può precedere il pomodoro all’interno di una rotazione colturale. Il pomodoro può precedere un po’ tutte le colture, fatta eccezione per gli ortaggi della sua stessa famiglia (Solanacee): peperoni, melanzane e patate. Può invece essere seguito da spinaci, lattughe invernali e cipolle.

E’ invece sconsigliato riseminarlo nello stesso terreno, perché si potrebbero essere diffusi dei parassiti fungini, nematodi o altri insetti, non facilmente individuabili ad occhio nudo, per questo è meglio aspettare almeno un anno e piantarlo preferibilmente dopo una leguminosa (fagioli, piselli, fave, ecc.).

Consociazioni – Sembra che il pomodoro favorisca la crescita del sedano, ma sta benissimo anche con il prezzemolo e con il basilico. Seminato invece di fianco al cavolo contribuisce ad allontanare la cavolaia. Se poi vogliamo contribuire alla sua salute, potremo piantare dei fiori di tagete ai suoi piedi per allontanare i nematodi, che si nutrono delle sue radici dal terreno, oppure seminare nelle vicinanze dell’ortica, che ne riduce gli attacchi fungini e ne aumenta la serbevolezza.

Altri graditi compagni sono: spinaci, rape, porri, insalata, aglio, fagiolini e menta. Teniamo invece lontano dal pomodoro la patata, il cetriolo e il finocchio.

Sostegni - Quando la pianta avrà raggiunto i 20-30 cm di altezza sarà necessario sostenerla con dei tutori adeguati, di circa 150 cm di altezza. A questo proposito guardate questo link sui sostegni dell’orto. Se utilizzeremo le canne o i bastoni dell’anno precedente andranno disinfettati con solfato di rame diluito nell’acqua.

Potatura o sfemminellatura e cimatura – Quando inizieranno a formarsi i getti laterali dovremo procedere con la sfemminellatura del pomodoro, ovvero la rimozione (da effettuarsi con le unghie o con delle piccole forbici) dei germogli che si formano tra l’ascella delle foglie e il fusto principale. Con questa operazione avremo meno frutti, ma più grossi e succosi. A crescita avanzata, quando la pianta avrà già prodotto piccoli frutti o grappoli di essi, cimeremo il fusto principale della nostra pianta di pomodoro, togliendo il germoglio sulla punta, questa volta per evitare che la pianta vegeti ulteriormente invece di concentrarsi sulla maturazione dei frutti. Togliamo anche le foglie in eccesso, se queste sono veramente troppe e non permettono un’adeguata areazione o l’occultamento del sole per alcuni frutti. Ma anche in questo caso non esagerate, soprattutto quando il sole di luglio si farà cocente!

Rincalzatura – se vedete che con le frequenti annaffiature il piede della pianta tende a scoprirsi provvediamo ad effettuare una rincalzatura a metà ciclo produttivo.

Annaffiatura – L’annaffiatura del pomodoro merita un post a parte che infatti pubblicherò a breve, ma intanto sappiate che vale il detto popolare ‘testa asciutta e piedi bagnati’, che significa (ma ormai lo sanno anche i muri) che il pomdoro non vuole l’acqua sulle foglie. Per questo la pacciamatura è utile soprattutto per la coltivazione dei pomodori a cespuglio, ma effettuiamola solo quando il terreno sarà asciutto e non piove in continuazione. Poi occorre costanza e buon senso: è inutile annaffiare quando il terreno è già bagnato, sarà invece utile aumentare le irrigazioni quando il caldo diventerà eccessivo. Evitiamo in ogni modo gli sbalzi idrici: una volta troppa, una volta poca, ecc.

Raccolta - Mi rifiuto di dilungarmi sulla raccolta! Immagino che tutti sappiate riconoscere un pomodoro maturo da uno acerbo! L’unico suggerimento è questo: staccateli al bisogno perché quando maturano in casa perdono il sapore. Solo a fine stagione, quando il freddo si farà sentire e avremo ancora pomodori sulle piante, ma vedremo che faticano a maturare allora potremo staccarli e portarli al riparo o addirittura sdradicare l’intera pianta e appenderla a testa in giù in un luogo caldo e protetto.

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Commenti
4 Commenti a “Coltivare il pomodoro: consociazione, potatura, annaffiatura e raccolta”
  1. brunellatavelli scrive:

    Grazie, mi avete aiutato buona raccolta!

  2. ANDY scrive:

    PERCHE SRADICARE AL PIANTA?

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